Asl 1 L'Aquila, le emergenze scardinano la trasparenza negli appalti

Dalle forniture dei pasti ai macchinari ad alta tecnologia, le spese dell'Asl 1 L'Aquila-Avezzano-Sulmona fatte senza bando di gara

Spese pazze senza gara pubblica: è questo, in sostanza, quanto sta emergendo dall'analisi degli appalti dell'Asl 1 L'Aquila-Avezzano-Sulmona. Un vero e proprio fiume di soldi, che scorre sotto gli occhi di tutti senza tuttavia che si riesca a venire a capo dell'emorragia.

Già nel recente passato il direttore generale dell'Asl 1 L'Aquila-Avezzano-Sulmona era finito indagato, e con lui anche il predecessore Roberto Marzetti, nell'ambito di un'inchiesta della procura aquilana che indagava su alcuni appalti gonfiati per l'Ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese.

A far emergere un'altra parte di quello che sembra essere un vero e proprio iceberg ci ha pensato il deputato del MoVimento 5 Stelle Andrea Colletti il 29 aprile scorso, quando ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per fare luce sull'acquisto, senza bando di gara, di alcune apparecchiature tecnologicamente molto avanzate da parte della Asl aquilana.

L'acquisto di apparecchiature e macchinari

Il deputato pentastellato punta il dito in particolare su un'apparecchiatura, una Risonanza Magnetica a 3 Tesla, che l'Asl avrebbe giustificato adducendone i requisiti di unicità tecniche e di fornitura ma, denuncia Colletti, senza verificare l'effettiva esistenza di macchinari alternativi a costi inferiori. Effettivamente la Risonanza Magnetica a 3 Tesla viene generalmente utilizzata sopratutto a scopi di ricerca e molto poco in ambito clinico.

Gli acquisti risalirebbero al 29 dicembre 2010, quando con una delibera dell'Asl si procedeva all'acquisto (per un valore stanziato di 3.660.000 euro iva compresa) attraverso una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, attraverso un accordo con le ditte GE Medical Systems Italia Spa e Promedica Bioelectronics. Beni dichiarati "infungibili" (insostituibili) dalla stessa Asl.

Più di nove mesi dopo, a fine settembre 2011, il Ministero della Salute, con una nota, rifiutò l'acquisto da parte della Asl, spiegando che, per legge, tali macchinari sono acquistabili unicamente da "grandi complessi di ricerca e studio ad alto livello scientifico"; capitolo chiuso? Nemmeno per sogno: con due distinte delibere l'Asl abruzzese stipula due convenzioni con il DISCAB, il dipartimento di scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell'università de L'Aquila; unico requisito della convenzione la Risonanza Magnetica a 3 Tesla. La cosa grave è che in una di queste due delibere risulterebbe già concluso l'acquisto dell'apparecchiatura e, di conseguenza, la convenzione con l'Università aquilana non sarebbe altro che il cavallo di Troia per giustificarne l'imminente arrivo.

L'8 maggio Colletti rincara la dose: presenta una seconda interrogazione relativa all'acquisto di altri due macchinari, un apparecchio per tomografia 0°-90° a risonanza magnetica dedicata denominato G-Scan (prodotto dalla società Esaote Spa) e un tomografo computerizzato volumetrico dinamico 320 banchi denominato Aquilion One (della Toshiba Medical System Srl), per un totale di 2.934.000 euro. Le delibere dell'Asl L'Aquila-Avezzano-Sulmona sono di appena un mese prima le precedenti, del 23 novembre 2010, ed i dubbi esposti dal deputato gli stessi: possibile che non ci fossero macchinari meno costosi ed altrettanto efficienti?

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