Love Parade Duisburg: il video che accusa la polizia

pubblicato da Renato Marino

E arriva il video che accusa la polizia. Gli organizzatori del mega concerto di Duisburg, dove lo scorso 24 luglio morirono 21 persone, tra cui l’italiana Giulia Minola, hanno diffuso questo filmato nel quale si vedono gli agenti che ordinano il formarsi di una catena umana che, limitata da barriere di metallo, ha poi fatto da tappo all’entrata della galleria, con la calca umana fuori controllo e le tragiche conseguenze.

“I cordoni hanno creato un blocco e sono stati probabilmente la causa del disastro. La domanda nella nostra mente è: perchè lo hanno fatto?” ha detto l’organizzatore Rainer Schaller. L’intero materiale è visibile qui.

condividi condividi 0 commenti martedì 31 agosto 2010

Sparatoria a Bratislava: 50enne armato di mitra stermina un'intera famiglia. Uccise 6 persone, 19 i feriti

pubblicato da Daniele Particelli


Sei morti e tredici feriti: è questo il bilancio, appena diffuso dall’agenzia di stampa Tasr, di una sparatoria avvenuta questa mattina, poco dopo le 10, a Bratislava.

Un 50enne armato di mitra, ha aperto il fuoco contro un’abitazione nel quartiere periferico Devinska Nova Ves, sterminando un’intera famiglia composta da 6 persone.

Poi, ormai circondato dalle autorità, ha iniziato a sparare contro i passanti, ferendo in totale 19 persone, di cui tre in modo grave.

Alla fine, quando non aveva più possibilità di fuga, ha rivolto il fucile contro se stesso e si è tolto la vita.

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condividi condividi 0 commenti lunedì 30 agosto 2010
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Strage in Arizona: Brian Diez uccide cinque persone e si toglie la vita

pubblicato da Daniele Particelli

Brian Diez

Ancora una strage negli Stati Uniti, l’ennesima nel giro di pochi mesi: questa volta è successo a Lake Havasu City, in Arizona.

Brian Diez, 26 anni, poco dopo la mezzanotte di sabato ha fatto irruzione a casa del nuovo compagno dell’ex moglie ed ha aperto il fuoco contro i presenti.

Cinque persone sono morte - tra queste l’ex moglie di Diez, Deborah Langastaff, 23 anni - mentre i due figli della coppia, sono stati rapiti dall’assassino.

La fuga è durata poco: Diez si è tolto la vita non lontano dal luogo della strage, mentre i due bambini sono stati ritrovati sani e salvi dalle autorità.

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Messico drug wars: continuano le indagini sul massacro dei 72 immigrati nello stato di Tamaulipas

pubblicato da Daniele Particelli

Sono ancora in corso a San Fernando, nello stato messicano di Tamaulipas, le analisi per l’identificazione dei 72 cadaveri rinvenuti pochi giorni fa in una fossa comune situata in un ranch dei narcos.

Finora gli investigatori sono riusciti ad identificare 15 persone e la verità sul loro massacro è iniziata ad emergere.

Stando ad una prima ipotesi le 72 vittime - 58 uomini e di 14 donne - erano immigrati originari di Ecuador, El Salvador, Brasile e Honduras.

Volevano lasciare il Messico per raggiungere gli Stati Uniti. Sul loro cammino hanno incontrato i Los Zetas, gruppo paramilitare tra i più violenti nel panorama delle drug wars, che hanno preteso da loro dei soldi per poter varcare il confine.

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Messico: Felipe Calderon fiducioso sulla fine delle drug wars. "I narcos sono più deboli"

pubblicato da Daniele Particelli

FelipeCalderon

I narcotrafficanti messicani stanno diventando sempre più violenti - lo testimoniano le numerose aggressioni degli ultimi giorni - e questo, secondo il presidente del Messico Felipe Calderón, è sintomo di debolezza da parte loro.

I cartelli, rivela Calderón, si stanno indebolendo e, per compensare, hanno intensificato gli omicidi.

Le drug wars, come ormai saprete, sono scoppiate quando alcuni gruppi di narcos hanno deciso di espandere le proprie aree di controllo, andandosi quindi a scontare tra di loro.

Ed ora, così come sono iniziate, potrebbero terminare: i vari cartelli, sempre secondo Calderon, hanno messo in atto un processo autodistruttivo.

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Messico drug wars: scoperta fossa comune a San Fernando, almeno 72 i cadaveri

pubblicato da Daniele Particelli

militari_messico

Una nuova fossa comune, contenente numerose vittime delle drug wars messicane, è stata scoperta dai militari nei pressi di una fattoria di San Fernando, nello stato di Tamaulipas.

Il macabro ritrovamento è stato casuale: i militari sono intervenuti contro un gruppo di narcos - che era stato segnalato in quella fattoria - e dopo un conflitto a fuoco nel quale hanno perso la vita un agente e tra narcotrafficanti, è iniziata l’ispezione del luogo.

I cadaveri di 58 uomini e di 14 donne erano stati scaricati in una fossa, a pochi passi dal ranch.

Stando a quanto dichiarato dai militari che hanno condotto l’operazione, nella fosse sarebbero stati gettati i rivali del gruppo di narcos e le persone sequestrate in queste ultime settimane.

Via | CNN

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Filippine: ex agente prende in ostaggio un autobus di turisti. Otto morti.

pubblicato da Daniele Particelli

Si è conclusa ieri sera a Manila, nelle Filippine, la lunga trattativa delle autorità con Rolando Mendoza, ex poliziotto che, dopo esser stato espulso dal corpo di polizia, ha sequestrato un autobus con a bordo 22 turisti cinesi e tre filippini.

Dodici lunghe ore nel corso delle quali l’ex agente ha assecondato i suoi ex colleghi, rilasciando ostaggi ad intervalli regolari.

Dopo aver liberato una decina di persone, la situazione è precipitata: Mendoza ha intimato agli agenti di allontanarsi ed ha iniziato a sparare sugli ostaggi.

Ne ha uccisi 8 ed è stato freddato a sua volta dagli agenti: suo figlio e suo fratello, Leandro e Gregorio Mendoza, sono stati arrestati con l’accusa di complicità.

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Cambogia: fa strage di familiari che volevano evitare stupro e si suicida

pubblicato da Renato Marino


Ha ucciso cinque familiari perché si erano opposti allo stupro della cognata 16enne. Poi si è suicidato, impiccandosi. È accaduto in Cambogia, nella provincia di Svay Rieng, al confine con il Vietnam. L’aggressore, identificato come Nang, era entrato in casa della ragazza con la chiara intenzione di violentarla.

Quando genitori e parenti si sono opposti l’uomo ha estratto un coltello e ha ferito mortalmente sua moglie, il figlio di due anni, la suocera e due cognate. Altre 3 persone sono rimaste ferite. “L’aggressore aveva violentato già due volte la ragazza” ha affermato il capo della polizia provinciale.

Secondo i dati diffusi da un’associazione locale sono 194 i casi di stupro verificatisi a livello nazionale durante i primi cinque mesi di quest’anno. La maggior parte avvenuti nelle zone di campagna. Il 70% delle vittime aveva meno di 18 anni.

Via | The Phnom Penh Post
Foto | Flickr

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Sparatoria nella notte a Buffalo: quattro morti durante un addio al celibato

pubblicato da Daniele Particelli

sparatoriaCity Grill

E’ di quattro morti e quattro feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta questa notte di fronte ad un ristorante di Buffalo, nello stato di New York.

Almeno 100 persone, intorno alle 2.30, si trovavano davanti al City Grill per un addio al celibato. All’improvviso, riferiscono le forze dell’ordine, qualcuno ha iniziato a sparare.

Non è ancora chiaro chi siano gli autori della strage, né per quale motivo abbiano agito. Potrebbe trattarsi di un attacco casuale o forse diretto a qualcuno in particolare.

I proiettili hanno raggiunto otto persone: tre di loro sono morti sul colpo, un quarto è deceduto dopo il suo arrivo in ospedale, mentre tra i quattro feriti solo uno sarebbe in gravi condizioni.

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Strage sul posto di lavoro in Connecticut: ecco la telefonata al 911 fatta dall'assassino Omar Thornton

pubblicato da Daniele Particelli

E’ stata resa nota giovedì la telefonata fatta al 911 da Omar Thornton, il camionista 35enne che martedì scorso ha aperto il fuoco contro i suoi colleghi della Hartford Distributors di Manchester, nello Stato americano del Connecticut, uccidendo nove persone prima di togliersi la vita.

Poco dopo aver iniziato a sparare, Thornton si è chiuso in una stanza e da lì ha chiamato il 911:

Forse volete sapere perchè l’ho fatto. Questo è un posto di razzisti, mi hanno sempre trattato male qui. Hanno sempre trattato male tutti gli impiegati neri. Alla fine sono dovuto intervenire. Speravo di riuscire a prendere più persone.

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