’Ndrangheta, sequestro da 6 milioni al clan Gallico

I beni sono riconducibili ad Antonino Ciappina, ritenuto affiliato al clan Gallico di Palmi.

Duro colpo al clan Gallico di Palmi, attivo dagli anni ’70 in estorsioni, traffico di droga e, specie nell’ultimo periodo, nel settore degli appalti. La polizia di Reggio Calabria ha confiscato beni del valore complessivo di oltre 6 milioni di euro al 38enne Antonino Ciappina, ritenuto affiliato al clan.

I beni erano stati confiscati nel maggio dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta Cosa Mia che aveva portato alla luce l’infiltrazione della cosca nei lavori di ammodernamento dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio. Oggi, a poco più di un anno di distanza, è stato disposto il sequestro degli stessi.

Tra i beni, lo rendono noto gli inquirenti, ci sono immobili, imprese e società con sedi tra Reggio Calabria, Milano e Bergamo, oltre a polizze assicurative e conti correnti:

la polizia ha posto i sigilli ad un immobile di circa 300 metri quadrati a Palmi; quote sociali e patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) della società "Lovena Srl", con sede legale a Milano e che opera nella costruzione di edifici residenziali; quote sociali e patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) della società "Varedil Costruzioni Srl", con sede legale a Palmi ed impegnata nell'acquisto, vendita, permuta, locazione e sublocazione di immobili civili, industriali e rustici, nonché di costruzione di immobili civili e industriali.

Il valore complessivo dei beni ammonta a circa 6 milioni di euro.

Blitz 'ndrangheta

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