Milano: "strangolò cliente", prostituta assolta

"Il fatto non costituisce reato" secondo i giudici.

Secondo l'accusa la sera del 1° giugno del 2012 Fize Lushi, prostituta albanese di 22 anni, strinse la mani alla gola di Salvatore Cercabene, suo cliente, e lo strangolò.

L'omicidio si sarebbe consumato nell'auto della vittima e compiuto dopo un rapporto sessuale a pagamento. Il corpo senza vita di Cercabene venne rinvenuto dopo qualche ora alla periferia di Milano, in zona Bruzzano.

Il pm di Milano Maura Ripamonti aveva chiesto per la prostituta una condanna a 15 anni di carcere, ma ieri la Corte d’Assise meneghina ha assolto la donna da ogni accusa.

Secondo il collegio giudicante, presidente Guido Piffer - "il fatto non costituisce reato". La 22enne, scoppiata a piangere alla lettura della sentenza, era stata arrestata a un anno dai fatti a seguito delle indagini dei carabinieri di Milano e del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma.

La prostituta prima ai pm e poi in aula ha detto sempre la stessa cosa: Cercabene l'aveva prima percossa e poi narcotizzata. Quando lei si è svegliata ha trovato l'uomo già morto ed è scappata per la paura di finire nei guai.

Una perizia, chiesta tra l'altro dalla difesa, non ha però fatto emergere tracce di narcotizzanti dentro l'auto e nemmeno dentro una bottiglia di plastica trovata nella vettura. Cercabene secondo gli accertamenti medico-legali è stato colpito alla testa con un corpo contundente ed è poi morto per asfissia, da cui l'ipotesi strangolamento avanzata dai pm e rigettata dai giudici. Soddisfazione da parte dei legali della donna che avevano chiesto l'assoluzione.

(Nel video in alto: Prostitute e clienti. Santanchè e Adelina, le interviste - Milano, giugno 2008)

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