Inchiesta Mose: ecco i primi dettagli

Custodia cautelare richiesta anche per l'ex presidente della Regione Galan, in totale 35 arresti.

Aggiornamento 14.10. Primi dettagli relativi all'inchiesta Mose che ha portato all'arresto di 35 persone tra politici e imprenditori: i fondi neri, secondo quanto scrive nell'ordinanza il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, “sono stati utilizzati per campagne elettorali e, in parte, anche per uso personale da parte di alcuni esponenti politici. Hanno ricevuto elargizioni illegali persone di entrambi gli schieramenti”.

Il sindaco del Pd Giorgio Orsoni si trova ai domiciliari, arrestato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture di Forza Italia Renato Chisso; altri nomi sono quelli del consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, e degli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo (vicepresidente e amministratore delegato di Palladio), e del generale della Guardia di Finanza in pensione Emilio Spaziante.

Come funzionava il meccanismo? L'ex manager della Mantovano Giorgio Baita, assieme a Nicolò Buson, aveva distratto fondi destinati al Mose spostandoli all'estero; per questa ragione i due erano atati arrestati nel febbraio 2013. I soldi venivano quindi portati a San Marino dove del riciclaggio, secondo gli inquirenti, si occupava William Colombelli grazie alla finanziaria Bmc.

20 milioni di euro erano stati in questo modo occultati, per poi essere utilizzati a fini politici. O meglio, le presunte tangenti finivano ai politici della zona per la gestione degli appalti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il gruppo avrebbe creato, attraverso un giro di fatture false, fondi neri indirizzati poi su conti esteri, che sarebbero serviti, almeno in parte, per finanziare politici e partiti, di ogni schieramento, durante le campagne elettorali. In tutto questo Orsoni non è indagato per corruzione, ma per finanziamento illecito ai partiti

L'inchiesta per le tangenti del Mose

Dopo gli scandali legati all'Expo 2015, si apre il capitolo degli scandali per un'altra grande opera: il Mose di Venezia. Agli arresti imprenditori e politici, tra cui il sindaco di Venezia del centrosinistra Giorgio Orsoni, finito in manette con accuse di concussione, riciclaggio e corruzione.

L'inchiesta riguarda gli appalti per i lavori del Mose che vertono in particolare su Giorgio Baita, l'ex ad della Mantovani, che già nel febbraio scorso era finito in custodia cautelare. Arrestato anche l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, del Pdl.

In totale sono 35 gli arresti e addirittura un centinaio gli indagati. In manette sono finiti anche il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo e il generale in pensione Emilio Spaziante. Tra i nomi eccellenti spunta quello di Giancarlo Galan, senatore di Forza Italia ed ex presidente della regione Veneto. Essendo parlamentare, però, sarà il Senato a dover autorizzare il suo arresto.

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