Venezia, assaltavano i bancomat con l'esplosivo: 11 arresti

Gli arrestati sono tutti residenti sulla Riviera del Brenta e in provincia di Rovigo.

I carabinieri di Venezia hanno arrestato oggi 11 persone accusate di formare una banda specializzata nell'assalto ai bancomat con l'esplosivo. Circa 150 i militari impegnati dalle prime luci dell’alba nell’operazione con l’ausilio di unità cinofile, artificieri ed elicotteri.

Le indagini erano partite più di un anno fa, a febbraio 2013, dopo 42 assalti agli sportelli bancomat di banche nelle province di Venezia, Verona, Ravenna, Bologna, Modena, Rimini, Ferrara, Forlì Cesena, Pesaro Urbino e Mantova.

Gli arrestati sono tutti soggetti già noti alle forze dell’ordine e pregiudicati residenti sulla Riviera del Brenta e in provincia di Rovigo.

Il modus operandi della banca era sempre lo stesso: nei bancomat veniva inserita una scatolina, una piattina, contenente l’esplosivo, scatolina che poi faceva saltare in aria lo sportello automatico.

Tra denaro sottratto e distruzione degli sportelli ATM, la banda ha fatto due milioni di euro di danni agli istituti di credito.

Nelle fasi preparatorie dei colpi il gruppo utilizzava cellulari che riteneva sicuri solo perché intestati a prestanome e durante gli assalti delle ricetrasmittenti e un linguaggio in codice: con il termine “tocco" ad esempio si indicava una piattina esplosiva pronta all’uso.

Nei primi colpi effettuati il materiale esplosivo usato era polvere pirica poi la banda è passata all'esplosivo da cava, così forte da provocare danni anche alle auto parcheggiate vicino i bancomat e in un caso il danneggiamento di un balcone e alcune crepe nei muri di uno stabile.

(Nel video in alto: Sgominata la banda dei bancomat - Padova, ottobre 2013)

Bancomat

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