
Truffa aggravata, contraffazione di sigilli, falso ideologico e materiale, distruzione di atti. Con queste accuse sono stati arrestati stamattina a Napoli 56 presunti falsi invalidi. Per due si sono aperte le porte del carcere, a tutti gli altri il gip del tribunale partenopeo ha concesso i domiciliari.
Questa è solo l’ultima tranche di un’inchiesta sulle pensioni di invalidità, comprensive d’indennità d’accompagnamento, percepite grazie alla presentazione di falsa documentazione.
Un’indagine che ha preso le mosse nel 2009 e che finora ha portato all’arresto di 287 persone e al sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro. Contestualmente agli arresti nell’operazione di oggi la Guardia di Finanza ha apposto i sigilli a beni, mobili e immobili, per 2 milioni di euro.
Gli inquirenti, come già in passato, valutano l’ipotesi che le false pensioni di invalidità intascate possano essere un canale di approvvigionamento economico a favore di soggetti legati a clan di camorra.
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Sono duemila gli evasori totali scoperti in Italia dalle Fiamme Gialle dall’inizio dell’anno. Da nord a sud hanno nascosto al fisco redditi per oltre 6 miliardi ed evaso Iva per 650 milioni di euro. Una lotta sistematica all’evasione fiscale che nei primi 4 mesi dall’anno ha portato alla denuncia di 853 persone che non avevano presentato proprio dichiarazione e di altre 530 per occultamento o distruzione della contabilità.
Secondo la banca dati del fisco l’evasione fiscale in Italia è al 38%. Nell’intera Unione europea costa mille miliardi all’anno come ricordava il mese scorso il Commissario alla fiscalità Algirdas Semeta: “L’Italia ha fatto molto per combattere l’evasione fiscale, ma il problema resta ancora molto grande”.
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L’Ente pagava per lavori mai eseguiti, strade mai realizzate. È quanto sarebbe emerso dalle indagini della Guardia di Finanza che oggi ha arrestato un funzionario della provincia di Salerno, un imprenditore e due dipendenti di un istituto di credito, uno dei quali è tesoriere dell’Ente stesso.
Nell’operazione Ghost Road 2 - seconda tranche dell’inchiesta che ha già portato in carcere tre funzionari della Provincia di Salerno e imprenditori - sono stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie per oltre 6 milioni di euro. Peculato e falso in atto pubblico le accuse da cui dovranno difendersi tutti gli indagati mentre ai bancari viene contestato anche il reato di riciclaggio.
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Per 40 anni ha fatto credere di essere cieca e ha percepito la pensione di invalidità ingannando, non si sa bene come, medici e specialisti. La truffa, l’ennesima di questo tipo ai danni dell’INPS, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza a Lido di Venezia.
Protagonista una residente di 60 anni che secondo i calcoli delle Fiamme Gialle ha truffato lo Stato per 500mila euro. Le immagini delle telecamere piazzate dagli investigatori mostrano la donna mentre cammina in tutta tranquillità sulle strisce pedonali o attraversa incroci stradali. Se l’è cavata con una denuncia per falso ideologico e truffa aggravata e continuata.
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Nuovo sviluppi nell’inchiesta Calcioscommesse. Da qualche giorno si parla di giocatori e addirittura dirigenti di serie A che sarebbero coinvolti nella bufera che sta investendo, ancora una volta, la credibilità del calcio Italiano, ai massimi livelli. In manette è finito la scorsa notte, su richiesta del procuratore di Bari Antonio Laudati, Andrea Masiello, difensore oggi in forza all’Atalanta.
Il calciatore è stato prelevato dai carabinieri del Reparto operativo. Secondo gli inquirenti Masiello farebbe parte di un’associazione che ha truccato alcune partite dello scorso campionato di serie A, quando giocava nel Bari. A Masiello viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizioni sportive. Tra gli indagati, riferisce TMNews, ci sarebbero scommettitori del gruppo di Masiello e giocatori di serie A e B.
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Erano specializzati nella realizzazione di banconote da 20 euro, il taglio più falsificabile secondo i dati dell’Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento del Tesoro. Una zecca clandestina è stata scoperta all’interno di un garage a Vitulazio (Caserta) a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza di Napoli.
Tre persone sono finite in manette, uno aveva precedenti simili. I militari hanno poi sequestrato apparecchiature e materiale, definiti di alta qualità, con cui si sarebbero potute produrre banconote false per un valore nominale stimato in oltre due milioni di euro.
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Due società del settore del mobile tra il 2004 e il 2011 sarebbero state capaci di evadere ricavi per 100 milioni di euro e IVA per 32 milioni. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Treviso che nelle sedi delle due aziende ha trovato un specie di stanza segreta, l‘entrata era nascosta da un mobile, in cui era conservata come un tesoro la contabilità.
Dal lavoro d’indagine della GdF è emerso anche che le società del mobile impiegavano quattordici lavoratori in nero. I due rappresentanti legali sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per dichiarazione fraudolenta.
Proprio ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà ha ricordato che in quattro mesi il governo ha recuperato con la lotta all’evasione 13 miliardi di imposte in più. In Italia secondo la banca dati del fisco l’evasione fiscale è al 38%.
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Operazione Pensione Facile: 6 arresti e 33 indagati a Palermo e provincia in un’inchiesta su una presunta truffa ai danni dell’Inps. La Guardia di Finanza, che ha notificato agli intessati i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, ha stimato che il danno all’erario è di 1.800.000 euro.
Frode informatica, truffa aggravata e falso materiale in atti pubblici, le accuse da cui dovranno a vario titolo difendersi i soggetti coinvolti. Le indagini sono state coordinate dal gruppo reati contro la Pubblica amministrazione della Procura della Repubblica di Palermo, l’ordinanza è stata firmata dal Gip Lorenzo Matassa che ha anche disposto il sequestro preventivo di beni immobili per un valore equivalente al danno erariale.
Tra gli arrestati c’è un dipendente dell’Inps che, in base alle risultanze investigative, sarebbe stato un ingranaggio fondamentale del meccanismo di truffa. La frode - 30 i casi finiti nel mirino degli inquirenti - sarebbe avvenuta con la creazione o l’incremento di fittizie posizioni previdenziali.
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Importante blitz dei carabinieri del Nas e dei militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito della sanità campana, avviato proprio dopo alcuni controlli della Guardia di Finanza: 13 provvedimenti cautelari - di cui uno in carcere e due ai domiciliari - contro medici e paramedici accusati a vario titolo di concussione, abuso d’ufficio, falso e truffa a danno della pubblica amministrazione.
Il nome più importante è senza dubbio quello di Paolo Iannelli, primario di ortopedia dell’ospedale Cardarelli di Napoli, finito in carcere perchè, secondo l’accusa, avrebbe dirottato verso la clinica privata “Villa del Sole“, di cui suo fratello Gabriele era amministratore, i pazienti che attendevano di essere operati.
Gabriele Iannelli è finito ai domiciliari, così come Marco Von Arx, presidente del consiglio di amministrazione di Villa del Sole, mentre per Umberto Bocchetti, Mario Chiantera, ortopedico del Cardarelli, e Giuseppe Trotta, anche lui dirigente medico della Divisione di ortopedia dello stesso ospedale, è stato applicato il divieto di dimora nel comune di Napoli.
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La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito stamattina 30 arresti nei confronti di altrettante persone accusate di essere dei falsi invalidi, cioè di percepire la pensione di invalidità senza averne diritto.
Gli indagati nell’inchiesta sulla truffa all’Inps sono in tutto 77, a 47 di loro l’Istituto di previdenza sociale ha provveduto già a revocare/sospendere le pensioni di invalidità e le indennità d’accompagnamento. Dal 2004 ad oggi gli indagati avrebbero truffato l’Inps per 4 milioni di euro.
La GdF di Napoli ha proceduto al sequestro dei loro beni - auto, moto, immobili, conti correnti, cassette di sicurezza - per un valore corrispondente. Ieri un’altra presunta truffa sulle indennità previdenziali e assistenziali è stata scoperta a Foggia: 16 avvocati sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.
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