Guerra in procura, domani il Csm decide sullo scontro Bruti-Robledo

Domani il Csm si pronuncerà sulla denuncia di Robledo contro Bruti Liberati: l'aggiunto a rischio incompatibilità ambientale

20.00 - In una nuova lettera inviata al Csm l'aggiunto Robledo sottolinea "la discrasia" su quanto sarebbe stato pronunciato in merito all'inchiesta sul caso Ruby, indagine coordinata da Ilda Boccassini, a capo del pool antimafia.

Secondo Robledo il collega Alberto Nobili, titolare effettivo del fascicolo, non sarebbe stato interpellato:

"Il collega Nobili non è mai stato interpellato sul punto, nè richiesta la sua opinione. Il collega Nobili venne meramente informato della decisione che era già stata presa dal procuratore, della quale si limitò a prendere atto senza interloquire o commentare in alcun modo. [...] è stata resa al Consiglio superiore una dichiarazione del tutto difforme dall'effettivo svolgimento dei fatti."

Robledo ha inoltre ribadito che alcune iscrizioni a registro nell'ambito dell'inchiesta sul San Raffaele vennero fatte in ritardo, spiegando tuttavia di non aver mai affermato la necessità di arresto per il senatore Roberto Formigoni.

Guerra in procura, domani il Csm decide sullo scontro Bruti-Robledo

Siamo alle battute finali, almeno per il momento, nella guerra tra toghe della procura milanese salita agli onori delle cronache dopo la denuncia del procuratore aggiunto anticorruzione Alfredo Robledo a carico del procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, reo di aver gravemente danneggiato le attività inquirenti del pool anticorruzione fino a lederne i risultati sul piano processuale.

Domani il Consiglio superiore della magistratura si pronuncerà sulle ragioni e i torti degli attori coinvolti in questa vicenda: Giorgio Napolitano (che del Csm è Presidente, essendo Capo dello Stato), Michele Vietti (vicepresidente del Csm) e gli altri 24 consiglieri avranno dunque il gravoso compito di far luce sui misteri e di neutralizzare, o meglio risolvere, i veleni diffusi nei corridoi della procura "più famosa d'Italia" o quantomeno la più "eccellente" (titolo guadagnato sul campo, inspiegabilmente, durante la stagione di Tangentopoli).

Per il Consiglio superiore della magistratura la gatta da pelare sarà rognosa: in ballo c'è parecchio di più che non uno scontro "professionale" tra due campioni della procura milanese (che con percorsi diversi e su settori diversi hanno mostrato, negli anni, autorevolezza e competenza), c'è l'equilibrio politico all'interno della stessa magistratura, profondamente divisa ancor prima dello scontro Robledo-Bruti.

Ma non sarà solo materia per il Csm, che interverrà solo in una prima fase: eventuali provvedimenti del Ministero della Giustizia ed eventuali sentenze del Tribunale di Brescia (da sempre competente sui magistrati milanesi) continueranno a far parlare di questa storia, seppure con le dovute inesattezze da pessimo giornalismo.

Come nota Francesco Bonazzi su Dagospia infatti il quotidiano Repubblica ha già deciso chi appoggiare in questa guerra: non Robledo, che pure su Berlusconi ha indagato per anni trovando la chiave processuale che ha poi portato all'unica condanna vera per l'ex Cavaliere, quella dell'agosto scorso, ma Bruti Liberati va sostenuto, financo a stravolgere la verità dei fatti.

Una verità che un campione di giornalismo, che un tempo bazzicava spesso il Tribunale di Milano, Giuseppe D'Avanzo, probabilmente scriverebbe in altro modo, anzitutto concedendo al denunciante (Robledo) quantomeno il beneficio del dubbio. Accade invece che il quotidiano Repubblica oggi abbia deciso di schierarsi con Bruti Liberati, non scrivendo della denuncia iniziale di Robledo e cominciando la narrazione dei fatti solo dopo che il procuratore capo ha deciso di rispondere all'aggiunto.

Insomma, in un guazzabuglio giornalistico poco chiaro, e poco veritiero, si offre la sponda al capo della procura della Madonnina che si troverebbe oggetto di una vera e propria "macchina del fango", trasformando il denunciante (Robledo) in un diffamante: il metodo è sempre lo stesso, descrivere i grandi risultati dei campioni della procura Bruti, Boccassini, Greco (Magistratura Democratica, la corrente sindacale di sinistra che ben si lega al Partito Democratico) e lasciare intendere a Robledo (che non appartiene ad alcuna corrente) che la corda si è spezzata e che le conseguenze saranno inevitabili.

Il Csm deciderà domani e le possibilità sono tutte aperte, anche se quella più accreditata è quella che vuole la pensione (meritata) per Bruti Liberati, il cambio al vertice della procura milanese e il trasferimento di Robledo per incompatibilità ambientale, lasciando così le pedine preziose al loro posto (in settimana ci sarà anche l'elezione del nuovo Csm).

View of the Milan court house on July 9,

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