
E’ ormai definitiva la condanna all’ergastolo più tre anni di isolamento diurno per Rosa Bazzi ed Olindo Romano, accusati della strage di Erba in cui persero la vita Raffaella Castagna con il figlio di 2 anni Youssef, sua madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.
Ieri, dopo poco meno di quattro ore di camera di Consiglio, la Suprema Corta ha emesso il suo verdetto, accogliendo la richiesta di conferma dell’ergastolo fatta dal sostituto procuratore generale Sante Spinaci.
Dopo la condanna in primo grado del 26 novembre 2008 e quella in appello del 20 aprile 2010, ora la sentenza della Cassazione mette una volte per tutte la parola fine a questo processo.
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E’ attesa in serata la sentenza della Corte di Cassazione, che dovrà decidere se confermare o meno la condanna all’ergastolo più tre anni di isolamento diurno per Rosa Bazzi ed Olindo Romano, già condannati in primo e secondo grado per la strage di Erba.
Nel corso dell’udienza, iniziata poco dopo le 11 nell’aula della prima sezione penale della Corte di Cassazione, non sono mancati i colpi di scena.
Azouz Marzouk, che nella strage ha perso la moglie Raffaella Castagna e il figlio Youssef, 2 anni, ha dichiarato di non essere più convinto della colpevolezza dei coniugi Romano - già in passato aveva espresso dei dubbi - ed ha revocato il mandato al suo legale, Roberto Tropenscovino, rinunciando così ad essere parte civile nel processo a carico dei due.

Due libri sulla strage di Erba (Il grande abbaglio, del 2008; L’enigma di Erba, del 2010) e uno speciale uscito la scorsa settimana su Oggi.it. Di (e con) Edoardo Montolli abbiamo parlato più di una volta su Crimeblog (qui la nostra ultima intervista).
Nuovi dettagli, materiale esclusivo, foto, intercettazioni, verbali degli interrogatori e più di un dubbio sulla colpevolezza dei coniugi Romano. Trovate tutto sulle pagine on line del settimanale, un libro-inchiesta multimediale da sfogliare, leggere, ascoltare. Noi abbiamo fatto qualche domanda all’autore.
Prima però riepiloghiamo la vicenda. La sera dell’11 dicembre 2006 in un appartamento di una corte ristrutturata nel centro di Erba (Como) vengono uccisi a sprangate e colpi di coltello Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, 2 anni, la nonna del bambino Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.

Tra meno di 20 giorni, il 3 maggio prossimo, la Corte di Cassazione dovrà esprimersi sul caso della strage di Erba e decidere se confermare o meno la condanna all’ergastolo per Rosa Bazzi ed Olindo Romano, stabilita in primo grado e già confermato il 20 aprile dello scorso anno dalla Corte d’assise d’appello di Milano.
Un giornalista della trasmissione televisiva Quarto Grado, in onda questa sera su Rete4, ha intervistato Azouz Marzouk, che nella strage di Erba ha perso la moglie e il figlio, che si è detto dubbioso circa la colpevolezza dei coniugi romano:
Metto in dubbio le indagini. Forse Rosa e Olindo sono innocenti, il processo è da rifare da zero, credo che si debba indagare anche su altri. Deve essere riaperto il caso e approfondire di più l’indagine. Forse sono innocenti, forse colpevoli, è meglio riaprire il caso. Il primo punto che mi fa pensare è quello schizzo di sangue che c’è nella porta posteriore dell’ingresso della casa, dove c’è il sangue di Raffaella che è stata colpita all’inizio da una persona che c’è già dentro.

Olindo Romano, condannato all’ergastolo insieme alla moglie Rosa Bazzi per la strage di Erba, è attualmente sotto processo per un’aggressione avvenuta il 27 gennaio 2009 nel carcere delle Novate a Piacenza.
Olindo, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, avrebbe messo in atto una sorta di resistenza per non far togliere dalla guardia un sacchetto di plastica che era stato attaccato alle sbarre della cella per convogliare l’acqua e non permettere che questa cadesse sul letto.
L’agente penitenziario, ne avevamo già parlato, era finito al pronto soccorso per curare le escoriazioni al volto e Olindo era poi stato spostato nel carcere di Opera.

La “volontà di umiliare i potenti Castagna”, l’odio verso quella famiglia “sorto da anni e a mano a mano cresciuto ed accumulatosi fino a rendere invivibile l’esistenza dei due coniugi”.
Queste le motivazioni della sentenza che, il 20 aprile scorso, ha confermato l’ergastolo e l’isolamento diurno per tre anni a carico dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati come autori della strage di Erba.
Lo scrivono i giudici della prima corte d’Assise d’appello di Milano. Un quadruplice omicidio, era dicembre del 2006, in cui furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef, la madre della donna, Paola Galli, e una vicina di casa.
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La Corte d’assise d’appello di Milano, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, ha decido di accogliere le richieste del sostituto procuratore generale, Nunzia Gatto, e confermare la pena all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno per Olindo Romano e Rosa Bazzi.
La situazione per i coniugi Romano non è cambiata rispetto al processo di primo grado: i due sono stati giudicati colpevoli di aver ucciso a colpi di spranghe e coltelli Raffaella Castagna, il figlio Youssef di appena 2 anni, la nonna del piccolo, Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini.

La tanto anticipata svolta nel processo per la strage di Erba non c’è stata: i giudici della seconda Corte d’Assise d’Appello di Milano si sono già riuniti in camera di consiglio per decidere le sorti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, già condannati all’ergastolo in primo grado.
Entro la fine della giornata sarà emessa la sentenza di secondo grado. Se i giudici decideranno di accogliere la richiesta del sostituto procuratore generale, Nunzia Gatto, la condanna all’ergastolo verrà confermata.
I due imputati non hanno rilasciato dichiarazione spontanee, ma hanno fatto sapere di non voler essere ripresi dalle telecamere al momento della lettura del verdetto.

Probabile svolta nel processo d’appello ad Olindo Romano e Rosa Bazzi, già condannati in primo grado all’ergastolo per il quadruplice omicidio dell’11 dicembre 2006, noto come la strage di Erba.
Domani, secondo il calendario, dovrebbe tenersi l’ultima udienza, poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio e dovrebbero uscirne con la sentenza entro la fine della giornata.
Questo è il programma, ma non è detto che venga rispettato: in queste ultime ore, infatti, sono emerse due intercettazioni del supertestimone Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla strage di Erba, risalenti al dicembre del 2006, pochi giorni dopo il massacro.
I due file audio, che saranno presentati domattina in Tribunale, sembrano confermare quanto sostenuto dalla difesa dei coniugi Romano: la confessione di Frigerio sarebbe stata indotta dal maresciallo dei carabinieri Luciano Gallorini.

E’ ripreso questa mattina a Milano, come vi abbiamo anticipato ieri, il processo che vede imputati Olindo Romano e Rosa Bazzi, già condannati in primo grado all’ergastolo per il quadruplice omicidio dell’11 dicembre 2006, noto come la strage di Erba.
Poco fa abbiamo letto l’intervista ad Edoardo Montolli, autore insieme a Felice Manti de “Il grande abbaglio“, nel quale vengono messi in evidenza i molti punti oscuri di questo processo, gli stessi punti oscuri che la difesa sta utilizzando per provare l’innocenza dei due coniugi.
Se Rosa Bazzi e Olindo Romano non sono colpevoli, chi ha commesso la strage? La difesa è pronta a sostenere la testimonianza di un detenuto che ha trascorso parte della sua pena nel carcere di Como insieme ad Azouz Marzouk, padre e marito di due delle vittime della strage.
Questo detenuto ha scritto una lettera nella quale sostiene che in questo processo sono state condannate le persone sbagliate. Secondo l’uomo, il delitto sarebbe maturato in carcere, come vendetta trasversale nei confronti di Marzouk.
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