
C’è molta attesa a Brisbane, Australia, per la decisione della Corte Suprema circa la scarcerazione del pedofilo 26enne Daniel Philip Sybenga.
Il giovane, che ha finito di scontare la sua condanna a sei anni di carcere per diversi episodi di violenza sessuale avvenuti tra il 2002 e il 2003 ai danni di minori di 12 anni, è stato giudicato ad alto rischio di reiterazione.
Se scarcerato, è quasi sicuro che tornerà a violentare bambini. Secondo gli psichiatri che lo stanno seguendo in carcere, l’unico modo per prevenire ulteriori violenze è continuare con la detenzione.
I genitori del giovane, però, hanno chiesto il suo rilascio: si prenderanno cura di lui e si assicureranno che non torni a colpire.
E’ difficile trovare, nella storia dei serial killer, un personaggio più malato e perverso di Albert Hamilton Fish, meglio noto come il Vampiro di Brooklyn, l’Uomo grigio o il Lupo mannaro di Wysteria.
Pedofilo, assassino, cannibale, torturatore, stupratore. Questo e molto altro è stato Albert Fish, nato a Washington nel 1870 e giustiziato sulla sedia elettrica il 16 gennaio 1936 nel carcere di massima sicurezza di Sing Sing ad Ossining, nello stato di New York.
Molti membri della sua famiglia soffrivano di disturbi mentali e per questo motivo il giovane Albert passò diversi anni della sua infanzia in un orfanotrofio, dove fu spesso maltrattato e dove scoprì di provare piacere nel dolore fisico.
Quando aveva 12 anni, Fish amava trascorrere le giornate nei bagni pubblici, dove poteva ammirare uomini svestiti. Alcuni di questo occasionalmente acconsentivano ad avere rapporti sessuali con lui e fu in questo periodo che il giovane Albert iniziò a praticare l’urofilia e la coprofagia.
Continua a leggere: Serial Killer: Albert Hamilton Fish, il vampiro di Brooklyn

Sembra assurdo, eppure è successo: un cittadino taiwanese, autore di violenza sessuale ai danni di una bambina di 6 anni, è stato condannato ad una pena lieve - 3 anni e due mesi di carcere - perchè, secondo tre giudici di un tribunale di Taipei, la giovane vittima non ha opposto resistenza.
I tre giudici, nell’emettere la sentenza, hanno sottolineato che non ci sono prove che la bambina abbia opposto resistenza e per questo motivo l’accusa di violenza sessuale ai danni di minore era troppo.
Hanno così optato per “rapporto sessuale con persona minorenne“, che comporta una pena molto inferiore. Come dire “rapporto consensuale“.

Sta facendo molto discutere il caso del pedofilo russo 43enne Alexander Trofimov, condannato a 17 anni di carcere per aver violentato, tra il 2006 e il 2007, 17 ragazzine in Cambogia, mentre era direttore di una compagnia di resort di lusso del valore di oltre 300 milioni di dollari.
Trofimov, ne parlavamo lo scorso gennaio, aveva presentato ricorso, sostenendo l’assenza di prove a suo carico.
Effettivamente prove a suo carico ce ne sono molte e per questo, in appello, Trofimov non è stato assolto.
Quello che sta facendo discutere, però, è stata la riduzione di pena: un giudice, infatti, oggi ha deciso che Trofimov dovrà scontare solo 8 anni di carcere, rispetto ai 17 anni della prima sentenza.

Potrebbe presto peggiorare la situazione del pediatra pedofilo Earl Bradley, residente nel Delaware, accusato di aver molestato più di 100 bambine, tutte sue pazienti.
In questi ultimi giorni si è scoperto che Bradley, ora in carcere con ben 471 capi d’accusa, potrebbe aver usato vaccini scaduti o diluiti.
Non c’è ancora nulla di certo, ma la Division of Public Health ha già inviato, a titolo preventivo, oltre 5mila lettere ad altrettante famiglie che, tra il 2006 e il 2008, hanno fatto vaccinare i propri figli nelle aree di Lewes e Milford.
A denunciare il fatto è stato il dottor Melvin Morse, che nel 2007 aveva preso in considerazione l’idea di associarsi con lo studio di Bradley.

Dopo 18 mesi di processo è stata emessa due giorni fa la sentenza per Paolo Pravisani, il 73enne originario di Udine condannato da un tribunale colombiano per pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione.
Del suo caso ci siamo occupati più volte nel corso del processo: l’uomo, da anni residente in Colombia, nel febbraio del 2009 fu trovato nel suo appartamento di Cartagena insieme al 15enne Yesid Torres nudo e agonizzante, con segni di violenza sul corpo.
Il giovane morì poco dopo il suo arrivo in ospedale e Pravisani venne arrestato e rinchiuso in una clinica psichiatrica in attesa del processo.
Nel luglio scorso, dopo 18 mesi, si è concluso il processo che ha visto imputate anche due donne, Hilda Martínez e Angélica Tovar, le due donne che avrebbero fornito minorenni all’udinese.
Continua a leggere: Colombia: il pedofilo udinese Paolo Pravisani dovrà scontare 15 anni di carcere

Ha ucciso cinque familiari perché si erano opposti allo stupro della cognata 16enne. Poi si è suicidato, impiccandosi. È accaduto in Cambogia, nella provincia di Svay Rieng, al confine con il Vietnam. L’aggressore, identificato come Nang, era entrato in casa della ragazza con la chiara intenzione di violentarla.
Quando genitori e parenti si sono opposti l’uomo ha estratto un coltello e ha ferito mortalmente sua moglie, il figlio di due anni, la suocera e due cognate. Altre 3 persone sono rimaste ferite. “L’aggressore aveva violentato già due volte la ragazza” ha affermato il capo della polizia provinciale.
Secondo i dati diffusi da un’associazione locale sono 194 i casi di stupro verificatisi a livello nazionale durante i primi cinque mesi di quest’anno. La maggior parte avvenuti nelle zone di campagna. Il 70% delle vittime aveva meno di 18 anni.
Via | The Phnom Penh Post
Foto | Flickr

Sono stati diffusi nuovi dettagli sull’arresto avvenuto pochi giorni fa a Grottaferrata, in provincia di Roma, quello di un 39enne accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
L’uomo, che utilizzava un quad per adescare ragazzini, poi li portava in posti isolati, li convinceva a spogliarsi e li fotografava, avrebbe anche violentato le sue giovani vittime.
A riferirlo è un comunicato del Comando provinciale di Roma:
Tutti i supporti informatici, schede di memoria, hard disc e pc sono stati inviati al Ris di Roma per estrapolare tutti i file sospetti, intanto a un primo esame dei file sequestrati all`uomo, emergono ipotesi che a compiere le agghiaccianti violenze sui minori, riprodotte in alcune foto, sia stato proprio lui.
Una carriera da pedofilo lunga 25 anni - tra il gennaio 1970 e il dicembre 1994 - con diciotto vittime di età compresa tra i 3 e i 16 anni.
Dennis Alfred Goudge, 58 anni, è attualmente sotto processo nello stato di Victoria, Australia, e rischia una condanna a 26 anni di carcere.
Il pedofilo, lo si è appreso nel corso delle udienze, era particolarmente bravo nel conquistare la fiducia delle sue giovani vittime e diventava estremamente minaccioso quando doveva costringerle a mantenere il segreto.
Ad una bambina disse che se avesse parlato degli abusi con qualcuno le avrebbe ucciso la famiglia.
La prossima udienza è stata fissata per il 6 settembre. Nel frattempo Goudge si trova in carcere, a rischio suicidio, sorvegliato 24 ore al giorno.
Via | The Age
La foto che vedete qui sopra è stata scattata a casa del pedofilo Simon Walford, 39enne attualmente sotto processo in Inghilterra per aver adescato e molestato un bambino.
Il 39enne, stando a quanto emerso nel corso delle udienze, aveva creato una sorta di camera degli orrori, piena di bambole ed action figures ispirate alle grandi icone dei film horror degli anni ‘80.
In quella stanza ha accolta la giovane vittima e, dopo averle fatto vedere un film horror e una pellicola pornografica, ha dato il via alle violenze.
Poi, dicendo “quello che succede in questa stanza resta in questa stanza“, è riuscito a conquistarsi momentaneamente il silenzio del bambino.
Continua a leggere: UK: abusa di un ragazzino, a processo il pedofilo Simon Walford