Lesioni dolose aggravate, ricettazione e porto abusivo di strumento atto ad offendere. Sono queste le accuse che hanno portato all’arresto, nella mattinata di ieri, di un 39enne italiano.
L’uomo, di cui sono state rese note le iniziali del nome, D.L.P., aveva da poco comprato una pistola tipo Beretta ad aria compressa e stamattina ha deciso di provarla sparando dalla finestra di un albergo in via dell’Amendola.
Uno dei colpi ha raggiunto all’orecchio sinistro uno studente di 15 anni, nella Capitale in gita scolastica, che è stato poi giudicato guaribile in sette giorni.
In poco tempo gli agenti sono giunti sul posto ed hanno identificato la finestra da cui erano partiti i colpi e, una volta entrati nella stanza, hanno trovato l’arma.

Non è la prima volta che sentiamo parlare di tutori dell’ordine che invece di proteggere si macchiano di uno dei reati peggiori, la pedofilia.
E’ accaduto a Rovigo, dove M.T., 30 anni, poliziotto delle Volanti, è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 12 anni.
La vicenda risale allo scorso novembre: dopo esser entrato in possesso del numero di telefono della 12enne tramite alcuni suoi compagni, l’ha contattata.
Si è spacciato per un 17enne, le ha inviato via mms una sua foto fasulla ed è riuscito a convincerla ad un incontro.
Continua a leggere: Rovigo: poliziotto adesca e violenta 12enne, arrestato e sospeso dal servizio
Ancora fango sugli assistenti sociali inglesi. Questa volta si torna a parlare di quelli di Sheffield, nel South Yorkshire, che non riuscirono ad impedire al cosiddetto “mostro di Sheffield” di violentare per 25 anni le due due figlie.
Della vicenda, che ha moltissimi punti in comune col mostro di Amstetten Josef Fritzl, ci siamo ampiamente occupati tra il novembre ed il dicembre del 2008, quando scoppiò il caso:
quest’uomo ha abusato delle sue due figlie per ben 25 anni, con una frequenza di circa tre volte alla settimana. Mentre la moglie dormiva, l’uomo si recava nella stanza della figlia - mai entrambe, di solito alternava le violenze - e la trascinava fuori dal letto costringendola ad avere rapporti sessuali con lui. Gli abusi sono iniziati quando le piccole avevano circa otto anni e tanta era la violenza e tanto era il terrore che solo pochi mesi fa le due giovani sono riuscite a confessare tutto alle autorità e denunciare quindi il padre-orco.
Continuano a far discutere i mancati controlli da parte delle autorità di Liverpool sul 33enne Peter Chapman, condannato a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo esser stata adescata tramite Facebook.
Ieri vi abbiamo anticipato che Chapman era già stato condannato in passato per reati sessuali e per questo le autorità avrebbero dovuto seguire ogni suo spostamento. Così non è stato.
Ad aggiungere altra carne sul fuoco ci ha pensato l’ex compagna dell’uomo, la 25enne Dyanne Littler, che ha rivelato inquietanti dettagli al Sun.
I due si erano conosciuti circa due anni fa su internet. Avevano iniziato a scriversi e dopo qualche settimana si erano incontrati.

Dovrebbe celebrarsi oggi, tra tante polemiche e l’indignazione di molti, il matrimonio tra Angelo Izzo, il mostro del Circeo che sta attualmente scontando il suo secondo ergastolo, e la giornalista Donatella Papi.
Abbiamo usato il condizionale perchè c’è un piccolo problema che potrebbe mettere a rischio le nozze: i due non sono riusciti a trovare un testimone.
La Papi, a questo proposito, ha fatto sapere di aver iniziato per protesta uno sciopero della fame ed ha anche lanciato un appello affinchè qualcuno si faccia avanti e si proponga come testimone.

Nella lista delle famiglie assassine pubblicata dal sito WeirdWorm - potete trovare qui i nostri approfondimenti - c’è anche la signora Wanda Holloway, nota nella cronaca nera statunitense come la “mamma killer del Texas“.
A conti fatti non si tratta effettivamente di un’assassina, ma soltanto perché il killer che aveva assunto per uccidere si era rivolto alle autorità anziché assecondarla.
Era il 1991 e la figlia della donna, la 13enne Shanna, non era riuscita ad entrare nella squadra di cheerleaders di Channelview, in Texas.
Al suo posto era stata presa Amber, anche lei 13enne. Così la signora Wanda Webb Holloway architettò un piano che ai suoi occhi sembrava perfetto: far uccidere la madre di Amber, Verna Heat.
Continua a leggere: Famiglie assassine: Wanda Holloway, la mamma killer del Texas

Un grave episodio di bullismo, sfociato poi in violenza sessuale, è stato registrato in una scuola superiore di Trieste, mentre era in corso una festa di compleanno.
Quattro ragazzini di età compresa tra i 15 e i 16 anni hanno fatto ubriacare un loro compagno 15enne, poi l’hanno legato ad una sedia ed hanno abusato sessualmente di lui.
La vicenda è venuta a galla solo dopo che due degli autori delle violenze si sono sentiti in colpa ed hanno deciso di confessare tutto al preside della scuola.

Rifiuto la proposta di protezione che mi è stata offerta, non posso essere equiparata al rango di pentita o di collaboratrice di giustizia. Non ho sbagliato. Sono altri che hanno sbagliato.
A parlare è la 24enne Annamaria Scarfò, la giovane di San Martino di Taurianova la cui storia ha fatto, e sta facendo, molto discutere: violentata per circa tre anni da una dozzina di persone del suo paese, la giovane nel 2002 denunciò e fece arrestare i suoi aggressori.
Questo non mise la parola fine alla vicenda, visto che i familiari delle vittime continuarono a minacciarla, insultandola per strada e impedendole persino di trovare un lavoro in paese.
A quel punto il questore di Reggio Calabria, dopo la denuncia della giovane, decise di emettere alcuni provvedimenti di ammonimento nei confronti di familiari delle persone che vennero arrestate per le violenze.
L’ennesimo caso di abuso di potere da parte di agenti di polizia statunitensi è finito in tribunale, in una causa da 95mila dollari intentata dal 48enne Robert Franklin Browne.
L’uomo, nell’ottobre del 2005, danneggiò una macchina ed fuggì: gli agenti lo identificarono e si presentarono a casa sua, arrestandolo. Ed è stato in macchina, mentre veviva trasportato in centrale, che venne colpito per la prima volta con un taser.
Browne ha ammesso che in quel momento era arrabbiato ed era volato qualche insulto, niente che giustificasse il comportamento degli agenti.
Poco dopo, lo vedete nel video, Browne fu messo in una cella di detenzione e lì, mentre era ammanettato e quindi non pericoloso, fu colpito una seconda volta con un taser.

Il capo della polizia del Guatemala, Baltazar Gomez, e quello dell’antidroga, Nelly Bonilla, sono stati arrestati con l’accusa di essere coinvolti in un furto di cocaina che, scrive la BBC, provocò la morte di 5 agenti. I fatti risalgono al 2009. Il procuratore generale Amilcar Velasquez:
“Gli arresti sono il risultato dell’inchiesta sul furto di droga che ha avuto luogo ad Amatitlan cui i fermati si ritiene abbiano partecipato.”
Gomez e Bonilla ora dovranno rispondere delle accuse di cospirazione per commettere un reato, possesso illegale di armi, ostruzione alla giustizia. Sullo sfondo pesanti ombre su presunti legami con il traffico di droga.
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