Camorra, il superboss Antonio Iovine collabora con la giustizia

Dopo 14 anni di latitanza e quattro anni di carcere, il boss dei Casalesi Antonio Iovine ha deciso di collaborare con la giustizia.

A quasi quattro anni dal suo arresto, avvenuto nel novembre 2010 a Casal Di Principe dopo 14 anni di latitanza, il superboss del clan dei Casalesi Antonio Iovine ha deciso di collaborare con la Procura di Napoli, aiutando i magistrati a ricostruire le attività e i rapporti del clan.

Iovine, condannato in via definitiva all’ergastolo nel maxi processo Spartacus, ha iniziato a collaborare da pochi giorni e le sue testimonianze saranno fondamentali visto il ruolo ricoperto all’interno dell’organizzazione.

Il 50enne, conosciuto anche come o'ninno, è ritenuto dagli inquirenti uno dei quattro capi storici dei Casalesi insieme a Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone e Michele Zagaria. Inutile dire, quindi, che quello che Iovine deciderà di raccontare sarà così importante da mettere seriamente a rischio il futuro del clan dei Casalesi.

Anche Roberto Saviano ha sottolineato l’importanza di questa collaborazione in un articolo pubblicato su La Repubblica:

Antonio Iovine, ’o ninno, non è un capo militare, non è un colletto bianco, non è un broker, non è un riciclatore, non è un quadro intermedio, non è un vecchio boss. Antonio Iovine è un capo vero. È il vertice dell’organizzazione. Latitante per 14 anni, conosce tutto ciò che si è mosso in Italia in ambito criminale. Conosce gli affari legati al ciclo dei rifiuti, gli affari finanziari confluiti poi nell’edilizia, conosce i patti politici. Consce il ruolo delle banche. È come se il ministro dell’Economia della camorra decidesse di pentirsi.

Prepariamoci quindi, a una serie di operazioni di polizia finalizzate a decapitare uno dei clan più potenti della Camorra.

An Italian policeman escorts Antonio Iov

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