
Giocatori del Bari minacciati affinché perdessero almeno tre partite di campionato. Con questa accusa sono stati arrestati stamattina dai carabinieri alcuni capi ultras del Bari nell’ambito di un filone delle indagini sul Calcioscommesse. Gli ultras finiti in manette - su ordine del gip del tribunale di Bari - sono accusati in concorso di violenza privata aggravata ai danni di calciatori dell’ A.S. Bari.
I fatti oggetto di inchiesta riguardano il campionato 2010/2011 quando il Bari era in serie A ma ultimo in classifica e ormai quasi retrocesso. I capi ultras arrestati a quel punto avrebbero tentato di imporre ad alcuni giocatori di perdere le successive partite e per essere più convincenti avrebbero preso a schiaffi un calciatore.
Secondo quanto riferisce Il Mattino gli arrestati sono Alberto Savarese, cui sono stati concessi ai domiciliari, Raffaele Lo Iacono e Roberto Sblendorio.
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Due studenti e un operaio di Pesaro e provincia sono stati arrestati ieri con l’accusa di tentato omicidio e aggressione caratterizzati da connotazioni marcatamente xenofobe. Secondo i carabinieri i tre, che hanno tra i 23 e i 26 anni e fanno parte di un gruppo ultras della Vis Pesaro - avrebbero aggredito e accoltellato, ferendoli alla gola e a un polmone, un ragazzo marocchino e un altro nigeriano, il 9 aprile a Cattolica.
Nell’abitazione del presunto capo del gruppo i carabinieri hanno poi trovato in bella mostra foto di Hitler e Mussolini, pubblicazioni a sfondo razzista e così via. L’uomo ha precedenti per violazione della legge sulla discriminazione e incitamento all’odio razziale.
Su La Stampa si può leggere in dettaglio della ricostruzione dell’aggressione e delle indagini dei militari dell’Arma.
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Chiesto il rinvio giudizio per nove poliziotti del Reparto Mobile accusati di aver aggredito e percosso un 26enne dopo la partita di calcio Roma-Inter di Coppa Italia del 5 maggio 2010.
Il ragazzo, Stefano Gugliotta, ha riportato lesioni permanenti a seguito di quel pestaggio. Lui quella partita allo stadio non l’ha mai vista, quel giorno infatti doveva recarsi a casa di un parente per una festa. Secondo le indagini i poliziotti scambiarono Gugliotta per uno di quelli che avevano partecipato agli incidenti avvenuti al termine della partita.
Il Pm Francesco Paolino nella richiesta di rinvio a giudizio a carico degli agenti - tutti accusati di lesioni aggravate - ha sottolineato che Gugliotta venne picchiato sotto casa sua e non allo stadio, dove del resto non aveva messo piede. “Una zona non interessata dagli scontri” scrive il magistrato nel capo di imputazione, come riporta Il Messaggero.
Continua a leggere: Caso Gugliotta: chiesto il rinvio a giudizio per 9 poliziotti

Ridotta in appello a 8 anni la pena per Antonino Speziale, il 20enne condannato in primo grado a 14 anni di carcere per l’omicidio preterintenzionale di Filippo Raciti, l’Ispettore di polizia di 40 anni ucciso durante gli scontri allo stadio Massimino di Catania durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007.
“E’ una sentenza assolutamente vergognosa che ci lascia esterrefatti” - ha detto l’avvocato di Speziale dopo la lettura del verdetto della corte d’appello per i minorenni di Catania. “E’ assurdo che i giudici, pur avendo in mano le prove che accertano l’assoluta estraneità del mio assistito abbiano optato comunque per questa decisione. Adesso - ha continuato il legale - aspetteremo con fiducia la decisione dei giudici della suprema corte di Cassazione”.
Secondo l’accusa Raciti durante gli scontri nei pressi dello stadio venne colpito da Speziale e da un altro ultras catanese, Daniele Micale, con un lavello di metallo che gli provocò una lesione mortale al parenchima del fegato. Micale è stato giudicato in un procedimento separato, il 21 ottobre scorso la corte di assise di Catania gli ha infllitto 11 anni di carcere per omicidio preterintenzionale e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Via | Catania Oggi

Inizia oggi il processo d’Appello a carico di Antonino Speziale, il 20enne condannato a quattordici anni in primo grado perché ritenuto responsabile dell’omicidio preterintenzionale dell’Ispettore della Polizia Filippo Raciti, 40 anni, ucciso il 2 febbraio 2007 allo stadio Massimino di Catania. Quel giorno si giocava il derby con il Palermo. Speziale si è sempre detto estraneo alla morte dell’ispettore, colpito con un sottolavello durante gli scontri del dopo partita.
Accolta l’istanza dei legali dell’imputato, Giuseppe Lipera e Grazia Coco, i quali avevano chiesto che l’udienza dibattimentale potesse celebrarsi a porte aperte e quindi alla presenza di giornalisti e telecamere.
“Il popolo italiano, in nome del quale viene amministrata la giustizia nel nostro Paese - hanno detto gli avvocati - deve essere messo in grado di conoscere a perfezione le risultanze processuali onde non consentire a nessuno di annebbiare o mistificare la verita”.

Quando in Italia qualche ultras combina un guaio, c’è sempre qualcuno che spiega “Si, ma in Inghilterra avevano il problema degli hooligans, e l’hanno risolto”. Il che è vero, in Inghilterra gli stadi sono mediamente molto più a misura di famiglia rispetto all’Italia. Ciò non toglie che a volte le cose possano degenerare anche da quelle parti.
Per esempio ieri sera all’Old Trafford: c’è in programma il derby Manchester City - Manchester United, per la semifinale della Carling Cup. A un certo punto, dagli spalti comincia ad arrivare di tutto. E Craig Bellamy, del Manchester City di Roberto Mancini, si becca una moneta in testa. Non solo: credo vi basti dare un’occhiata alla foto qui sopra per capire quanto è andato vicino a spaccarsi in due il cranio.
Ora la FA - l’equivalente della nostra Lega Calcio - potrebbe decidere sanzioni molto severe contro lo United: colpevole di non avere tenuto adeguatamente sotto controllo i propri tifosi. Se volete saperne di più, calcioblog dedica all’incontro - e al suo contorno - un post e una ricca gallery di immagini.
Via | The Sun

Per chi non lo ricordasse Antonio Speziale è uno dei due indagati nella morte di Filippo Raciti, l’ispettore di polizia che perse la vita il 2 fabbraio 2007 durante gli scontri del derby Catania-Palermo.
Ai domiciliari nella sua casa di Jesi per resistenza a pubblico ufficiale Speziale ha trascorso la sua detenzione prestando tre volte la settimana il suo operato presso la sede della Croce Rossa Italiana. La condanna gli era stata inflitta dal Tribunale dei Minori di Catania, che dovrà pronunciarsi ora sull’accusa di omicidio.
E’ stato il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera, a confermare la notizia della libertà del giovane. Speziale, che si è sempre dichiarato estraneo all’omicidio, commentando il suo primo giorno di libertà ha dichiarato:
Ho pagato gli errori che ho fatto, e voglio imparare a non commetterne più. So di avere sbagliato, ma ribadisco la mia estraneità alla morte dell’ispettore Filippo Raciti. Sono contento di essere libero - aggiunge - ma adesso mi devo liberare dall’altra accusa, che respingo con fermezza nel rispetto del dolore altrui. Adesso voglio pensare a costruirmi la vita. Trascorrerò il Natale a casa dai miei familiari e poi penserò al mio futuro. Il Catania? Lo seguo in televisione perché ho il Daspo (il divieto di accedere alle manifestazioni sportive ndr) e guardo quello che si può mentre firmo in caserma. Ma i veri problemi sono altri. Sono certo di avere ancora delle possibilità e questo grazie alla mia famiglia e al mio legale, l’avvocato Giuseppe Lipera, che mi sono sempre vicini”.
Gli ultras raramente sono delle educande e si dedicano a corsi di taglio e cucito: ma credo che i tifosi dello Zenit San Pietroburgo e del CSKA Mosca, siano leggermente più, ehm, “agitati” della media. Guardate che cosa è successo il 26 settembre scorso: una megarissa organizzata nei minimi dettagli - un po’ come accadeva in Olanda alcuni anni fa - che si trasforma in una royal rumble di un centinaio di persone.
Via | LiveLeak

Hoolikopter, titola con un certo humour teutonico la Bild, mostrando le immagini di un elicottero radiocomandato che, armato di telecamera, potrebbe aiutare ad identificare i tifosi particolarmente agitati nelle partite della Bundesliga. Si, perchè non solo in Italia gli ultras a volte si lasciano scappare la mano - sul link tutti i post - anche in Germania.
Dopo il salto trovate un video con protagonisti alcuni tifosi dell’Hansa Rostock.
Via | Bild.de

Settimana scorsa ci eravamo occupati della vicenda di Gabriele Sandri, ora se ne torna a parlare anche se indirettamente: i carabinieri del Nucleo Informativo di Milano infatti stamane hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni di dieci ultras dell’Inter, abbinando alla visita a domicilio anche la consegna di sette ordinanze di custodia cautelare.
Motivi? Bisogna tornare indietro all’undici novembre 2007, e alla manifestazione non autorizzata seguita alla morte di Sandri, quando
un nutrito gruppo di tifosi percorse le vie cittadine compiendo atti vandalici contro un commissariato di polizia, la sede Rai di Corso Sempione e la Caserma dei Carabinieri di Via Vincenzo Monti
A Milano poteva andare peggio. Poteva andare a finire come a Roma. Da rileggere, restando in tema, le intercettazioni degli Ultras di Villa Ada.
Foto | Flickr