Caso Aldrovandi, il Sap scrive a Napolitano

Il sindacato fa marcia indietro ma il clima resta teso: "Travisate le nostre azioni"

Continua la striscia di polemiche al clamoroso applauso tributato due giorni fa dai convenuti a Rimini al convegno del Sap, il sindacato di Polizia che ha solidarizzato con gli agenti colpevoli, secondo tre sentenze passate in giudicato, di avere ucciso il giovane minorenne Federico Aldrovandi durante un arresto.

Questa mattina il sindacato ha fatto sapere di avere scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella quale viene precisata la posizione del sindacato e si parla di un "travisamento" dei fatti: il segretario del Sap Gianni Tonelli, nella sua lettera di "ammenda pubblica" ha inviato al Capo dello Stato anche il video del tributo di Rimini, il tutto per dimostrare (con una decisa marcia indietro) che l'applauso dei convenuti non era in alcun modo riconducibile alla tragica morte del giovane e al dolore della famiglia, quanto più ad un gesto di solidarietà ai colleghi del corpo.

Questa mattina la Presidente della Camera Laura Boldrini ha invece inviato un messaggio video:

"In linea con il mio impegno per la trasparenza e con quanto si sta facendo in questo senso alla Camera dei deputati, ho accolto l'appello del presidente della commissione Diritti umani del Senato, Luigi Manconi, a sollecitare il capo della Polizia affinchè valuti la possibilità di togliere il segreto ai procedimenti disciplinari interni."

Gli attestati di solidarietà a Patrizia Moretti provengono da ogni parte ma non si placa nemmeno la messa in discussione della verità (almeno giudiziaria se non fattuale): ultimo ma non ultimo in ordine di apparizione (dopo che gli onorevoli Comi, Gasparri e La Russa erano presenti al convegno del Sap, salvo sapientemente silenziarsi negli ultimi due giorni) il senatore di Nuovo Centrodestra Carlo Giovanardi, che solidarizzando con i poliziotti ha grossolanamente confutato quanto ricostruito nei processi e sentenziato dai giudici.

Giovanardi, che con il ministro dell'Interno Alfano ha lasciato Forza Italia per fondare il nuovo soggetto politico di centrodestra, ha sostanzialmente ribadito quanto liberamente espresso più e più volte, persino nell'Aula di Palazzo Madama:

"Come non si fa a non sentirsi vicino ai poliziotti condannati per la morte di Aldrovandi? Sono persone che hanno avuto la vita rovinata, le famiglie rovinate, danni economici giganteschi e li hanno tenuti in carcere illegalmente per sei mesi. [...] La madre sbaglia e insulta gli agenti, alimenta la solidarietà tra gli agenti, quello che è successo l’altro giorno con l’applauso dei poliziotti. Erano centinaia ad applaudire. Quegli agenti non sono né assassini, né delinquenti."

ha detto Giovanardi, mostrando scarsa conoscenza sia delle pratiche di fermo ed arresto sia degli sviluppi giudiziari di numerosi casi di violenze in divisa negli ultimi anni. Vittime e carnefici, spiega Giovanardi, sono in questo caso sulla stessa sponda del fiume e la vicenda Aldrovandi è una "tragedia familiare" al pari di un incidente stradale. Una "lobby" che, secondo Giovanardi, muove contro la Polizia: affermazioni interessanti, che il segretario del suo partito (che di lavoro fa il Ministro dell'Interno) avrebbe il dovere istituzionale e politico di confermare o confutare.

Fatto sta che il silenzio resta assordante: assordante il silenzio di Matteo Renzi, che più che "esprimere profonda solidarietà" non si è sentito di fare (nessuno ha convocato il capo della Polizia Pansa a Palazzo Chigi), del ministro Angelino Alfano, dei vertici del Viminale e della Polizia di Stato: se i sindacati esprimono solidarietà alla famiglia, questi sono gli unici effetti delle vergogne del Sap.

Nessuno tuttavia ha messo mano ai regolamenti, nessuno ha messo in discussione i metodi di addestramento degli agenti, l'inesistenza di qualsivoglia tutela psicologica agli stessi per il tipo di lavoro che svolgono, nessuno ha promesso alcunché sui destini professionali degli omicidi di Federico Aldrovandi, che continuano ad indossare la divisa seppure affidati ad altri incarichi.

Patrizia Moretti Receives Honorary Citizenship From The City of  Bologna

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