Mafia, omicidio Rostagno: ergastolo per i boss Virga e Mazzara

La sentenza arriva 25 anni dopo l'omicidio del giornalista. Ergastolo e interdizione perpetua per Vincenzo Virga e Vito Mazzara, già in carcere per altri reati.


La Corte d'assise di Trapani ieri sera ha condannato i due boss mafiosi imputati per l'omicidio di Mauro Rostagno, lo scomodo giornalista e sociologo ucciso in un agguato a Valderice (TR) la sera del 26 settembre del 1988.

La sentenza a carico di Vincenzo Virga (mandante) e Vito Mazzara (autore materiale del delitto) è giunta dopo una lunga camera di consiglio: la corte si era ritirata per decidere a mezzogiorno di martedì scorso.

Alla fine le richieste degli inquirenti della direzione distrettuale antimafia Gaetano Paci e Francesco Del Bene, ergastolo e interdizione perpetua dai pubblici uffici, sono state pienamente accolte. Sia Virga che Mazzara erano già in carcere per altri reati.

La difesa dei due presunti mafiosi ne aveva chiesto l'assoluzione:

"per non aver commesso il fatto".

Mauro Rostagno secondo l'accusa doveva morire perché il suo impegno nel sociale e la sua attività giornalistica, attraverso l'emittente locale Rtc:

"destabilizzava la quiete criminale"

del trapanese. Rostagno denunciava continuamente i legami tra boss, politica e massoneria deviata. In aula, presente alla lettura della sentenza, c'era tra gli altri Maddalena Rostagno, figlia del giornalista assassinato, insieme alla sorella del padre, entrambe costituitesi parte civile nel processo iniziato nel 2011.

La Corte ha così rigettato altre ipotesi sull'omicidio tra cui quella cara alla difesa degli imputati che inquadrava l'omicidio Rostagno nel problematico contesto di una comunità di recupero per tossicodipendenti fondata dallo stesso giornalista.

Virga e Mazzara ora dovranno risarcire tutte le parti civili, tra cui i familiari di Rostagno, l'Ordine dei giornalisti, l'Associazione della stampa e la comunità Saman.

rostagno

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