mercoledì 10 febbraio 2010

Appello processo Parmalat: chiesti 11 anni e 1 mese per Calisto Tanzi

pubblicato da Daniele Particelli in: Reati finanziari Inchieste e processi

calisto_tanzi

Di Calisto Tanzi e del crack Parmalat ci siamo occupati spesso negli ultimi mesi: il 18 dicembre del 2008 si è concluso il processo di primo grado per l’ex patron dell’azienda parmense.

Le accuse erano di aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e concorso in falso dei revisori, che sono costate a Tanzi una condanna a 10 anni di carcere, rispetto ai 13 chiesti dal pm Eugenio Fusco.

Ora si è arrivati al processo d’Appello, che si sta svolgendo in queste ore a Milano. La Procura Generale ha chiesto che Tanzi venga condannato a 11 anni ed un mese di reclusione.

Tanzi è stato definito “il maggior beneficiario degli aggiotaggi compiuti e il principale protagonista del crac.

Continua a leggere: Appello processo Parmalat: chiesti 11 anni e 1 mese per Calisto Tanzi

venerdì 25 dicembre 2009

Crac Parmalat: Francesca Tanzi torna in carcere a Modena

pubblicato da Renato Marino in: Truffe e raggiri Reati finanziari


Torna in carcere Francesca Tanzi. La figlia dell’ex re del latte Calisto, si è presentata di sua volontà nella casa di detenzione di Modena dopo la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna di revocarle il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Decisione arrivata dopo il ritrovamento nella sua casa parmigiana di una “pinacoteca” nascosta.

La nuova indagine della Procura di Parma era partita da un servizio di Report. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è che, nell’imminenza del crac parmalat, Calisto Tanzi nascose le opere d’arte con l’aiuto del genero Stefano Strini e della figlia Francesca.

Secondo il procuratore Gerardo Laguardia quei quadri - in procinto di essere venduti, come risulta dalle intercettazioni telefoniche della GdF - “sono stati acquistati in massima parte con i soldi della Parmalat.”

Continua a leggere: Crac Parmalat: Francesca Tanzi torna in carcere a Modena

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

mercoledì 02 dicembre 2009

Napoli: arrestati tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate

pubblicato da Renato Marino in: Corruzione Reati finanziari


Tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate sono stati arrestati a seguito di un’indagine condotta dalla Gdf di Napoli. Sono accusati di aver effettuato controlli fiscali “ammorbiditi” in cambio di soldi e regali. Sequestrati 16.000 euro in contanti, preziosi, materiale informatico e costosi telefoni cellulari. Arresti domiciliari anche per un ex poliziotto: è accusato di aver tentato di informare gli arrestati delle indagini in corso nei loro confronti. Come riporta Lunaset:

gli accertamenti bancari effettuati dagli investigatori del Nucleo di Polizia tributaria di Napoli nei confronti degli indagati, hanno consentito di rilevare numerosi versamenti in contanti proprio in corrispondenza dei controlli eseguiti (delle 172 ispezioni fiscali svolte tra il 2005 e il 2006 dai funzionari arrestati, ben 121 si sono concluse senza nessun rilievo). I quattro - per loro, tranne per il poliziotto, l’accusa è di corruzione - hanno ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura. Due degli indagati si trovano agli arresti domiciliari, gli altri due, invece, in carcere.

Foto | Flickr

martedì 01 dicembre 2009

Clan Parisi: ecco l'avvocato col perfetto double face

pubblicato da Francesco in: Riciclaggio Reati finanziari

Magnifico il nostro Gianni di Cagno, avvocato barese per quattro anni membro del CSM e autore di due libri sulla criminalità organizzata: oggi è stato interdetto dall’attività professionale a seguito di indagini per contiguità e favori con la malavita locale. Aveva ricoperto anche la carica di vicepresidente della Provincia!

Insieme a Di Cagno son finiti nei guai anche l’avvocato Onofrio Sisto e la bella Elvira Savino, “indagata dalla procura antimafia di Bari nell’ambito dell’operazione che stamani ha smantellato il clan mafioso Parisi” (leggete qui) e rappresentata così dalla Gazzetta del Mezzogiorno:

Tra i nomi di assoluto primo piano l’on. Elvira Savino che risulta indagata per aver fatto da prestanome ad un boss per la realizzazione del campus universitario a Valenzano. L’on Savino (nata a Castellana Grotte nel ‘77) è stata eletta alla Camera dei deputati in forza al Pdl ed è salita all’onore delle cronache per il suo matrimonio celebrato nel settembre 2008 con Berlusconi come testimone di nozze.

Tra le 83 persone coinvolte nell’operazione figura anche il capoclan barese ‘Savinuccio’ Parisi e il boss Antonio Di Cosola, egemone dell’omonimo clan contrapposto agli Strisciuglio.

lunedì 30 novembre 2009

Calisto Tanzi: finanziavo Forza Italia su richiesta di Berlusconi

pubblicato da Francesco in: Corruzione Reati finanziari

E’ da un pò che non ci occupavamo di Parmalat qui su Crimeblog ed ecco che Il Sole 24 Ore ci viene in aiuto e riporta le parole di Calisto Tanzi oggi in aula:

«Finanziavo i politici per avere accesso al credito, per le nomine bancarie e per ottenere protezioni», disse Tanzi in un interrogatorio del 2004.

E poi:

Tra i politici finanziati da Calisto Tanzi ci fu anche Berlusconi. Questo ha raccontato l’ex numero uno di Parmalat nell’udienza del processo parmigiano per il crac del colosso alimentare. «Berlusconi aveva chiesto un aiuto per fondare il suo partito. - ha ricostruito Tanzi - Partecipai ad una riunione ad Arcore assieme ad altri imprenditori e lui ci disse che fare pubblicità sulle sue reti andava bene ugualmente». Sempre secondo il suo racconto, una parte delle inserzioni pubblicitarie destinate alla Rai furono «spostate su Mediaset».

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

domenica 29 novembre 2009

Stasera a Report la storia di Bernie Madoff

pubblicato da gabriele ferraresi in: Reati finanziari

madoff report rai tre

Questa sera a Report, su RaiTre, la storia di Bernie Madoff, il truffatore del secolo. Ne avevamo scritto noi e se ne era parlato anche su polisblog. Che ha fatto di male il povero Bernie? Bè, ha semplicemente messo in piedi una frode da 50 miliardi di dollari. Ai tempi in cui lo pizzicarono, lui spiegava di avere iniziato negli anni novanta, per reagire alla recessione.

Uh? Vediamo di spiegarla semplice: Madoff prometteva a chi gli affidava denaro rendite annuali estremamente vantaggiose. Inimmaginabili, per qualunque fondo d’investimento “onesto”. Come faceva? Semplice, con un modello tipico del marketing piramidale, pagava interessi mostruosi a chi gli affidava milioni di dollari, con i milioni di dollari che qualcun altro nel frattempo gli aveva affidato.

Un sistema che si mordeva la coda, destinato a implodere. E infatti è imploso: ma tra i clienti di Madoff, non c’erano esattamente dei poveri risparmiatori - o meglio c’erano, in fondo alla catena - ma…

I clienti di Madoff erano perlopiù grandi istituti finanziari e investitori istituzionali, sui quali ricadranno le conseguenze delle truffa. Diverse banche in tutto il mondo hanno dichiarato di essere esposte verso il fondo di Madoff sia direttamente, sia attraverso fondi da loro gestiti. Tra le italiane si segnala Unicredit per 75 milioni di euro e il Banco Popolare per 8 milioni. Più gravi invece le ricadute per altri istituti europei come Royal Bank of Scotland esposta per circa 445 milioni di euro, la spagnola Bbva per circa 300 milioni di euro e la francese Natixis con perdite pari a 450 milioni di euro. L’importo più consistente ad oggi sembra essere quello del gruppo britannico HSBC esposto per circa un miliardo di dollari e della società di gestione Fairfield Greenwich Group che ha investito nel fondo di Madoff oltre metà del suo patrimonio per una cifra di 7,5 miliardi di dollari

Dichiaratosi colpevole, Madoff dovrà scontare 150 anni di carcere - traduzione: fine pena mai, o meglio, fine pena tra non tanto, visto che sembra che ad agosto abbia dichiarato di avere un cancro. Se volete saperne di più quindi:

Madoff, la Grande Truffa, di William Foxton e Robert Vaughn, domenica 29 alle ore 21,30 su Rai Tre

martedì 24 novembre 2009

Bonn: banchiera 62enne toglieva ai ricchi per aiutare i poveri, condannata a 22 mesi di carcere con la condizionale

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Reati finanziari

ErikaB

Ecco una storia curiosa che arriva dalla Germania, più precisamente da un piccolo paesino a pochi chilometri da Bonn, dove la direttrice di una filiale della Vr-Bank è stata condannata a scontare 22 mesi di carcere per un ammanco di 1,1 milioni di euro.

La donna, Erika B., 62 anni, ha agito per un paio di anni da moderna Robin Hood, togliendo ai ricchi per dare ai poveri. Conosceva bene tutti i suoi clienti - i residente nel piccolo comune sono circa 1500 in totale - ed era stanca di vederli costretti a chiudere i conti ormai in rosso.

Così aveva escogitato un sistema all’apparenza infallibile: non appena un conto andava in rosso, lei vi trasferiva dei soldi dai conti più cospicui. Una volta che il clienti aveva provveduto a coprire il debito, la donna ritrasferiva la somma prelevata sul conto originario.

Questi passaggi sono andati avanti dal dicembre 2003 al febbraio 2005 e in 117 diverse transazioni sono stati spostati qualcosa come 7,6 milioni di euro.

Continua a leggere: Bonn: banchiera 62enne toglieva ai ricchi per aiutare i poveri, condannata a 22 mesi di carcere con la condizionale

martedì 27 ottobre 2009

Filiali banche svizzere nel mirino: blitz GDF a San Marino

pubblicato da gabriele ferraresi in: Reati finanziari

ispeazione gdf san marino

Blitz della Guardia di Finanza: 76 filiali di istituti di credito elvetici sono state perquisite stamattina. Si trattava di filiali a San Marino, altro mezzo paradiso fiscale - senza stare a scomodarsi con le Isole Cayman, Lussemburgo, Montecarlo… - i cui clienti, secondo l’Agenzia delle Entrate, avrebbero potuto fare, ehm, qualcosa di poco chiaro.

I controlli della GDF sono quindi preventivi, e mirano, nelle parole del comunicato dell’Agenzia a

garantire il preciso e puntuale rispetto degli obblighi di comunicazione e, dunque, la completezza dei dati contenuti nell’Archivio dei rapporti finanziari. Informazioni che rivestono fondamentale importanza ai fini della lotta agli illeciti fiscali internazionali e, più in generale, del contrasto all’evasione

Ok, tutto giusto. Intanto, se volete rileggetevi il vecchio post in cui vi spiegavamo come riciclare denaro sporco.

Foto | Flickr

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

mercoledì 14 ottobre 2009

Riposto, Catania: arrestato dalla GDF con l’accusa di usura Mario Di Bella, interessi al 400%

pubblicato da Renato Marino in: Reati finanziari


Dell’elevato rischio usura in tempi di crisi economica e di, conseguente, difficoltà di accesso ai normali canali creditizi abbiamo parlato più di una volta. Questa volta siamo a Riposto, Catania. Mario Di Bella 41 anni, è stato arrestato dalla Gdf con l’accusa di usura.

Secondo le Fiamme Gialle avrebbe prestato denaro, assieme ad un complice, praticando un tasso d’interesse del 400% all’anno. A denunciare il presunto strozzino è stato un commerciante della zona.

L’uomo ha raccontato ai militari della Gdf di essersi rivolto a Di Bella chiedendo un prestito di 5.000 euro, a fronte del quale si sarebbe trovato a dover pagare rate da 500 euro a settimana.

Continua a leggere: Riposto, Catania: arrestato dalla GDF con l’accusa di usura Mario Di Bella, interessi al 400%

venerdì 18 settembre 2009

Monopoli, Bari: tassi d'interesse fino al 900%, arrestati tre presunti usurai nell'operazione "Orco"

pubblicato da Renato Marino in: Estorsione e racket Reati finanziari


Avrebbero praticato tassi di interesse sul denaro dato in prestito che arrivavano anche al 900%. Dopo accurate indagini, le Fiamme Gialle di Monopoli hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di altrettante persone accusate di aver messo in piedi un giro d’affari - fatto di usura ed estorsioni - che fruttava centinaia di migliaia di euro.

I tre presunti usurai operavano, secondo la Gdf, nei comuni di Monopoli, Polignano a Mare, Conversano e Mola di Bari. A finire nella rete degli “strozzini” imprenditori locali in difficoltà. La crisi economica e le correlate difficoltà di accesso al credito hanno reso soprattutto le piccole imprese più vulnerabili di fronte all’azione degli usurai.

Lo scorso anno, secondo i dati diffusi da Confesercenti per bocca del presidente nazionale Marco Venturi, sono state 15.000 le imprese costrette a chiudere perchè “sovraindebitate e spesso strozzate”.

Via | Corriere Salentino
Foto | Flickr

Network Blogo