Palermo: usura, confiscati beni per 2,7 milioni

La confisca dopo il sequestro e le precedenti indagini iniziate nel 2005.

Una confisca di beni per complessivi 2,7 milioni di euro è stata eseguita stamattina a carico di due strozzini del palermitano, tra cui un 49enne, arrestato in flagranza di reato nel 2088 dalla guardia di finanza. Il provvedimento riguarda fabbricati, appartamenti, magazzini, fondi rustici, terreni, garage, due moto, un'auto, conti correnti, deposito titoli, polizze assicurative e altri rapporti finanziari.

Secondo le indagini i due cravattari costringevano la vittime a pagare interessi fino al 7% mensili e l'85% annuo. Uno di loro a ottobre 2012 è stato condannato in primo grado a quattro anni e otto mesi di reclusione, riconosciuto colpevole di prestiti a tassi usurari praticati tra il 2003 ed il 2008. Gli sono stati confiscati beni per 1,4 milioni.

L'altro provvedimento di confisca è di 1,3 milioni e riguarda un 59enne residente a Villabate, finito in carcere nel 2008 per l'accusa di usura continuata, in concorso con altri soggetti e suoi familiari. Le indagini della Gdf erano iniziate nel 2005 dopo che alcune delle vittime del giro di usura hanno trovato la forza per denunciare i tassi di restituzione fino al 6,5% mensile che venivano loro imposti.

All'inchiesta ha collaborato anche il pentito di mafia Francesco Campanella, ex impiegato di banca, che spiegò come a Villabate alcuni soggetti si occupassero di prestare soldi a strozzo con il beneplacito del boss Nicola Mandalà, allora ritenuto un fedelissimo di Bernardo Provenzano.

(Nel video: smantellato giro di usura tra Palermo e Trapani - maggio, 2013)

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