
Dal giorno della sua scarcerazione, disposta nel maggio scorso, Michele Misseri è stato il protagonista assoluto dei palinsesti televisivi italiani, chiamato da una parte all’altra a rilasciare dichiarazioni struggenti in cui si autoaccusa del delitto e cerca in ogni modo di scagionare la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, detenute con l’accusa di aver ucciso la giovane Sarah Scazzi.
Questi suoi accorati appelli non sono mai stati visti di buon occhio dalla Procura di Taranto e l’episodio avvenuto venerdì scorso è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il contadino di Avetrana, indagato per soppressione di cadavere e sotto processo a partire dal prossimo 10 gennaio, si è presentato dai carabinieri per espletare l’obbligo di firma con 40 minuti di anticipo rispetto all’orario stabilito perché, a suo dire, aveva un importante impegno a Taranto.
In realtà l’impegno di Misseri era la registrazione di una puntata del programma di Canale 5 Matrix, condotto da Alessio Vinci. Alla luce di questo episodio la Procura ha deciso di chiedere al Gup Pompeo Carriere gli arresti domiciliari per l’uomo. La richiesta non è stata accettata, ma stando a quanto riferisce oggi TgCom sono state disposte nuove misure cautelati atte a ridurre la già tanta libertà di Misseri: obbligo di firma al mattino e al pomeriggio, divieto di uscire di casa tra le 19 e le 7 e divieto di lasciare Avetrana.

C’è molta attesa per la sentenza del processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito che, ne abbiamo parlato più volte in questi ultimi giorni, dovrebbe arrivare tra sabato e lunedì.
Colpevoli o innocenti? Le analisi dei periti della Corte propendono per quest’ultima ipotesi, mentre l’accusa si dice certa della loro colpevolezza e si basa sulle perizie effettuate dalla Polizia Scientifica nella settimane successiva al delitto.
Quello che è certo è che questo processo d’appello ha riaperto le speranze per i due imputati e per tutte quelle persone che credono alla loro innocenza e che, nel corso di questi anni, si sono interessati alla vicenda. E sono così tanti, specialmente negli Stati Uniti, che stamattina la Corte ha concesso la diretta TV per la sentenza.
Continua a leggere: Delitto di Perugia, processo d’appello: la sentenza sarà trasmessa in diretta TV

Notte di paura per il giornalista di Televideo Rai Nello Rega, autore del libro “Diversi e divisi” sulla convivenza tra musulmani e cristiani. Un colpo di pistola è stato sparato contro i vetri posteriori della sua auto a pochi chilometri da Potenza, sulla statale Basentana.
Rega viaggiava da solo verso casa dopo aver trascorso una serata in compagnia di amici. Il proiettile secondo una prima ricostruzione dei fatti è stato esploso da un’automobile in corsa che ha speronato quella del giornalista. Rega ha pigiato sull’acceleratore ed è riuscito a raggiungere Potenza dove ha avvertito polizia e carabinieri.
«Chi ha sottovalutato il pericolo che correvo - ha detto all’Ansa il giornalista - ora deve fare un esame di coscienza. Sono terrorizzato e chiedo ancora una volta allo Stato di proteggermi adeguatamente. Tuttavia - ha concluso - non mollerò perchè non voglio rinunciare alla mia libertà di pensiero».
Continua a leggere: Potenza: sparo contro auto giornalista Nello Rega. Illeso

Comunicare con i detenuti in regime di 41bis non è cosa facile: controllo della corrispondenza, colloqui limitati e misure di sicurezza rafforzate rispetto al comune regime carcerario.
Bisogna ingegnarsi e, stando a quanto riferisce il Quotidiano della Calabria, qualcuno ha trovato un sistema che finora si è dimostrato infallibile: inviare comunicazioni via sms alla trasmissione televisiva di RaiDue Quelli Che Il Calcio.
Nel corso della messa in onda, infatti, passa in sovraimpressione un rullo che mostra gli sms inviati dagli utenti.
Tra questi, è emerso nel corso delle ultime ore, in passato ci sarebbero state anche delle comunicazioni destinate ai boss detenuti in regime di 41bis.

Il cinema si è sempre ispirato - e continua a farlo - alla cronaca nera: vi basti pensare ai vari film sui serial killer o sui delitti irrisolti. Qualche settimana fa si era parlato di realizzare una pellicola basata sulla vita di Natascha Kampusch, ora invece in Piemonte dovrebbero partire le riprese di una fiction sul delitto di Garlasco.
Non è ancora chiaro quale sarà il taglio dato alla fiction, che sarà trasmessa da Canale 5, ma quello che è certo è che le riprese partiranno a fine mese in Piemonte. Chiara Poggi sarà interpretata dall’attrice romana Giulia Michelini, mentre Alberto Stasi avrà il volto di Patrizio De Bustis.
La notizia del progetto ha scosso i diretti interessanti, soprattutto perchè la vicenda è ben lontana dal considerarsi conclusa: Alberto Stasi, unico sospettato del delitto, è stato assolto in primo grado lo scorso dicembre, nuove perizie sono state commissionate e prossimamente ci sarà il processo d’appello, che potrebbe modificare o confermare la sentenza precedente.
Continua a leggere: Un film sul delitto di Garlasco? Giuseppe Poggi: "non mi sembra giusto"

Uno dei tanti gialli legati all’omicidio della 16enne Elisa Claps, i cui resti sono stati rinvenuti lo scorso 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza, riguarda il ritrovamento di un bottone rosso ed alcune tracce microscopiche di tessuto rosso.
Giorni fa Il Quotidiano della Basilicata ne parlava così:
Grazie all’ausilio del Crimescope (uno strumento che permettere di rilevare o meglio evidenziare tracce poco visibili ad occhio nudo, ndr) – scrive Introna nella sua consulenza – si individuarono, in corrispondenza del sito di giacitura della salma, alcune fribre rifrangenti, che, a luce normale, si rilevarono essere di colore rosso, nonchè, in tutta prossimità dell’angolo fra pavimento e muro verticale, un bottone tondeggiante con ancora adese fibre di colore rosso». Il bottoncino potrebbe, in via teorica, essere stato strappato dalla vittima al suo aggressore; le fibre, invece, potrebbero essere anche di un telo, o di un frammento di esso, usato, sempre in via ipotetica, per coprire il cadavere.
Si era parlato dell’ipotesi che quel bottone potesse essersi staccato da un abito talare e, nella puntata di Chi L’Ha Visto? in onda questa sera su RaiTre, si ipotizza che quell’abito possa appartenere a don Mimì Sabia, storico parroco della chiesa della Trinità.
Continua a leggere: Elisa Claps: il mistero del bottone rosso trovato sulla scena del crimine
EastEnders è una soap opera inglese molto popolare nel Regno Unito. Una delle tante sotto-trame, non molto tempo fa, ruotava intorno alla vicenda di Whitney Jackson, 15enne vittima di abusi di parte del compagno di sua madre, Tony King. Alla fine la giovane confessò tutto e riuscì a far condannare Tony.
Una delle tante spettatrici di EastEnders, una donna di 32 anni, di fronte al lieto fino della vicenda di Whitney ha trovato il coraggio di denunciare gli abusi che era stata costretta a subire da bambina.
Ero sicura che nessuno mi avrebbe creduto. Ma quando ho visto Whitney andare in tribunale ed ottenere giustizia, sapevo che anche io avrei potuto fare la cosa giusta. Se non fosse stato per quel programma, non sarei mai riuscita a farmi avanti.
La donna era stata violentata per quasi quattro anni, a partire da quando ne aveva 6, dal pedofilo John Faraday, ora 54enne.

Dopo aver rilasciato un paio di interviste al quotidiano Libero, Alberto Stasi, assolto poco più di tre mesi fa nel processo di primo grado che lo ha visto imputato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, approda in tv.
Questa sera, alle 23.40 su Canale 5, Stasi sarà ospite di Matrix, programma di approfondimento condotto da Alessio Vinci.
Alberto si racconterà in una lunga intervista nel corso della quale ripercorrerà i momenti salienti del processo, il suo rapporto con Chiara e con la sua famiglia.
Per me era 4 anni della mia vita, la persona con cui mi confidavo, a cui chiedevo aiuto, con cui risolvevo i problemi della vita quotidiana che tutti abbiamo. Per lei io ero lo stesso. Lei era semplice, tranquilla, solare.
Continua a leggere: Delitto di Garlasco: Alberto Stasi questa sera in esclusiva a Matrix

Tempo fa Louis Appleby, capo del National Confidential Inquiry into Suicide and Homicide by People with Mental Health Problems (NCISH), ha dichiarato che ogni anno in Inghilterra vengono registrati almeno 50 omicidi compiuti da persone che negli ultimi 12 mesi sono stati in cura per problemi mentali.
E’ da questi dati che il filmaker Julian Hendy è partito per il suo documentario, Why Did You Kill My Dad?, “perchè hai ucciso mio padre?“, che cerca di fare un po’ di chiarezza proprio sul numero di questo episodi.
C’è anche una forta spinta personale: il padre di Hendy, Philip, di 75 anni, fu ucciso a Bristol nel 2007 dal 42enne Stephen Newton, affeto da disturbi mentali.
Newton, che era anche sotto effetto di anfetamine, entrò in casa di Hendy ed accoltellò l’uomo a morte.
Di sesso con animali ci siamo occupati spesso: vi abbiamo ribadito l’illegalità di tale pratica in Olanda, e di numerose condanne, anche nel nostro Paese, di personaggi che hanno praticato rapporti con animali e l’hanno incentivato in qualche modo.
Basti pensare al recente caso di Christian Galeotti, condannato qualche giorno fa per maltrattamento di animali e per il loro impiego nella pornografia.
E proprio di sesso illegale - incluso quello con animali - si parlerà questa sera su Current, canale 130 del bouquet di SKY, all’interno della trasmissione Sex Mundi, una produzione spagnola in onda da qualche settimana. Trovate il promo dopo il salto.
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