Operazione contro il Clan Licciardi, a capo dell'Alleanza di Secondigliano

Arrestate 44 persone con sequestri di beni per 300 milioni in un'operazione contro il clan Licciardi, scaturita in seguito all'arresto del boss Vincenzo Licciardi detto O' Chiatto, avvenuta in febbraio. Vincenzo, per darvi un'idea di una persona tra i 30 latitanti più pericolosi d'Italia, recluso con il 41bis, gestiva gli affari di una lunga carriera d'imprenditore del crimine, e scriveva: "Sto troppo amareggiato che non potete pensare… non pensate che io morirò carcerato".

Da latitante comandava il cartello detto Alleanza di Secondigliano, maxiclan fondato dalle famiglie di Contini con Edoardo detto Il Romano, Mallardo con Francesco detto Ciccio e' Carlantonio di Giugliano, Licciardi con il fratello Gennaro detto La Scimmia (deceduto nel carcere di Voghera nel '94) influente su Secondigliano, Scampia, Chiaiano, Miano e San Pietro a Paterno (ne abbiamo parlato anche qui). Insieme a Contini, Licciardi governava sui clan Marfella (di Pianura), D'Ausilio (di Bagnoli), Aprea-Cuccaro-Alberto (di Barra), Lepre (del Cavone-Montesanto), De Luca Bossa (del rione De Gasperi) e Caiazzo (del Vomero). La rivista Gnosis del SISDE dice ancora:

All'Alleanza di Secondigliano si contrappone il cartello che fa capo ai clan Misso - Mazzarella - Sarno, insediati nei quartieri centrali ed occidentali della città: ne fanno parte - pur con le solite fluttuazioni e i cambi di fronte tipici della criminalità napoletana - i clan Di Biasi (quartieri spagnoli), Grimaldi (Soccavo e rione Traiano), Alfano (Vomero), Sorprendente - Sorrentino (Bagnoli) e Lago (Pianura).

Leggete l'articolo di Gnosis che, pur datato un paio di anni, spiega bene l'Idra di Lerna formata dalle attività legali e illegali dei tre boss, accasati grazie al matrimonio di tre sorelle.

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