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Terminata la fuga di Antonio Barbieri che lo scorso martedì, intorno alle 21,30, a colpi di pistola, aveva ucciso a Losone (Canton Ticino -Svizzera) un cittadino turco e ferito il fratello della vittima per questioni legate a vecchi debiti. Subito dopo l’assassino si è dato alla fuga ma immediatamente la Polizia si è messa sulle sue tracce e dopo una serrata caccia all’uomo è stato catturato. Così la polizia racconta le fasi della cattura:
Ieri pomeriggio poi è arrivata la svolta, grazie anche alle intercettazioni: “Ci è arrivata l’informazione in cui si comunicava il rintracciamento dell’autore - ha raccontato Cavallini - Siamo arrivati sul posto indicato nella segnalazione, ma il Barbieri aveva già lasciato il nascondiglio un’ora e mezza prima del nostro arrivo ed era ancora in fuga”. In tutti i casi, la polizia era ormai sulle sue tracce e per il presunto omicida non vi era più via di fuga: “In questa fase si sono mobilitate le forze di polizia con l’appoggio di un elicottero”. La cattura di Barbieri era ormai questione di poche ore. Arrestato alle 22.15 dalle forze dell’ordine, con ancora la sua calibro 9, Barbieri non ha opposto resistenza. “Abbiamo tolto dalla circolazione un elemento pericoloso e il sollievo della popolazione è palpabile”, ha detto Decio Cavallini.
“C’è stata la collaborazione di tutti. Gli agenti hanno lavorato dalle 24 alle 36 ore di fila. Un grazie anche all’ottimo coordinamento avuto con le polizie comunali e di confine”. “E’ stato un lavoro eccellente, che andava fatto”.Missione compiuta quindi. Ora il lavoro passa agli inquirenti che già oggi hanno cominciato a interrogare Antonio Barbieri, piantonato all’ospedale Civico di Lugano a seguito di un malore.
A completare l’operazione, oggi sono stati eseguiti gli arresti di altri quattro complici italiani:
Le prime due persone sono state arrestate a Locarno. Entrambe hanno aiutato Barbieri a trovare rifugio nel capannone industriale a Sementina. Si tratta di un italiano di 39 anni. Professione decoratore, domiciliato a Gerre di Sotto, con alle spalle già diverse infrazioni alla legge federale aggravata Operazione Indoor. Il secondo arresto riguarda un italiano di 29 anni, dimorante a Orselina e che lavora a Riazzino come cameriere. Anche lui ha precedenti penali in Italia dove nel novembre 2007 era stato arrestato a Varese per possesso di cocaina. Aveva ricevuto gli arresti domiciliari fino al febbraio del 2008. A inizio anno, ottenuto il permesso B, era venuto a lavorare in Ticino trovando ospitalità in un appartamento subaffittando l’appartamento di Barbieri.
In mattinata inoltre altri due arresti a Chiasso. Qui altri due italiani erano pronti a prelevare Antonio Barbieri e ad aiutarlo a lasciare la Svizzera. Si tratta di un 56enne residente a Castelmarte in provincia di Como ma originario di Matera, con precedenti in Italia per possesso di armi e munizioni, e di un italiano 47enne nato a Frosinone, ma residente a Como. Anche quest’ultimo, ha spiegato la polizia cantonale, è un pregiudicato per stupefacenti, favoreggiamento e associazione a delinquere. Entrambi erano na bordo di una Ford Fiesta nera con targhe italiane.
Il successo dell’operazione viene però offuscato dal dubbio che forse l’omicidio poteva essere evitato.
Come ha riferito la Polizia cantonale Antonio Barbieri, l’uomo che martedì notte ha sparato e ucciso Ersan Ozcan, lo aveva già aggredito e picchiato brutalmente il 13 agosto. La vittima aveva sporto denuncia in polizia. Proprio questo fatto è al centro di un’interrogazione di Lorenzo Quadri e Donatello Poggi.
I due deputati leghisti sono sorpresi dal fatto che Barbieri sia rimasto a piede libero dopo la denuncia e meno di una settimana dopo commette l’omicidio. Non solo, scrivono Quadri e Poggi, ma la denuncia non ha fatto scattare alcun approfondimento sui possibili precedenti penali del denunciato, gravi e recenti.
Per questo motivo chiedono al Governo quali approfondimenti vengono svolti in caso di denuncia per una grave aggressione, nei confronti dell’autore. Non si dovrebbe verificare il casellario giudiziale dell’aggressore? Se sì, come mai la verifica non è stata effettuata, rispettivamente non ha portato a riscontri, nel caso in oggetto?
Ai due deputati sorge quindi il dubbio che tale verifica sia possibile solo per il casellario giudiziale elvetico, ma non per quello di uno Stato UE e chiedono chiarimenti al riguardo. “Se così fosse, come valuta il CdS tale situazione?” Chiedono Quadri e Poggi che visto quanto accaduto, ritengono che sia il caso di trovare soluzioni per queto importante problema di sicurezza pubblica. Oppure “ritiene il CdS che gli approfondimenti compiuti nei confronti degli autori di reati violenti al momento della denuncia siano sufficienti?”
Del resto Antonio Barbieri è un criminale conosciuto per la sua violenza:
Ed è effettivamente un rapinatore “di professione” Antonio Barbieri, il pregiudicato italiano di origini calabresi che ha ucciso un cittadino turco a Losone, vicino a Locarno, nella serata del 19 agosto.
Domiciliato tra Arona - che dovrebbe essere la sua residenza ufficiale - Busto Arsizio, Cannobio e la Svizzera, l’italiano si è infatti macchiato in patria di parecchi reati violenti per cui è già stato condannato: il primo è avvenuto nel settembre del 2002 a Massino Visconti, nella parte piemontese del Lago Maggiore, dove Barbieri con l’aiuto di un complice rapinò la filiale della Banca nazionale del lavoro. Dopo aver portato via con la violenza e le armi 20mila euro, Barbieri e il collega fuggirono a bordo di un’auto rubata e furono poi arrestati poche ore dopo in un albergo di Varese.
Pochi giorni dopo essere stato scarcerato, nel luglio del 2003, Barbieri ricominciò a rapinare colpendo questa volta l’ufficio postale di una frazione di Verbania, pare su indicazione di un compagno di cella verbanese, suo complice nell’assalto al furgone portavalori delle Poste e alla sede locale. Bottino: circa 30 mila euro, parte dei quali ritrovati qualche tempo dopo a Busto Arsizio, a casa di un amico presso cui alloggiava Barbieri. Contro Barbieri, originario della provincia di Vibo Valentia, di fatto senza fissa dimora ma con residenza ad Arona, sono poi state pronunciate in Italia due condanne: una a 5 anni per la prima rapina e una a 7 per la seconda. Barbieri di questi tempi era a Locarno al lavoro presso un take away, vicino al quale lavorava una giovane donna con cui l’uomo ha intrecciato una relazione dallo scorso mese di maggio, e dalla quale viveva: nell’appartamento di Losone appunto, dove poi sono successi i fatti.
foto e notizie| ticinonline
fingam
23 ago 2008 - 08:30 - #1oh…la polizia svizzera non scherza, eh?