
Nuovi dettagli sul caso dello stupratore inglese Peter Chapman, il 33enne condannato pochi giorni fa a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo averla adescata su Facebook.
Chapman era già stato condannato in passato per aver stuprato e minacciato con un coltello due prostitute: dopo appena quattro anni di carcere era stato rilasciato.
Dopo la testimonianza di una donna che arrivata molto vicina al matrimonio con Chapman, la stampa britannica ha raccolto alcune dichiarazioni di una delle due donne violentate nel 1996 dall’uomo.
Lei aveva 17 anni al momento dello stupro e 21 quando il aguzzino fu rilasciato.

Non è la prima volta che sentiamo parlare di tutori dell’ordine che invece di proteggere si macchiano di uno dei reati peggiori, la pedofilia.
E’ accaduto a Rovigo, dove M.T., 30 anni, poliziotto delle Volanti, è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 12 anni.
La vicenda risale allo scorso novembre: dopo esser entrato in possesso del numero di telefono della 12enne tramite alcuni suoi compagni, l’ha contattata.
Si è spacciato per un 17enne, le ha inviato via mms una sua foto fasulla ed è riuscito a convincerla ad un incontro.
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Ancora fango sugli assistenti sociali inglesi. Questa volta si torna a parlare di quelli di Sheffield, nel South Yorkshire, che non riuscirono ad impedire al cosiddetto “mostro di Sheffield” di violentare per 25 anni le due due figlie.
Della vicenda, che ha moltissimi punti in comune col mostro di Amstetten Josef Fritzl, ci siamo ampiamente occupati tra il novembre ed il dicembre del 2008, quando scoppiò il caso:
quest’uomo ha abusato delle sue due figlie per ben 25 anni, con una frequenza di circa tre volte alla settimana. Mentre la moglie dormiva, l’uomo si recava nella stanza della figlia - mai entrambe, di solito alternava le violenze - e la trascinava fuori dal letto costringendola ad avere rapporti sessuali con lui. Gli abusi sono iniziati quando le piccole avevano circa otto anni e tanta era la violenza e tanto era il terrore che solo pochi mesi fa le due giovani sono riuscite a confessare tutto alle autorità e denunciare quindi il padre-orco.
Continuano a far discutere i mancati controlli da parte delle autorità di Liverpool sul 33enne Peter Chapman, condannato a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo esser stata adescata tramite Facebook.
Ieri vi abbiamo anticipato che Chapman era già stato condannato in passato per reati sessuali e per questo le autorità avrebbero dovuto seguire ogni suo spostamento. Così non è stato.
Ad aggiungere altra carne sul fuoco ci ha pensato l’ex compagna dell’uomo, la 25enne Dyanne Littler, che ha rivelato inquietanti dettagli al Sun.
I due si erano conosciuti circa due anni fa su internet. Avevano iniziato a scriversi e dopo qualche settimana si erano incontrati.

Dovrebbe celebrarsi oggi, tra tante polemiche e l’indignazione di molti, il matrimonio tra Angelo Izzo, il mostro del Circeo che sta attualmente scontando il suo secondo ergastolo, e la giornalista Donatella Papi.
Abbiamo usato il condizionale perchè c’è un piccolo problema che potrebbe mettere a rischio le nozze: i due non sono riusciti a trovare un testimone.
La Papi, a questo proposito, ha fatto sapere di aver iniziato per protesta uno sciopero della fame ed ha anche lanciato un appello affinchè qualcuno si faccia avanti e si proponga come testimone.

Si sta parlando molto in Gran Bretagna dell’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa da Peter Chapman, 33enne che l’aveva adescata tramite Facebook e l’aveva convinta ad un incontro.
L’uomo, già condannato in passato per violenza sessuale, aveva creato un falso profilo su Facebook: supportato da foto prese dalla rete, si spacciava per un aitante adolescente, Peter Cartwright, dj di Liverpool.
La Hall, adolescente con problemi di autostima, non ci ha messo molto a lasciarsi convincere da Chapman e si è precipitata ad incontrarlo.
Ha detto a sua madre che avrebbe trascorso la giornata insieme ad un’amica e si è presentata all’appuntamento col suo aguzzino.
Continua a leggere: Liverpool: 35 anni di carcere al pedofilo assassino Peter Chapman
Breve aggiornamento sul caso di Catello Miotto, il ballerino 25enne arrestato pochi giorni fa a Viterbo con l’accusa di violenza sessuale ai danni dell’ex moglie di un suo amico.
Il giovane, che nel 2003 aveva partecipato al talent show Amici, al momento si trova agli arresti domiciliari nell’abitazione di sua madre, a Torre Annunziata, come deciso dopo l’interrogatorio di garanzia che si è svolto lo scorso primo marzo.
Miotto ha ammesso il rapporto sessuale con la 33enne e continua a sostenere che quest’ultima fosse consenziente e che lui non avrebbe “fatto nulla per forzarla“.

Un grave episodio di bullismo, sfociato poi in violenza sessuale, è stato registrato in una scuola superiore di Trieste, mentre era in corso una festa di compleanno.
Quattro ragazzini di età compresa tra i 15 e i 16 anni hanno fatto ubriacare un loro compagno 15enne, poi l’hanno legato ad una sedia ed hanno abusato sessualmente di lui.
La vicenda è venuta a galla solo dopo che due degli autori delle violenze si sono sentiti in colpa ed hanno deciso di confessare tutto al preside della scuola.

Rifiuto la proposta di protezione che mi è stata offerta, non posso essere equiparata al rango di pentita o di collaboratrice di giustizia. Non ho sbagliato. Sono altri che hanno sbagliato.
A parlare è la 24enne Annamaria Scarfò, la giovane di San Martino di Taurianova la cui storia ha fatto, e sta facendo, molto discutere: violentata per circa tre anni da una dozzina di persone del suo paese, la giovane nel 2002 denunciò e fece arrestare i suoi aggressori.
Questo non mise la parola fine alla vicenda, visto che i familiari delle vittime continuarono a minacciarla, insultandola per strada e impedendole persino di trovare un lavoro in paese.
A quel punto il questore di Reggio Calabria, dopo la denuncia della giovane, decise di emettere alcuni provvedimenti di ammonimento nei confronti di familiari delle persone che vennero arrestate per le violenze.

Per ben 13 anni ha abusato delle sue quattro figlie, che ora hanno dai 10 ai 21 anni, e nessuno si è accorto di nulla. Lui, un uomo di 35 anni nato a Milano e residente a Cesena, è stato arrestato ieri con l’accusa di violenza sessuale reiterata e aggravata ai danni di minori.
Dopo il divorzio dell’uomo dalla sua compagna - madre delle quattro figlie, due delle quali frutto di un precedente matrimonio - una delle giovani aveva iniziato a rifiutarsi di passare il weekend a casa del padre.
Da lì la madre si è insospettita ed ha chiesto spiegazioni. Di fronte ad un secco “non voglio più vedere papà, è malato e deve essere curato” la donna si è rivolta alle autorità e la lunga storia di abusi è venuta a galla.
Si è scoperto che le violenze, si parla di rapporti non completi, andavano avanti da circa 13 anni e tutte e quattro le figlie ne erano state vittime.