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Reati d'opinione

Beppe Grillo condannato per diffamazione: 50mila euro alla Fininvest

pubblicato da Renato Marino in: Reati d'opinione


È stato condannato per diffamazione Beppe Grillo, comico, blogger, leader del movimento Cinque stelle. Dovrà versare 50mila euro di risarcimento alla Fininvest perché in un suo scritto pubblicato da Internazionale nel 2004 - Il caso Parmalat e il crepuscolo dell’Italia - faceva un paragone tra il Biscione e Parmalat: erano i giorni del crack finanziario dell’azienda alimentare.

Il comico genovese nel difendersi dall’accusa aveva puntato sul carattere satirico del pezzo, ma ieri la corte d’appello di Roma lo ha giudicato diffamatorio. Nell’articolo in sostanza si paragonava il modo di agire di Fininvest con quello di Parmalat.

Sul suo blog nessun commento finora alla sentenza, l’utimo post è quello che ha suscitato la polemica di ieri: Il Rasoio di Monti - ribattezzato da Grillo Rigor Montis - e un’immagine, un fomontaggio, che raffigura il premier dentro una bara a forma di auto con su scritto «articolo 18».

Foto | ©TMNews

Sanremo: allestiscono scene porno sul balcone

pubblicato da Vito Parisi in: @!#** Strano ma vero Reati d'opinione

Si era preannunciato come un classico pomeriggio estivo quello degli inquilini di un palazzo di corso Matuzia, a Sanremo. Invece la temperatura è salita di patrecchi gradi, e non a causa del clado.

Gli accaldati condomini hanno invece assistito alle riprese di una scena porno sul balcone di un palazzo. Il film, che veniva girato già da qualche giorno (in interni) ha spostato ieri la location sul balcone, dove un’attrice ed un aitante attore hanno dato spettacolo (letteralmente) con una scena di sesso orale davanti a una decina di spettatori.

Se molti dei condomini hanno trovato al cosa divertente non è stato così per altri, che non solo non hanno gradito la performance ma hanno sporto denuncia per tutelare il buon nome della zona. Proprio l’avvocato Fabrizio Spigarelli, incaricato dai condomini, ha spiegato che

Il set all’interno dell’appartamento era stato allestito giorni prima e sempre sul balcone era stata girata una prima scena, ma in quella occasione era stato sistemato un parapetto nero che garantiva una certa privacy

La paura, stando ai condomini, è che si possa ripetere un fatto simile magari davanti a dei minori o che il palazzo (e di conseguenza la zona) venga recepito dal pubblico come un luogo “insalubre”.

Neonazi a Passau: accoltellato Alois Mannichl, Capo della polizia

pubblicato da gabriele ferraresi in: Reati d'opinione Terrorismo ed eversione Foto e video

“Stronzi nazisti” li ha definiti Battiato in un concerto, ieri, dedicato alla memoria di Edith Stein. Non poteva sapere che proprio in quelle ore si consumava , in quel di Passau, un’aggressione a sfondo inequivocabilmente neonazista ai danni di Alois Mannichl, Capo della Polizia della “città dei tre fiumi

Mannichl, 52 anni e dal 2004 ai vertici della polizia locale, ha descritto il suo aggressore come un uomo alto 1 metro e 90 e massiccio, con la testa rasata o comunque i capelli rasati cortissimi, che parlava un dialetto bavarese con possibile sfumature austriache

Qui sopra trovate il video di un meeting, sempre a Passau, dove si sono incontrate alcune teste rasate. Dopo il salto ne trovate uno che racconta la vicenda di Alois Mannichl, e qui sotto alcune sue foto.

Alois Manncichl: accoltellato da un neonazi a casa sua
Alois Manncichl: accoltellato da un neonazi a casa suaAlois Manncichl: accoltellato da un neonazi a casa suaAlois Manncichl: accoltellato da un neonazi a casa sua

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UK: processo a professore pedofilo, le prove lo inchiodano, ma lui nega

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Reati d'opinione

il professore Mark LittleSi sta svolgendo in questi giorni a Chester, Inghilterra, il processo che vede imputato Mark Little, insegnate di 28 anni accusato di aver portato avanti una relazione sessuale con una sua studentessa di 14 anni.

Little, secondo quanto emerso in aula, avrebbe approfittato per alcuni mesi della cotta che la giovane studentessa aveva nei suoi confronti e in più di un’occasione si sarebbe apparato in automobile con lei.

I due comunicavano prevalentemente tramite i noti Myspace e MSN e la giovane aveva tenuto traccia di tutti i messaggi ricevuti dal suo “amore proibito”. Trascrizioni che ha poi inviato ad una sua compagna, che invece di complimentarsi con lei ha pensato bene di consegnare tutto il materiale al preside della scuola.

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Talpe alla dda di Palermo: obbligo di firma a Bagheria per Giuseppe Ciuro

pubblicato da gabriele ferraresi in: Reati d'opinione Mafia

Giuseppe CiuroVi ricordate la polemica sulle intercettazioni tra Marco Travaglio e Giuseppe d’Avanzo? Se ne era parlato abbondantemente su polisblog. In tutto questo, era saltato fuori un nome, nel j’accuse lanciato da d’Avanzo al collega de “La Repubblica”. Quel nome era quello di Giuseppe Ciuro, ex maresciallo dei carabinieri con l’hobby dello spionaggio conto terzi.

Una talpa insomma, alla dda di Palermo, secondo gli inquirenti. D’Avanzo rinfacciava a Travaglio di essersi incontrato con Ciuro: è notizia di oggi che i magistrati palermitani hanno deciso che l’ex maresciallo - i quali considerano il nostro un “soggetto socialmente pericoloso, una figura estremamente compromessa col sistema criminale” - condannato in appello a 4 anni e 8 mesi dovrà mantenere l’obbligo di residenza - e di firma - nel comune di Bagheria.

Foto|Archivio Repubblica

Treviso: piccole imprenditrici crescono

pubblicato da Vito Parisi in: Prostituzione Reati d'opinione

Ormai si sente di tutto, e quel che è più triste è che dobbiamo constatatare che le giovani generazioni non riescono più nenche a distinguere tra ciò che è giusto e cosa non lo è. E’ il caso di Treviso, dove una ragazza di 12 anni ha pensato di poter procurarsi il denaro per fare shopping vendendo a scuola delle sue foto osè.

L’attività era strutturata in maniera semplice. Allo squillo della campanella la ragazzina si chiudeva in bagno, dove scattava delle foto osè che poi vendeva per pochi euro ai suoi compagni di classe. Con il ricavato soddisfava le sue “esigenze” di ampliare il proprio guardaroba con abiti firmati.

E’ stato proprio questo insolito aumento del guardaroba della ragazza a insospettire i genitori, che hanno segnalato la cosa alla scuola. La direttrice, allertata, ha tenuto sotto controllo la ragazza che è stata sorpresa nel bagno durante una delle sue “sessioni” fotografiche. Alla richiesta di spiegazioni da parte della direttrice scolastica la ragazzina ha ammesso candidamente la propria attività via MMS.

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Bulent Ersoy nei guai per il confiltitto curdo

pubblicato da Magno in: Reati d'opinione

Ecco una differenza tra noi e la Turchia, oggi come oggi: da noi è reato sottrarsi al servizio militare, da loro è reato parlare troppo dei militari. Bulent Ersoy, famosa cantante e donna di spettacolo con un passato da uomo, è in Tribunale per aver detto pubblicamente che non avrebbe voluto un figlio soldato, a combattere contro i Curdi.

Bulant è ancora il suo nome da maschio e per il suo paese di lotte con l’opinione pubblica ne ha fatte parecchie: bannato dalla televisione per anni e impossibilitato perfino a cambiare ufficialmente generalità dopo la trasformazione da uomo a donna, è tuttora una delle star più amate in Turchia. Secondo me è un bel personaggio, specialmente di questi tempi in cui l’Italia è insofferente per gay, trans e compagnia bella…

Grand Theft Auto IV, il Codacons ne chiede il ritiro dal commercio in 104 Procure della Repubblica

pubblicato da Dario Folchi in: Internet Reati d'opinione Inchieste e processi


Istigazione a delinquere. Questa l’accusa che il Codacons ha ipotizzato nei confronti di Grand Theft Auto IV (qui la recensione completa di GamesBlog), chiedendone il ritiro dal commercio congiuntamente in ben 104 Procure della Repubblica.

Il videogioco, già campione d’incasso ad appena poche settimane dal lancio, vede il protagonista Niko Bellic, un clandestino serbo sbarcato a Liberty City, una città fittizia degli USA (ma molto simile a New York), tentare una escalation criminale che lo porterà, al pieno raggiungimento degli obiettivi, a diventare un capoclan mafioso.

Per raggiungere lo scopo, con grafica mozzafiato e azioni di gioco serratissime, unite a intermezzi di stampo cinematografico, il giocatore dovrà interagire con un’intera città che è costruita con dettagli maniacali e interamente e liberamente girabile, nella quale compierà e assisterà a crimini di varia natura, quali furti, stupri, scippi, prostituzione, pestaggi.

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Bargischow: il partito neonazista Npd al 31%

pubblicato da gabriele ferraresi in: Reati d'opinione Terrorismo ed eversione


In Italia volte ci si preoccupa di Borghezio o di Gentilini. Ma in Europa ci sono delle realtà che nemmeno immaginiamo. Come Bargischow, per esempio, al nord della Germania. Sei chilometri dal Mar Baltico, appena una trentina dal confine con la Polonia. Caratteristica principale? Il locale partito neonazista prende il 31% dei voti.

Nella disoccupazione e nella depressione di un’area da sempre tra le più povere della Germania, le nuove destre - e allo stesso tempo vecchissime - hanno affondato i denti. Feste neonaziste, celebrazioni per i compleanni dei gerarchi, feste dello sport militare e del raccolto. E il brivido di giocare a “a ce l’hai” da piccoli, gridando “Judenklatschen”, qualcosa più o meno come “acchiappa l’ebreo”.

Se ne parlava sul Tagesspiegel qualche settimana fa, e oggi sul Corriere:

I partiti democratici in molti dei villaggi della Pomerania sono una chimera. In molti casi i comuni sono retti da giunte di estrema destra molto più potenti di chi era stato legittimamente eletto. Anche la polizia e i sindaci hanno paura di intervenire, la zona a Ovest della Pomerania è un modello per le formazioni neonaziste di tutta Europa

Il delitto Matteotti

pubblicato da Dario Folchi in: Corruzione Crimine nella storia Reati d'opinione Politici Genocidi e dittature

Tra gli atti fondanti del ventennio fascista, terminato il 25 aprile di 63 anni fa, c’è un crimine tristemente famoso, quello del parlamentare e segretario del Partito Socialista Unitario Giacomo Matteotti.

Era il 10 giugno del 1924. Come era solito fare, Matteotti si stava dirigendo da casa a piedi verso Montecitorio. Sotto i platani del lungotevere c’era parcheggiata un’auto, con a bordo Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo. Erano uomini della polizia politica, allora ancora denominata Ceka, in seguito OVRA, che lo stavano aspettando.

Il 30 maggio del 1924, Matteotti aveva pronunciato alla camera un discorso nel quale denunciava apertamente e senza giri di parole i numerosi brogli dei quali si era reso autore il partito fascista durante le elezioni, contestandone la validità. “Io il mio discorso l’ho fatto, ora voi preparate l’orazione funebre per me”, sono le parole che disse ai compagni di partito subito dopo.

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