Expo 2015: gli arresti, le tangenti e la cupola (VIDEO)

Cos'è successo con gli appalti dell'Expo 2015? Chi intascava mazzette e con quali obiettivi?

Forse più di ogni riassunto scritto, può bastare il video che trovate in cima al post a spiegare quanto avveniva nello scandalo dell'Expo 2015 che ha portato agli arresti, tra gli altri, di Angelo Paris e Primo Greganti. Si vede la situazione più classica immaginabile per quanto riguarda questo tipo di affari: lo scambio di quella che secondo gli inquirenti è una tangente tra l'imprenditore vicentino Maltauro, che con la sua società si è visto affidare due fondamentali appalti dell'esposizione universale, e il "mediatore" Cattozzo, ex segretario regionale dell'Udc in Liguria.

La situazione infatti sembrerebbe essere questa: mazzette da pagare a una cupola per pilotare gli appalti dell'Expo. Una "nuova Tangentopoli", come già è stata ribattezzata, che coinvolgeva manager, imprenditori e ovviamente politici. I nomi e i ruoli dei personaggi coinvolti sono questi: l'ex segretario della Dc lombarda Gian Stefano Frigerio; Primo Greganti, vicino al Pci e già coinvolto in mani pulite, Luigi Grillo, fino al marzo 2013 parlamentare Pdl ed ex Dc, il direttore generale della pianificazione di Expo Angelo Paris, l'ex segretario regionale della Liguria Sergio Cattozzo e l'imprenditore vicentino Enrico Maltauro. Agli arresti domiciliari c'è invece Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture lombarde, già arrestato il 24 marzo per turbativa d'asta negli appalti di Expo.

Tra tutti questi personaggi, ma altri ne potrebbero saltare fuori, gli inquirenti sospettano ci fosse una vera e propria associazione a delinquere, mirata alla corruzione e alla turbativa d'asta nella gestione degli appalti di Expo 2015. Expo 2015 che adesso rischia di saltare, dopo aver accumulato anche pesantissimi ritardi nel corso degli anni. Ma come funzionava la cupola? A capo della cupola ci sarebbero i navigati politici Gianstefano Frigerio, Primo Greganti e Luigi Grillo, che si incontravano regolarmente al circolo Tommaso Moro per pianificare tutti i movimenti necessari a fare andare le cose, cioè gli appalti per Expo, nella direzione da loro auspicata.

Il tutto usando raccomandazioni politiche e nominando amici e controllati ai vertici di partecipate statali. Frigerio era il capo, Greganti e Grillo gli "organizzatori incaricati dell'attività di raccordo con il mondo politico", secondo quanto scrivono gli inquirenti del pool guidato da Ilda Boccassini. Facciamo un esempio pratico di come andavano le cose, scrive Repubblica:

Per favorire l'impresa Maltauro nell'appalto per Expo da 68 milioni di euro per le "architetture di servizio" il trio pretende una percentuale. Non quelle dei tempi d'oro di Mani Pulite, in media il 5% del valore, ma in tempi di crisi, la cupola si accontenta dello 0,8% dell'intero appalto, 600mila euro equamente retribuite. Prima del Natale scorso, ecco che iniziano ad arrivare "almeno un centinaio di migliaia di euro a testa"

Frigerio e Grilli tessevano i rapporti con il centrodestra, Greganti provava a tessere con il centrosinistra, qualcun altro era incaricato di mettersi d'accordo con la Lega Nord e poi tutti assieme si spartivano quanto conquistato. E il ruolo di Angelo Paris, direttore pianificazione acquisti della Expo 2015? Per capire di che si trattasse, basta quanto risulta da lui detto in un'intercettazione: "Io vi do tutti gli appalti che volete se favorite la mia carriera", appalti che andrebbero a Maltauro (legato al centrodestra) e ad alcune cooperative (legate al centrosinistra). Par condicio nelle tangenti.

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