Raffaele Sollecito al Tg1. "La mia è una non vita, è l'inferno". Intanto Cancellieri apre un'indagine sul giudice

Dopo la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Firenze, Raffaele Sollecito ha rilasciato un'intervista a Emma D'Aquino.

Oggi il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha annunciato con un comunicato ufficiale di aver disposto accertamenti preliminari da parte dell'Ispettorato generale in relazione alle dichiarazioni rese alla stampa dal Presidente della Corte d'Assise d'appello di Firenze, Alessandro Nencini, in merito alla sentenza sul caso Meredith Kercher. Proprio stasera il Tg1 ha trasmesso un'intervista a Raffaele Sollecito che con quella sentenza è stato condannato a 25 anni (dopo essere stato assolto la prima volta).

Le prime parole dette alla giornalista Emma D'Aquino sono state:

"C'è un assurdo deserto probatorio e non accetto di essere accusato con un movente del tipo non aveva niente da fare quella sera e hanno deciso di uccidere. è amareggiante e abbastanza drammatico sentirsi dire queste cose dopo il giudizio"

Quando la giornalista gli ha chiesto che cosa può essere accaduto quella sera, Sollecito ha ripetuto quello che ha sempre detto:

"Io non so quello che è accaduto quella sera e l'ho detto e ribadito: sono completamente estraneo a quello che è accaduto a Meredith quella sera, ero a casa mia e non è compito mio cercare di capire e di trovare la verità"

Anche sulla questione del Dna che sarebbe stato trovato sul gancetto del reggiseno della vittima, il giovane ingegnere risponde:

"Il Dna sul gancetto non è mio e l'abbiamo già dimostrato. Su quel gancetto ci sono almeno tre profili. Se io non fossi stato coinvolto nel processo non avrebbero mai attribuito uno di quei Dna a me"

Per quanto riguarda quello che ha detto il presidente della Corte che ha detto che Sollecito ha preferito non essere interrogato, il diretto interessato ha spiegato:

"Nessuno mi ha chiesto di essere sottoposto a interrogatorio, sono loro che me lo devono chiedere e questa cosa non è mai successa"

Poi la giornalista gli ha chiesto se è vero che voleva scappare e lui ha risposto:

"Io effettivamente, sarò un illuso, ma mi aspettavo a tutti gli effetti una soluzione completa e quando ho sentito la sentenza ovviamente era molto drammatica la situazione e la prima cosa che ho fatto è stata tornare indietro in Italia"

In attesa della sentenza della Cassazione, cui potrebbe seguire il carcere se venisse confermato quanto stabilito in Appello, Sollecito non sa cosa dire sul suo futuro:

"È una non vita, è molto brutto, è come essere all'inferno. Però in questo momento preferisco non pensarci"

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