Colognola: 40enne marocchino picchia ed accoltella la fidanzata incinta

pubblicato da Daniele Particelli

Ospedali Riuniti Bergamo

Sono ancora in corso le ricerche dell’uomo che sabato sera a Colognola ha accoltellato la fidanzata 25enne Nicoletta Gaspani dopo averla picchiata con calci e pugni.

La giovane, incinta di tre mesi, aveva conosciuto l’uomo, un 40enne marocchino, solo pochi mesi prima: dopo una breve frequentazione, l’inattesa gravidanza che in questi ultimi giorni aveva provocato non poche discussioni tra i due.

Sabato sera, come riporta oggi L’Eco di Bergamo, la situazione è precipitata:

Secondo una prima ricostruzione dei fatti - ma gli inquirenti sono ancora al lavoro - i due fidanzati si trovavano all’interno dell’abitazione di lui, al quinto piano di un condominio di Colognola. […] Improvvisamente è scoppiata una furibonda lite e il marocchino si sarebbe scagliato contro la giovane di Capriate, colpendola con calci e pugni, causandole lividi e tumefazioni al volto. Infine, le avrebbe sferrato una coltellata all’addome. Lei ha raccontato di aver tentato la fuga, ma l’uomo glielo avrebbe impedito chiudendo la porta a chiave.

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Arabia Saudita: frusta la moglie perchè trascorre troppo tempo con il Blackberry

pubblicato da Vito Parisi


In questo periodo stiamo parlando quasi ogni giorno di violenza, in particolare tra le mura domestiche. Spesso ci sforziamo di cercare una motivazione ad una rabbia che altrimenti ha ben poco di umano, ma purtroppo la realtà è che in molti casi c’è solo bisogno di una scusa (una qualsiasi) per dare libero sfogo alla violenza e ad istinti bestiali. Quello che è capitato nella città di Damman ad una donna ne è solo l’ennesia prova.

La donna si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale locale con chiari segni di percosse. Stando al suo racconto il marito, un uomo violento che già in passato le aveva usato violenza, l’avrebbe frustata perchè “geloso” dello smartphone che lei utilizzava.

L’uomo, interrogato, si è giustificato dicendo che si era sentito “messo da parte” dalla compagna che prestava più attenzione al telefono che a lui.

Adesso la donna ha chiesto il divorzio e si è trasferita da un parente lasciando la casa al marito il quale rischia il carcere per molestie.

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Bari: massacra di botte il figlio di 7 mesi

pubblicato da Vito Parisi


Vicenda raccapricciante quella di Bari, dove una brasiliana di 28 anni è stata tradotta in carcere con le accuse di maltrattamenti aggravati da lesioni gravissime al figlio di 7 mesi.

Dopo l’ennesimo diverbio con il marito, un 35enne artigiano del marmo, la donna avrebbe atteso che l’uomo uscisse di casa per dare libero sfogo alla sua rabbia sul figlio inerme.

Quando l’uomo è rientrato a casa ha trovato il figlio in fin di vita, con numerose fratture e traumi (inclusi morsi), ed ha deciso di portarlo al vicino pronto soccorso.

Le condizioni del piccolo però erano critiche tanto da deciderne il trasferimento al reparto di Rianimazione del Pediatrico dove i medici hanno constatato che le lesioni non solo non erano dipese da una caduta accidentale bensì da violenze ma anche che erano avvenute in momenti diversi.

La donna, interrogata dal pm e dagli agenti di Polizia, ha confessato i maltrattamenti a cui il padre sarebbe stato estraneo in quanto avvenivano durante gli orari di lavoro dell’uomo (dichiarazioni sulle quali gli inquirenti stanno effetuando degli accertamenti).

Nel frattempo il quadro clinico del bambino si è aggravato tanto da rendere necessario il suo trasferimento al reparto di Neurochirurgia del Policlinico dove è entrato in coma. L’equipe medica, diretta dal prof. Antonello Calace, lo ha sottoposto a due drenaggi.

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Lione: anziano chef viene ucciso e conservato in congelatore dalla compagna

pubblicato da Vito Parisi


Lui si chiamava Jean-Francois Poinard (71 anni) ed era stato, negli anni Settanta e Ottanta, un ristoratore abbastanza noto. Da quasi due anni però non si vedeva in giro e le liti violente tra lui e la compagna Guylene Collober (51 anni) alle quali i vicini si erano abituati erano di colpo cessate.

Nessuno però aveva sentito la necessità di avvertire la polizia credendo che la coppia si fosse separata nè di chiedere che fine avesse fatto l’anziano chef che dal novembre 2008 non aveva più una vita sociale.

Solo qualche giorno fa dopo una cena durante la donna, dopo qualche bicchiere di troppo, si era lasciata andare ad alcune confidenze con la figlia dell’uomo la quale, allarmata, ha spinto la polizia ad una perquisizione in casa.

Gli agenti, che hanno fatto scattare in contemporanea la perquisizione ed un controllo dei movimenti bancari, hanno trovato in cucina un congelatore a pozzetto al cui interno, in posizione fetale, giaceva il cadavere dell’uomo ricoperto da un telo di plastica.

Stando alla confessione della donna nel novembre del 2008, a seguito di un litigio, aveva colpito il 71enne fino ad ucciderlo. Poi, non sapendo cosa fare, aveva lasciato il cadavere per un paio di giorni in bagno e si era procurata un congelatore all’interno del quale aveva adagiato il corpo del compagno.

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UK: condannate Lucy Viner-Mood e Lois Gibson, sequestrarono e torturarono per 19 ore la coinquilina Georgia Fenn

pubblicato da Daniele Particelli

Lucy Viner-Mood e Lois Gibson

Le due ragazze che vedete in foto si chiamano Lucy Viner-Mood e Lois Gibson, hanno 22 e 18 anni e sono state condannate ieri dal giudice del tribunale di Maidstone a scontare rispettivamente 5 e 3 anni di carcere.

Il motivo? Hanno sequestrato e torturato per diverse ore la loro coinquilina, Georgia Fenn, 19enne “colpevole” di aver iniziato una relazione con l’ex fidanzato di una delle due giovani.

L’episodio risale al 28 marzo scorso: le due aguzzine hanno rinchiuso la Fenn nella loro abitazione e per le 19 ore successiva l’hanno costretta a subire violenze di ogni tipo.

L’hanno legata e picchiata fino a farle perdere i sensi, poi le hanno spento diverse sigarette sulla schiena e l’hanno seviziata con un paio di scarpe con i tacchi. Ma non è tutto: l’hanno cosparsa di lacca per capelli ed hanno tentato di darle fuoco.

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Genova: presunti maltrattamenti all'asilo, indagate tre maestre

pubblicato da Daniele Particelli

Asilo

Un nuovo caso di maltrattamenti ai danni di bambini dell’asilo è emerso in queste ultime ore a Genova, nell’Istituto San Gottardo.

Gli episodi di violenza sono stati scoperti dopo le denunce presentate da alcuni genitori: i carabinieri hanno installato telecamere in alcune aule e la verità non ha tardato ad emergere.

Diciannove episodi contestati a tre maestre - due con una lunga esperienza alle spalle e una appena passata di ruolo - ora indagate per maltrattamenti su minori.

Stando a quanto si è appreso, i piccoli sarebbero stati presi a sberle, strattonati e, in un caso, anche presi a calci.

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Massa Carrara: malmenava anziana malata di Alzheimer, arrestata badante italiana

pubblicato da Daniele Particelli

Alzheimer

Non è la prima volta che ci occupiamo di badanti violente: oltre al caso italiano, di Veroli, nel maggio scorso vi avevamo mostrato il video, girato ad Israele, di una badante intenta a picchiare e maltrattare una 72enne malata di Alzheimer.

L’ultimo caso è emerso a Massa Carrara, dove una assistente italiana è sorpresa a maltrattare e picchiare una donna di 75 anni, malata di Alzheimer.

La badante è stata incastrata da micro-telecamere. I familiari della vittima, sospettando i maltrattamenti, hanno installato un sistema di videosorveglianza e sono così riusciti ad incastrare la donna violenta.

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Jaycee Lee Dugard otterrà un risarcimento da 20 milioni di dollari

pubblicato da Daniele Particelli

Di Jaycee Lee Dugard avevamo scritto molto in passato: la giovane, ora 30enne, fu rapita da Phillip Craig Garrido e da sua moglie Nancy nel 1991 e tenuta prigioniera per ben 18 anni ad Antioch, San Francisco.

La vicenda emerse nell’agosto dello scorso anno: in quei 18 anni Garrido violentò più e più volte la giovane prigioniera ed ebbe da lei due figli, il primo quando aveva 14 anni, il secondo quattro anni dopo.

Mentre i due aguzzini sono in attesa del processo - si sono dichiarati non colpevoli - Jaycee e la sua famiglia nelle scorse settimane hanno accusato il Department of Corrections and Rehabilitation della California di aver commesso diversi errori, gravi episodi di disattenzione che hanno notevolmente rallentato il ritrovamento della giovane.

Garrido, infatti, era già stato condannato in passato per rapimento e stupro e quando, insieme alla moglie, catturò Jaycee ad una fermata dell’autobus, era in libertà vigilata.

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Enna: 39enne violenta la sua compagna con gli attrezzi da lavoro e la fa prostituire per comprare Gratta e Vinci

pubblicato da Daniele Particelli

violenzasessuale

Un nuovo caso di violenza sessuale e maltrattamenti è emerso nelle ultime ore ad Enna, dove un manovale di 39 anni è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti ai danni della sua convivente.

L’uomo, alcolizzato e col vizio del gioco d’azzardo, era solito violentare la donna con i suoi attrezzi di lavoro - gli inquirenti hanno sequestrato un martello col dna della donna - ed era arrivato anche a farla prostituire per pagare i suoi debiti di gioco.

Aveva contattato alcuni anziani disposti a pagare piccole somme di denaro per aver un rapporto sessuale con la donna. I soldi, si legge su LiveSicilia, venivano poi spesi in “alcolici e biglietti del Gratta e vinci”.

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Maltrattamenti all’asilo Cip & Ciop di Pistoia: revocati i domiciliari ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce

pubblicato da Daniele Particelli

anna-laura-scuderi-elena-pesce

Sicuramente ricordate il caso dei maltrattamenti all’asilo Cip & Ciop di Pistoia, che nel dicembre dello scorso anno aveva sconvolto ed indignato l’opinione pubblica, facendo nascere accese discussioni anche qui su Crimeblog.

Nel maggio scorso ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due educatrici arrestate con l’accusa di maltrattamento di minori, furono concessi gli arresti domiciliari: le due lasciarono carcere di femminile di Genova Pontedecimo, scatenando l’ira dei genitori delle piccole vittime.

Ora il gup di Genova, Roberto Fucigna, ha deciso di revocare gli arresti domiciliari e di sostituirli con il divieto di dimora in Toscana.

Le due, a questo punto, saranno libere: l’unico vincolo sarà quello di presentarsi settimanalmente alla polizia.

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