Strage di Santhià: il nipote confessa, ha agito sotto l'effetto della droga

Dopo sette ore di interrogatorio, il giovane ha ammesso tutte le responsabilità e ricostruito i fatti

17 maggio. Ci sono volute sette ore di interrogatorio per fare chiarezza sulla strage di Santhià scoperta ieri, e comunque rimane qualche buco nella confessione di Lorenzo Manavella, il giovane pallavolista che ha ammesso tutte le responsabilità nell'omicidio della zia e dei nonni.

Nell'interrogatorio iniziato alle 7 di stamattina, il giovane ha raccontato di aver agito sotto l'effetto della cocaina e di aver "perso la testa". L'omicidio sarebbe avvenuto nella tarda serata di giovedì, quando Manavella, dopo aver partecipato a una festa di compleanno, non avendo con sé denaro sufficiente ha rinunciato ad andare in discoteca con gli amici ed è tornato a casa intorno alle 23. A questo punto si è consumata la strage: non si sa se a seguito di un diverbio per ottenere dei soldi o perché i nonni lo aveva sorpreso a cercare denaro in casa. Fatto sta che il giovane ha trucidato i tre familiari che si apprestavano ad andare a dormire (sono stati ritrovati tutti in pigiama). Dopo l'omicidio, Lorenzo è fuggito in treno per Venezia, dove si è consegnato alle autorità.

Strage nel vercellese: preso il nipote, aveva sangue sugli abiti


ore 21:35

Lorenzo Manavella, nipote delle tre vittime di Santhià è stato fermato a Venezia. Il ragazzo è stato notato dalla Polizia ferroviaria nei pressi della stazione e gli abiti sporchi di sangue hanno insospettito le forze dell'ordine che hanno operato il fermo. Il procuratore capo di Vercelli, Paolo Tamponi, mantiene il massimo riserbo sulle indagini.

ore 15.41 È stato il figlio dei signori Manavella, Gianluca, a dare l’allarme dopo aver provato ripetutamente a contattare i genitori telefonicamente. Falliti i tentativi di mettersi in contatto con i genitori, l’uomo ha contattato la sorella Patrizia, ma anche in questo caso non ha avuto alcuna risposta. A questo punto ha chiamato un amico di Santhià, chiedendogli di andare a controllare. L’amico, presidente della società di pallavolo dove gioca Lorenzo (Stamperia Aliacese) ha citofonato senza avere risposta. A quel punto è arrivata la badante con le chiavi, ma la porta non si è aperta. Soltanto l’intervento dei vigili ha permesso di entrare nella casa e di scoprire i tre cadaveri.

Gli inquirenti stanno cercando Lorenzo che ieri sera è stato visto uscire tranquillamente dall’appartamento e che aveva ottimi rapporti con i famigliari.

Ore 14.03 Tre persone sono state trovate morte in una villetta di Santhià, in provincia di Vercelli. Si tratta di due anziani coniugi, Tullio Manavella e Tina Bono, e della loro figlia 56enne Patrizia Manavella. Alle 11.30 di questa mattina le tre persone sono state trovate uccise a colpi di coltello o di punteruolo in una villetta bifamiliare di via Marconi 14.

Patrizia Manavella, 56 anni, è stata trovata a letto con diverse ferite in varie parti del corpo e, secondo i primi rilevamenti, la morte dovrebbe essere avvenuta ieri sera. La madre della donna, Tina Bono, era gravemente malata da tempo. Patrizia Manavella abitava altrove, ma dopo avere subito un furto nella propria abitazione si era trasferita a casa dei genitori. Nell’altro appartamento della villetta bifamiliare abitano un altro figlio della coppia e sua moglie, attualmente fuori città per lavoro, e il loro figlio Lorenzo Manavellla, 25 anni, giocatore di volley molto noto per i suoi trascorsi nelle squadre di Santhià, Biella e Novara. Il ragazzo è irreperibile da ore.

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