Napoli, dispersione scolastica: 82 genitori denunciati

Inosservanza dell'obbligo di istruzione dei figli, casi soprattutto nelle scuole medie inferiori

82 genitori denunciati, a Napoli, per la dispersione scolastica di 50 ragazzi: questi i numeri riscontrati nell’ambito dei servizi per contrastare la dispersione scolastica i Carabinieri della Compagnia Napoli-Vomero e della Stazione di Marianella nel corso dell’anno scolastico 2013/2014.

Ai genitori, tutti di età compresa in una forbice tra i 30 ed i 40 anni, non solo non importava che i figli non frequentassero la scuola ma, anzi, in molti incoraggiavano i comportamenti dei figli: la condotta omissiva, prevista dal Codice Penale, è punita con un’ammenda dalla quale deriva anche l’impossibilità di conseguire licenze di pubblica sicurezza (dalla detenzione di armi all’apertura di un esercizio pubblico).

Il problema, in questo caso, è prettamente culturale: di volta in volta le varie situazioni accertate sono state approfondite e vagliate dai Carabinieri, che hanno verificato tutti gli aspetti e i segnali che potevano far presumere stato di abbandono, situazione di degrado o di violenza, facendo scattare l’intervento delle istituzioni preposte per l’adozione di idonee misure a tutela dei giovani.

Per questi casi di dispersione scolastica, nella maggior parte di scuola media inferiore, le situazioni di disagio familiare riscontrate sono state numerosi: molti genitori, circa la metà, hanno precedenti penali. Sono operai, ambulanti, muratori, disoccupati, casalinghe, collaboratrici domestiche, operaie, in possesso della licenza media. Secondo quanto scrive il quotidiano Il Mattino gli stessi avrebbero riferito di avere assecondato la volontà dei figli o ritenuto non utile o importante mandare i figli a studiare per ricevere almeno una cultura di base.

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