Marcello Dell'Utri: il presidente libanese firma l'estradizione

L'estradizione firmata a poche ore dalla scadenza del mandato presidenziale

L'estradizione verrà formalizzata con la firma del primo ministro e del presidente della Repubblica libanesi
24 maggio A poche ore dalla scadenza del suo mandato, il presidente libanese Michel Suleiman ha firmato l'estradizione per Marcello Dell'Utri, che verrà quindi rimpatriato in Italia.

Attesa la firma per l'estradizione


Ore 18.00

- Intervistato da Rai News 24, Silvio Berlusconi - che con Dell'Utri fondò Forza Italia vent'anni fa - ha detto riguardo al suo vecchio amico:

Sono stati smentiti quelli che pensavano che Dell'Utri fosse andato là per evadere, per diventare latitante. Essendo persona molto intelligente non avrebbe mai scelto un Paese che ha un accordo di estradizione con l'Italia.

Aggiornamento 16 maggio, ore 17.36 Marcello Dell'Utri “sarà in Italia la settimana prossima”. Lo ha detto all'Agenzia Ansa il giudice Ahmad Al Ayubi, che segue il caso per il Ministero della Giustizia. Il ministro della Giustizia libanese ha avuto oggi l'autorizzazione a procedere con il decreto per l'estradizione di Marcello Dell'Utri da parte del Consiglio dei Ministri, che ha ritenuto di non dover dibattere il caso. Ayubi ha precisato che il decreto di estradizione, già approvato dal ministro della Giustizia Ashraf Rifi, ha ottenuto il via libera del governo senza dibattito, in quanto atto amministrativo.

“È prematuro formulare ipotesi su quando tornerà in Italia”, spiega però il suo avvocato, Massimo Krogh che sottolinea anche di non essere ancora riuscito a mettersi in contatto con il difensore libanese che segue Dell'Utri, Akram Azoury. Intanto i legali aspettano anche le motivazioni della sentenza per presentare ricorso alla Corte europea di Strasburgo. “Il primo ministro e il presidente della Repubblica firmeranno a loro volta il decreto nei prossimi giorni e quindi il signor Dell'Utri sarà probabilmente in Italia giovedì”, ha poi aggiunto il giudice Ayubi.

L'ex senatore di Forza Italia era stato arrestato lo scorso 9 aprile in un hotel di lusso della capitale libanese e si trova agli arresti in una clinica ospedaliera. Lo scorso 9 maggio è stato condannato dalla Cassazione a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Aggiornamento 15 maggio, ore 17.51 - Secondo l'inviato a Beirut del Corriere della Sera Giuseppe Guastella sarebbe attesa tra poche ore la decisione sull'estradizione di Marcello Dell'Utri: scrive il quotidiano meneghino che in poche ore ieri il fascicolo è stato smistato dal giudice Nada Al Asmar, che ha dato parere favorevole alla consegna all’Italia dell’ex senatore, al Procuratore generale Samir Hmmud il quale l’ha subito passato al ministro, il generale Ashraf Rifi che in un battibaleno l’ha girato al Governo di Beirut.

Il consiglio dei ministri si riunirà domani per la decisione finale, molto probabilmente favorevole all'estradizione anche in virtù dell'immagine internazionale che il Libano vuole dare.

Marcello Dell'Utri: “sono un prigioniero politico”. Orlando: “ho fiducia nell'estradizione”

15.40: il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a margine di un incontro al Salone del Libro di Torino, ha speso qualche parola sul caso Dell’Utri, dicendosi fiducioso a proposito dell’estradizione dell’ex ministro:

Mi attengo a ciò che è scritto nei trattati e parto dall'attività svolta dalla Procura generale di Palermo e dal ministero della Giustizia. Credo ci siano tutte le condizioni per cui le azioni che abbiamo messo in campo possano andare a buon fine.

Le basi ci sono, dice il ministro, ma non sarà facile:

Abbiamo avviato nei tempi più rapidi tutte le procedure previste dai trattati e ci auguriamo che che le autorità libanesi si attengano allo stesso ritmo. Nei Paesi in cui, come in questo caso, esiste la possibilità di sottrarsi, queste cose vanno fatte con particolare scrupolo e non perché si tratta di Dell'Utri, ma perché c'è un atteggiamento sospetto rispetto a cui facciamo tutto il possibile e anche di più affinché la sentenza possa avere attuazione. Ci troviamo di fronte a un Paese certo instabile, ma che il Libano abbia una cultura giuridica consolidata di derivazione europea, quindi si tratta di un Paese rispetto a cui credo ci siano tutte le condizioni affinché le nostre azioni vadano a buon fine.

Aggiornamento 11 maggio, 9.20: Marcello Dell’Utri, detenuto dal 12 aprile scorso nell’ospedale Al Hayat a Beirut, è stato raggiunto da un giornalista de La Repubblica per un’intervista in cui l’ex senatore di Forza Italia e caro amico storico di Silvio Berlusconi si è sfogato:

Io sono un prigioniero politico perché quella di venerdì è stata una 'sentenza politica', una sentenza già scritta di un processo che mi ha perseguitato per oltre 20 anni soltanto perché ho fatto assumere Vittorio Mangano come stalliere nella villa di Arcore del Presidente Silvio Berlusconi. Una persona per me davvero speciale anche se aveva dei precedenti penali: per me Mangano era un amico e basta.

E, a proposito della sua probabile estradizione in Italia, Dell’Utri sembra avere le idee chiare: niente carcere, ma servizi sociali come Berlusconi.

Guardi io sono qui in ospedale e le posso assicurare che, come si dice a Palermo, "meglio il carcere che una tinta malattia" e se sarò estradato in Italia vorrei fare quello che fa il Presidente Berlusconi, essere affidato ai servizi sociali, ma io sono condannato per mafia e non posso assistere gli anziani come sta facendo lui. Posso solo assistere, se me lo permetteranno, i carcerati”.

Aggiornamento 9 maggio La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Marcello Dell'Utri. È stato quindi respinto il ricorso della difesa dell'ex senatore, ora in Libano, contro la sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 25 marzo 2013.

Aggiornamento 28 aprile - Il Tribunale del Riesame di Palermo ha respinto il ricorso che i difensori di Marcello Dell'Utri hanno presentato contro l'ordine di custodia cautelare. Il giudice Giacomo Montalbano ha dunque confermato l'ordinanza emessa dalla Corte di Appello di Palermo che riteneva che ci fosse il pericolo di fuga prima della sentenza della Corte di Cassazione che potrebbe confermare la condanna dell'ex senatore a sette anni per concorso in associazione mafiosa (udienza il 9 maggio).

I legali di Dell'Utri ritenevano che non ci fosse pericolo di fuga perché in Libano, prima di essere arrestato, l'ex senatore ha usato liberamene le carte di credito e il cellulare senza timore di essere rintracciato e dunque senza manifestare l'intento di volersi nascondere alle autorità.

24 aprile


Aggiornamento 24 aprile

- Il tribunale del Riesame di Palermo si riserva di decidere sul ricorso contro l'ordinanza di arresto emessa dalla corte d'appello di Palermo a carico di Marcello Dell'Utri. La misura era stata impugnata dai legali dell'ex senatore. Nell'udienza di oggi il tribunale ha rinviato la decisione ai prossimi giorni, probabilmente tra sabato e lunedì.

16 aprile


17.54

- I giornalisti Giuseppe Guastella del Corriere della Sera e Francesco Viviano di Repubblica, in Libano per seguire direttamente gli sviluppi della vicenda dell'Utri, sono stati fermati per circa un'ora dalla polizia libanese, che gli ha fatto una "sonora ramanzina".

A raccontarlo sono i due giornalisti, che appresa la notizia del trasferimento in ospedale di Marcello Dell'Utri, questa mattina si sarebbero precipitati presso l'ospedale al Hayat per constatare di persona le informazioni ricevute. Hanno incontrato l'ex-senatore, che viene descritto come "provato" nel corpo, con "la barba lunga, affaticato" e vestito dimessamente. Viviano è riuscito anche a scattare una fotografia a Dell'Utri, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni. A quel punto è però intervenuta la polizia libanese, che ha fermato e portato via i due giornalisti.

Trasferiti in commissariato ed appurato ruolo ed identità dei due, è stato chiesto a loro di cancellare le foto scattate e di stare più attenti.

17.23 - Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dall'agenzia Ansa, i giudici libanesi che dovrebbero decidere sull'estradizione dell'ex senatore Pdl Marcello Dell'Utri avrebbero fatto espressa richiesta al Ministero della Giustizia italiano di inviare tutti gli atti del processo per concordo esterno in associazione mafiosa (Dell'Utri è condannato in Appello a 7 anni di reclusione), tradotti in arabo.

Secondo il procuratore generale libanese che si occupa dell'estradizione dell'ex senatore il suo ricovero sarebbe avvenuto a "scopo cautelativo" e non riguarderebbe in alcun modo la possibile "estradizione", per la quale tra l'altro le autorità libanesi starebbero ancora attendendo la richiesta italiana.

Aggiornamento 16 aprile, ore 15.10 Marcello Dell'Utri è stato trasferito in ospedale su disposizione del procuratore generale Hammud. L'ex senatore, che ha trascorso le ultime quattro notti in una caserma di polizia di Beirut, ora si trova all'osepdale Al-Hayat, sempre nella capitale del Libano. La decisione del procuratore arriva per "motivi di salute" non meglio specificati.

15 aprile

La Cassazione ha accolto la richiesta di rinvio del processo a Marcello Dell' Utri, condannato in Appello a Palermo a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. La nuova udienza è stata fissata al 9 maggio.

16.36 - Mentre si fanno sempre più incerti i tempi del rimpatrio di Marcello Dell'Utri, a discrezione del procuratore generale libanese Hammud, sul fronte giudiziario italiano l'ex senatore otterrà molto probabilmente un rinvio della sentenza della Cassazione, prevista per domani. In seguito alla richiesta dei suoi legali, incredibilmente ammalatisi entrambi il giorno precedente la sentenza, è probabile che la Suprema Corte rinvierà l'udienza di domani. Il rinvio congelerà la prescrizione che dovrebbe maturare il prossimo primo luglio.

14.02 - Marcello Dell'Utri non è comparso stamani davanti ai magistrati libanesi per l'udienza di convalida dell'arresto, perché tale udienza non è prevista dalla legge. Samir Hammud, procuratore generale libanese, ha sottolineato che potrebbe restare detenuto fino alla decisione in merito all'estradizione, senza tuttavia specificare una data.

14 aprile

ore 10.36 - Dopo la richiesta di rinvio del processo che si dovrebbe tenere domani in Cassazione, presentata dall’avvocato di Marcello Dell’Utri, Massimo Krogh, ricoverato in ospedale, anche il secondo difensore dell’ex senatore presenterà oggi un'istanza di spostamento dell’udienza. Il collega penalista Giuseppe Di Peri depositerà un certificato medico che prova la sua impossibilità di partecipare al processo che potrebbe rendere definitiva la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa di Dell’Utri.

Insomma, il rinvio pare quasi certo, visto che gli avvocati dell'ex senatore sono tutti ammalati.
Nel frattempo a Beirut, questa mattina un magistrato libanese comincerà a vagliare la posizione dell'ex-senatore, che in Libano si fa assistere da un legale locale.

"È un’offesa all’intelligenza ed è contrario alla logica più elementare ritenere che Marcello Dell’Utri abbia deciso di sottrarsi alla giustizia italiana fuggendo in un paese straniero dove ha usato il proprio passaporto, la propria carta di credito e il proprio cellulare e dove si è registrato in albergo con il proprio nome. E poi chi vuole fuggire non sceglie certo uno Stato che ha un trattato di estradizione con l’Italia. Tutto ciò dimostra in modo inconfutabile che non si è trattato affatto di un pianificato tentativo di fuga."

ha spiegato ieri il suo avvocato Giuseppe Di Peri. Trovato con 30mila euro in banconote da 50 e un atteggiamento turistico, più che clinico, Dell'Utri dovrebbe spiegare al giudice libanese il motivo della sua presenza a Beirut. Se volesse, scrive Repubblica, potrebbe anche chiedere di essere consegnato subito alla polizia italiana senza dar corso alle procedure per l'estradizione che comunque comincerebbero solo dopo la sentenza della Cassazione.

Intanto, l'Unità svela un retroscena della "fuga" del suo amico a Beirut, citando una rivelazione fatta dall'ex-primo ministro ad alcuni fedelissimi:

"In pratica - ha spiegato l'ex Cavaliere - Putin gli avrebbe chiesto di sostenere la campagna per la rielezione di Amin Gemayel, presidente libanese. Altro dettaglio: l'amicizia tra il leader di Forza Italia e il presidente russo è ancora saldissima. E la "missione in Libano" di Dell'Utri avviene dunque in questo contesto."

La notizia, sui quotidiani libanesi, è pressocchè inesistente.

13 aprile - Domani l'udienza per il processo

Marcello Dell'Utri dovrà presentarsi domani mattina di fronte al magistrato libanese, a Beirut, per l'udienza preliminare per la convalida del suo arresto. L'ex senatore ha passato la notte nella camera di sicurezza nel quartier generale della polizia. Intanto arrivano le prime affermazioni del suo avvocato, che ha affermato come non abbia senso pensare che Dell'Utri abbia deciso di sottrarsi alla giustizia italiana fuggendo in un paese straniero dove ha usato il suo passaporto, la sua carta di credito e il suo cellulare.

12 aprile - Arrestato Marcello Dell'Utri

ore 14:35 - L’arresto di Marcello Dell’Utri è avvenuto alle 09:30 locali a opera dell’intelligence libanese in un hotel di lusso di Beirut, l’Intercontinental Phoenicia. L’albergo si trova nei pressi del porto turistico della città. Quando i servizi segreti libanesi hanno fatto irruzione nella struttura hanno trovato Dell’Utri a letto: l’ex senatore aveva con sé il passaporto e una cospicua somma di denaro.

Due gli elementi che hanno permesso alla Dia (Direzione investigativa antimafia) di localizzare Dell’Utri: l’accensione del telefono cellulare avvenuta il 3 aprile e l’utilizzo della carta di credito. Secondo le prime indiscrezioni Dell’Utri avrebbe raggiunto la capitale libanese con un volo proveniente da Parigi e sarebbe stato monitorato fin dal suo arrivo.

Dell’Utri è stato rintracciato dagli 007 libanesi che avevano avuto indicazioni dalla polizia italiana, nel rispetto del mandato di cattura internazionale. Sul posto erano presenti da alcuni giorni funzionari della Dia di Palermo e dell’Interpol.

ore 12:45 - Il ministro della Giustizia Andrea Orlando firmerà a breve la richiesta di estradizione per Marcello Dell’Utri. Il Guardasigilli sta rientrando a Roma per apporre il suo via libera.

ore 11:49 - Marcello Dell'Utri si trova attualmente in stato d'arresto, negli uffici della polizia libanese. A dare la notizia del fermo di uno dei padri fondatori di Forza Italia, è stato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, a margine dell'assemblea del Nuovo Centrodestra:

Marcello Dell'Utri si trova in questo momento negli uffici della polizia libanese, a Beirut. Dell'Utri è stato rintracciato a Beirut dalla polizia libanese che ora è in contatto con la polizia italiana in ottemperanza con il mandato di cattura internazionale. E' ora in corso una procedura che diventerà estradizionale.

Dell’Utri: una fuga pianificata da tempo

E sul Corriere della Sera in un articolo a firma Giovanni Bianconi emerge con evidenza il fatto che la fuga e la latitanza erano un progetto coltivato da molto tempo da Dell’Utri e dai suoi consiglieri. La prova in un intercettazione effettuata al ristorante Assunta Madre in via Giulia a Roma, la sera dell’8 novembre 2013. A tavola c’erano Alberto Dell’Utri e l’imprenditore catanese Vincenzo Mancuso.

I due prefigurano una fuga con volo diretto per Tel Aviv e, da lì, uno sconfinamento in Libano con due ore e mezza di auto, con destinazione Beirut. Un modo per mettersi al sicuro dalla sentenza definitiva, ma per continuare a coltivare le proprie passioni bibliofile in una città di grande tradizione culturale. La microspia era stata piazzata poiché il locale è molto frequentato da professionisti, uomini di spettacolo e politici e gli inquirenti stavano cercando di trovare elementi nell’ambito di un’indagine su di un presunto riciclaggio internazionale. Nella maglie della rete, invece, è finito Dell’Utri o, meglio, ci sono finiti i piani del suo entourage.

Dell'Utri: un "inseguimento" iniziato a gennaio

Il 29 gennaio 2014 un’informativa della questura milanese aveva segnalato che l’ex senatore Marcello dell'Utri poteva disporre di passaporto italiano e di carta d’identità. Il 10 marzo scorso la Corte d’Appello aveva risposto con un no al divieto di espatrio, perché, secondo i giudici, per il reato di mafia è previsto l’arresto oppure nulla.

La Procura generale insiste col tribunale del riesame per il ritiro dei passaporti a Dell'Utri, ma il 4 aprile si ritrova un’altra porta chiusa in faccia: l’intercettazione acquisita per altro procedimento si può utilizzare solo per accertamento dei delitti o se attiene a “fatti relativi alla punibilità, alla determinazione della pena, alla qualificazione del reato, o riscontro di dichiarazioni accusatorie”.

Ma il 3 aprile un cellulare in uso a Dell’Utri viene localizzato in Libano, nei pressi di Beirut. La Procura chiede l’arresto e la Corte d’Appello stavolta lo concede, vista l’evidenza dell’intenzione dell’imputato di “sottrarsi all'esecuzione della sentenza”. Oggi la cattura in un hotel di lusso.

Via | Corriere

Marcello Dell'Utri speaks on his phone d

Foto © Getty Images

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