Napoli: 19 arresti per usura, interessi al 200%

Sgominata rete di strozzini attiva da una decina d'anni. Usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso l'accusa.


    Aggiornamento 12.45. Le indagini hanno riguardato il periodo compreso tra il 2004 e il 2012. Gli usurai ed esattori finiti in manette sono legati, alcuni anche da vincoli di parentela, a diversi clan dell'area partenopea e vesuviana: dagli Aprea-Cuccaro e Alberto-Guarino-Celeste del quartiere di Barra, ai Mazzarella di San Giovanni a Teduccio, fino ai Di Gioia-Papale-Falanga di Torre del Greco. I pagamenti delle rate dei prestiti usurari, per centinaia di migliaia di euro, venivano eseguiti con il cambio assegni o la consegna di contanti in cambio di assegni post datati.


I carabinieri di Napoli hanno scoperto e smantellato nell'area est del capoluogo partenopeo un giro di usura con interessi pretesi sulle somme prestate che arrivavano al 200% l'anno. Vittime degli strozzini erano soprattutto imprenditori in difficoltà economiche, difficoltà negli ultimi anni aggravate dalla crisi.

Diciannove in tutto le persone arrestate questa mattina nell'operazione messa a segno dai militari dell'Arma della Compagnia di Napoli-Poggioreale che hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli.

Le accuse mosse a vario titolo agli indagati sono usura ed estorsione, reati aggravati dal metodo mafioso. Durante l'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea gli inquirenti hanno potuto appurare come gli indagati per quasi 10 anni avessero concesso prestiti a strozzo ad alcuni imprenditori con problemi economici pretendendo poi il pagamento di interessi che andavano dal 28% al 200% all'anno.

Quando i crediti non venivano riscossi per tempo, entro il termine prestabilito, gli arrestati praticavano estorsioni per recuperare il denaro.

(in aggiornamento)

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