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Reati finanziari

Salerno, 9 arresti: professionisti e imprenditori accusati di usura

pubblicato da Renato Marino in: Reati finanziari


Nove arresti sono stati eseguiti poche ore fa dalla Guardia di Finanza nel Salernitano per l’accusa di usura. In manette professionisti e imprenditori del Cilento: insospettabili dicono gli investigatori. Sei sono agli arresti domiciliari, gli altri in carcere.

Contestualmente le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli a due villaggi turistici, due locali commerciali, due mansarde e un appartamento per un valore totale di 4 milioni di euro. Per gli investigatori il gruppo era dedito all’usura e all’abusiva attività creditizia ed operava nel settore immobiliare, con un tasso di interesse del 7% mensile che poteva anche arrivare a superare il 186% annuo.

L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. In Italia secondo i dati di Sos Impresa il giro d’affari dell’usura è di 20 miliardi di euro all’anno.

Foto | ©TMNews

Messina: arrestato Marcello Intelisano, ex direttore Poste Giardini Naxos

pubblicato da Renato Marino in: Strano ma vero Reati finanziari


L’ex direttore dell’ufficio postale di Giardini Naxos (Messina) è stato arrestato oggi con le accuse di peculato e simulazione di reato. A Marcello Intelisano, 54 anni, sono stati concessi i domiciliari, riporta Live Sicilia.

Secondo le indagini dei carabinieri l’ex direttore avrebbe prelevato, in più tranche, qualcosa come 200 mila euro dalle casse dell’ufficio postale sostenendo di essere vittima di estorsione da parte di quattro persone che lo costringevano a prendere il denaro dalle casse dell’agenzia.

Per gli investigatori invece Intelisano si sarebbe inventato di sana pianta la storia dell’estorsione, da qui una delle contestazioni di reato. L’ex direttore dopo un’indagine interna era stato licenziato qualche mese fa da Poste Italiane. Con una parte dei soldi prelevati dall’agenzia Intelisano, sempre secondo le indagini, avrebbe iniziato a gestire un albergo in provincia, a Castelmola.

Foto | © TMNews

Euro: circolate banconote false per 7 miliardi nel 2011

pubblicato da Renato Marino in: Reati finanziari


Le banconote più a rischio sono quelle da 20 euro, poi ci sono quelle da 100, e l’anno scorso in Italia sono circolate banconote false per 7 miliardi, soprattutto nelle regioni del Nord.

I dati del XXI Rapporto sulla falsificazione dell’euro diffusi ieri dall’Ucamp, Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento del Tesoro, registrano un calo delle segnalazioni di euro falsi. Da GrNet:

Sono 145.879 le banconote esaminate e riconosciute come “false” dalla Banca d’Italia per un valore complessivo di quasi 7 miliardi di euro. Per le monete invece è stata accertata la falsità di 30.867 pezzi, per circa 35.000 euro. Le segnalazioni sono state 70.824 (erano 76.763 nel 2010 ovvero quasi l’8% in più), e sono state ritirate dalla circolazioni e/o sequestrate 83.509 banconote e 45.130 monete metalliche.

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Arrestato l’imprenditore della moda Tonino Perna: bancarotta l’accusa

pubblicato da Renato Marino in: Truffe e raggiri Reati finanziari


È stato arrestato stamane con l’accusa di bancarotta fraudolenta Tonino Perna, l’imprenditore della moda già a capo di It Holding, società che produceva per griffe nazionali di primo piano come Dolce e Gabbana, Gianfranco Ferrè, Romeo Gigli, Malo, Just Cavalli.

La società era stata  commissariata a dicembre 2009. A Perna viene contestato un crac da 61 milioni di euro. L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Guardia di Finanza di Isernia in base al provvedimento emesso dal Gip del Tribunale locale che ha anche disposto «ulteriori attività finalizzate al sequestro preventivo di beni riconducibili all’imprenditore».

La parabola della It Holding la ricostruisce Il Sole 24 ore:


Con Giancarlo di Risio, per lunghi anni amministratore delegato del gruppo, lancia sul mercato collezioni che spopolano come Versus, Versace Jeans Couture, D&G (…) passando per marchi di proprietà come Exté e Malo. Anche la Ferrè viene rilevata in due tappe successive, ma a un certo punto iniziano i problemi, a causa di un indebitamento finanziario netto di circa 300 milioni, pari a circa 4 volte la marginalità (e in Borsa la questione pesa).Il fatturato 2008 viaggia intorno ai 700 milioni, con un utile di pochi milioni di euro dopo tre anni di rosso; le banche, principalmente Efibanca, cercano di rientrare.

Il 23 dicembre 2009 Standard & Poor’s cala la mannaia: It Holding è in “selective default”, con quasi 300 milioni di debiti e 10 milioni di perdite a fine novembre. Nel febbraio 2009 il gruppo, fiore all’occhiello dell’intera Regione, viene affidato all’amministrazione straordinaria del ministro Claudio Scajola. (…) Da dove siano nati i problemi saranno le autorità a riferire. Ma, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, alla vicenda non sarebbe estraneo l’oneroso investimento in Diner’s Italia.

Via | IGN

San Raffaele: don Verzé indagato, fermato Piero Daccò

pubblicato da Renato Marino in: Truffe e raggiri Reati finanziari


Don Luigi Verzé ed altre 4 persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul San Raffaele. Il gruppo ospedaliero, fondato dal prete-manager, a settembre è stato ammesso al concordato preventivo quando era ormai quasi in bancarotta. Le accuse a carico degli indagati - tra cui ci sarebbe anche l’ex direttore Mario Valsecchi, sono di concorso in bancarotta.

Con la stessa contestazione di reato è stato fermato Piero Daccò, uomo d’affari residente a Londra e consulente del San Raffaele, per pericolo di fuga.

L’udienza di convalida si terrà giovedì o venerdì: la data dev’essere ancora stabilita dal gip Vincenzo Tutinelli. Il faccendiere avrebbe sottratto dalle casse del San Raffaele 3 milioni di euro. Secondo i pm milanesi, che martedì hanno interrogato fino a tarda notte i costruttori Zammarchi (anche loro indagati), sono tre gli episodi di concorso in bancarotta e in uno di essi risulta indagato anche il prete-manager. È la prima volta che Verzè compare come coindagato di Daccò per l’ipotesi di concorso in bancarotta. Sono indagati anche i costruttori Pierino e Giovanni Luca Giammarchi (padre e figlio), titolari di società che hanno fatto lavori per decine di milioni di euro per conto del San Raffaele.

Intanto la Guardia di Finanza sta procedendo ad effettuare perquisizioni all’ospedale San Raffaele, in abitazioni private e società. A luglio l’ex vicepresidente della Fondazione San Raffaele, Mario Cal, 71 anni, si era suicidato nel suo ufficio. Qualche giorno prima era stato sentito in procura sul buco nei conti del San Raffaele.

Foto | San Raffaele

Lamezia Terme: 6 arresti per l’accusa di usura, tassi al 200%

pubblicato da Renato Marino in: Reati finanziari


Sei arresti di altrettante persone coinvolte in un giro di usura a Lamezia Terme. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, che stamattina ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere, l’organizzazione colpita avrebbe praticato prestiti usurari arrivando ad applicare tassi del 200% all’anno.

Le accuse per gli arrestati sono a vario titolo di usura aggravata, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. A finire nelle rete dei presunti strozzini imprenditori di Lamezia e del comprensorio che avevano difficoltà ad accedere ai normali canali creditizi. In Italia il giro d’affari relativo all’usura si aggira - secondo gli ultimi dati di Sos Impresa - attorno ai 20 miliardi di euro.

Update (15:19) - Sono 10, e non 6, le persone arrestate a Lamezia nella mattinata. In carcere sono finiti Adriano Sesto, Bruno Cimino, Bruno Gagliardi, Francesco Pullia, Vincenzo Lo Scavo, Francesco Greco. Domiciliari concessi invece a Teresa Ferrise, Giuseppe De Fazio, Fabio Zubba e Ferdinando Greco.

Via | Cn24

Lele Mora resta in carcere: concreto il rischio di una fuga all'estero

pubblicato da Daniele Particelli in: Reati finanziari

In manette il talent scout dei vip Lele Mora

Lele Mora, arrestato il 20 giugno scorso con l’accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della LM Management, resta in carcere.

Lo hanno stabilito oggi i giudici del tribunale del riesame di Milano che hanno bocciato la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali del 56enne.

Le motivazioni? Visti i suoi collegamenti in Svizzera esiste la concreta possibilità che, se scarcerato, Mora possa andarsene dall’Italia.

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Napoli: scoperta zecca clandestina di monete da un euro

pubblicato da Renato Marino in: Reati finanziari


Un zecca clandestina per la produzione di monete da un euro è stato smantellata a Napoli. 107 i pezzi sequestrati in un laboratorio ricavato in un edificio adibito a locale commerciale, a due passi da piazza Garibaldi.

Il blitz è stato messo a segno dalla Guardia di Finanza che ha anche sequestrato materiale semilavorato utile a riprodurre qualcosa come altre 10.000 monete.

Un 30enne locatario dell’opificio clandestino, con precedenti penali, è stato denunciato. Le indagini mirano ora a risalire agli altri membri dell’organizzazione.

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In manette Lele Mora: bancarotta fraudolenta da 8,5 milioni di euro

pubblicato da Daniele Particelli in: Reati finanziari

In manette il talent scout dei vip Lele Mora

Una bancarotta fraudolenta da quasi 8,5 milioni di euro, un debito nei confronti del fisco di oltre 16 milioni di euro e la concreta possibilità di una fuga all’estero: per questo, ieri pomeriggio, sono scattate le manette per Dario Mora, meglio conosciuto come Lele, il talent scout ed agente dei vip.

Il 56enne è stato arrestato nei suoi uffici di viale Monza a Milano e trasferito, in tarda serata, nel carcere di San Vittore. Si legge su Il Messaggero:

Fatture per operazioni inesistenti e pagamenti verso un’altra società per investimenti immobiliari. Queste le modalità con cui Lele Mora si sarebbe reso responsabile di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, per oltre 8,5 milioni di euro, in relazione alla gestione della LM Management, società fallita di organizzazione e gestione di eventi. A quanto si apprende, l’agente avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 5 milioni e avrebbe distratto 3 milioni e 381mila euro drenandoli su Diana immobiliare, un’altra sua società poi fallita, come pagamenti per l’acquisizione di immobili. In sostanza, Lm Management acquistava case intestate a Diana immobiliare, che a sua volta le affittava alla Lm management come beni strumentali.

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Crac Parmalat: negati gli arresti domiciliari, Calisto Tanzi resta in carcere

pubblicato da Daniele Particelli in: Reati finanziari

Calisto Tanzi viene condotto in carcere il 5 maggio 2011

Calisto Tanzi, arrestato il 5 maggio e condotto nel carcere di Parma dopo la sentenza della Corte di Cassazione, dovrà restare dietro le sbarre.

Lo ha deciso oggi il Tribunale di Sorveglianza di Bologna che ha rigettato le istanze di scarcerazione presentate dai legali dell’uomo, che avevano chiesto di convertire la detenzione in carcere in quella di arresti domiciliari dopo la condanna a 8 anni e un mese per aggiotaggio.

Tanzi, che ora ha 72 anni, resta quindi rinchiuso in una cella singola della sezione dei “minorati fisici” della casa di reclusione di Parma.