Uber e UberPop: indagato l'autista spacciatore

L'uomo aveva offerto droga a due finti clienti. Spuntano nuovi video

Uber e UberPop, i servizi alternativi di trasporto che in questo periodo fanno molto discutere, sono al centro di una nuova polemica: alcuni tassisti in incognito infatti hanno pubblicato su YouTube un video che mostra un autista "abusivo" di Uber proporre ai propri acquirenti (loro stessi) un acquisto di droga.

Ieri mattina l'autista spacciatore è stato denunciato a piede libero: la Polizia Locale ha fatto irruzione in casa sua trovando proprio la cannabis che aveva proposto ai possibili acquirenti; l'uomo è stato identificato e denunciato. L'uomo è un 30enne che vive nell'hinterland di Milano. Gli agenti hanno trovato circa 7 grammi di marijuana, sufficienti per denunciarlo a piede libero.

Quello che i tassisti stanno cercando di dimostrare è l'assoluta illegalità che ruota attorno ai servizi di Uber e UberPop, definiti "abusivi" dal ministro dei Trasporti in persona e al centro delle attenzioni anche del Comune di Milano, che in materia si è già apertamente schierato a favore della categoria delle auto-bianche.

Dall'audio che possiamo ascoltare nel video si evince che l'autista non è nuovo a sospensioni di patente e problemi di droga. UberPop è l’evoluzione di Uber: se quest’ultima applicazione ha creato un servizio taxi con le auto a noleggio con conducente (Ncc), UberPop è andata oltre: chiunque può mettersi a disposizione per offrire passaggi con la propria auto. Il sistema elettronico calcola il prezzo della corsa, riceve il pagamento con carta di credito e gira poi l’incasso al tassista trattenendo la quota di guadagno per Uber.

In un video si sente chiaramente l'autista dichiarare di guadagnare anche 180 euro a sera. Certamente il vuoto normativo in Italia permette, per il momento, sia multe salate che la possibilità di lavorare inserendosi nelle "pieghe" del diritto, cosa questa che scatena vere e proprie rivolte dei tassisti. Oggi la categoria delle auto bianche è anche ben organizzata, in incognito, per denunciare anche altri aspetti di illegalità legati a Uber.

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