
E’ già tornato dietro le sbarre il 35enne Pasquale Pagana, evaso mercoledì mattina dalla caserma della Polizia penitenziaria del carcere di Bollate, dove era impiegato come addetto alle pulizie insieme al coetaneo Pasquale Romeno.
Approfittando della poca sorveglianza - il carcere di Bollate è una struttura a custodia attenuata riservata ai detenuti modello - i due detenuti sono fuggiti.
Hanno fermato una macchina, costretto la giovane autista e scendere ed hanno guidato fino a viale Zara. Lì si sono separati.
Pagana, cocainomane e rapinatore, avrebbe terminato di scontare la sua pena da lì a pochi mesi, ma, come ha scritto una lettera indirizzata alla direttrice del carcere, Lucia Castellano, non poteva aspettare.
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Una rapina organizzata per tempo, nei minimi dettagli, ha permesso ad una banda di impossessarsi di due cassaforti contenenti centinaia di migliaiai di euro.
E’ accaduto la notte scorsa alla periferia di Matera, nel centro commerciale Venusio.
Nei giorni scorsi la banda aveva rubato un escavatore e lo aveva nascosto nei pressi del centro commerciale. Ieri sera, prima del colpo, hanno steso delle fasce chiodate sulla strada di accesso al centro, in modo da rallentare l’arrivo delle autorità.
Poi, con calma, hanno sfondato un muro del centro commerciale ed hanno scardinato le due cassaforti.

Un uomo di 46 anni è finito in manette questa mattina con l’accusa di aver rapinato e violentato, tra il mese di maggio e quello di luglio, ben otto prostitute residenti nell’hinterland di Verona.
Il presunto rapinatore era già noto alle forze dell’ordine. Nel 2006, infatti, era stato arrestato per una serie di rapine commesse, sempre a Verona, ai danni di donne.
Il suo modus operandi è ben descritto da L’Eco Di Bergamo:
Avvicinava le vittime in auto, poi, col pretesto di mettere il giubbino nel bagagliaio, scendeva e copriva la targa del proprio veicolo dopodiché, una volta all’interno dell’abitacolo, minacciava con una pistola le sue vittime facendole spogliare completamente e gettando i loro vestiti fuori dalla macchina, per poi pretendere e consumare un rapporto sessuale; al termine della violenza, sempre sotto la minaccia della pistola, si impossessava dei loro soldi, incasso della serata.

Aveva ragione l’Interpol: anche i criminali utilizzano i popolari social networks e la collaborazione dei cittadini può essere fondamentale per la loro cattura.
E’ quello che è accaduto nelle Filippine con il 28enne Mark Dizon, tecnico informatico arrestato con l’accusa di aver ucciso 9 persone. Il giovane, che aveva aperto un account su Facebook, è stato identificato da due testimoni e quindi arrrestato.
Gli omicidi, come confermato dal capo ispettore della polizia Joel Mariano, sono avvenuti nel corso delle ultime tre settimane. Le prime due vittime sono state Geoffrey Alan Bennun, 60 anni, e la sua fidanzata Abegail Helina, di 20 anni.
Dizon si è introdotto nella stanza dell’Oasis Hotel che in cui i due stavano alloggiando, li ha uccisi con un’arma da fuoco ed ha portato via tutti gli apparecchi elettronici che i due avevano con loro.
C’è quasi sicuramente una rapina finita male dietro la morte della 74enne Emilia Tortella, uccisa con una coltellata al cuore nella sua abitazione a Guastameroli di Frisa, in provincia di Chieti.
Ferito gravemente il marito, Gino Del Bello, 80 anni, colpito al cranio e al volto. A fare il ritrovamento è stato il figlio della coppia, Antonio, che è andato a far visita ai genitori come faceva ogni giorno.
E’ stato lui è chiamare i soccorsi e far portare il padre all’ospedale di Lanciano, dove è tuttora ricoverato.
Secondo una prima ricostruzione, la coppia sarebbe stata vittima di un tentativo di rapina finita male. Sul posto sono giunti i carabinieri del comando provinciale di Chieti, che stanno eseguendo tutti gli accertamenti del caso.
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E’ già finita la fuga di El Fadly Aly Amr, il 29enne egiziano evaso domenica dal carcere di Lecco insieme a Nicodemo Romeo, 27 anni.
L’arresto è avvenuto ieri a Pompiano, in provincia di Brescia, dove la sorella dell’evaso gestisce una pizzeria.
Il 27enne, pur sapendo di essere ricercato, è passato a trovare la parente, che però al momento è in vacanza in Egitto: lì i Carabinieri si sono accorti di lui ed hanno nuovamente fatto scattare le manette.
El Fadly Aly Amr, che era finito in carcere per rapina e lesioni personali aggravate, è quindi tornato dietro le sbarre, mentre Nicodemo Romeo risulta ancora latitante.
Via | Qui Brescia
False t-shirt dell’FBI, finti distintivi al collo: così tre rapinatori si sono hanno cercato di introdursi in un’abitazione di Cooper City, in Florida.
Dopo aver gridato “FBI! Aprite!“, hanno provato ad entrare, ma gli inquilini - padre, madre e tre figli - prima di fare qualunque cosa hanno allertato le autorità, quelle vere, che hanno confermato loro che i tre erano impostori.
A quel punto il padre ha imbracciato il fucile ed ha fatto fuoco, facendo scappare i tre rapinatori a gambe levate.
La porta principale è stata danneggiata, mentre i tre sospetti sono ancora in fuga, ricercati dalle autorità.
Via | LiveLeak

Ci è già capitato di parlare di rapinatori che si fingevano poliziotti: dal caso dei due iraniani a Roma a quello, più recente, della banda di Rho, che prendeva di mira le prostitute.
E’ quello che faceva anche la banda di nomadi sgominata in queste ore a Vicenza, solo che in questo caso le vittime preferite erano anziani e disabili, residenti tra il vicentino e il veronese.
Almeno 30 gli episodi contestati ai cinque nomadi arrestati: si spacciavano per militari dell’arma in borghese e, una volta entrati nelle abitazioni dei malcapitati, portavano via tutto quello che trovavano, contanti, oggetti d’oro, apparecchi elettronici e persino generi alimentari.
Secondo gli inquirenti, la banda potrebbe aver operato anche in Lombardia e Piemonte e non avrebbe esistato a ricorrere all’uso della violenza, soprattutto contro i disabili.

Rapina finita in tragedia ieri sera a Palo del Colle, a pochi chilometri da Bari, dove due giovani rapinatori si sono recati, in sella ad una motocicletta, presso la stazione di rifornimento Tamoil della zona.
Hanno intimato al gestore di consegnar loro l’incasso, ma l’uomo, armato di pistola, ha fatto fuoco contro di loro, ferendo il 23enne Giovanni Buonamico, incensurato.
A quel punto i due rapinatori sono fuggiti, ma le condizioni di Buonamico erano così gravi da spingere il suo complice ad abbandonarlo in una cava di calcestruzzo a pochi chilometri di distanza dal luogo del ferimento.
E’ stata una chiamata anonima, forse fatta proprio dal complice, a segnalare il corpo di Buonamico, che è stato subito soccorso e trasportato in ospedale, dove è deceduto nella nottata.

Erano sette i banditi che questa mattina, armati di fucili, hanno bloccato un furgone portavalori, immobilizzato le guardie e preso tre valigette contenenti 500.000 euro. Il tutto davanti ad un gruppo di studenti che si trovava a passare da lì con un bus.
Il commando ha agito alle porte di Villanova Strisaili, nell’Ogliastra, vicino al cimitero cittadino. I malviventi, secondo una prima ricostruzione dei fatti, hanno lasciato una Land Rover di traverso sulla strada, in modo da bloccare il blindato della Metropol Sardegna. Poi hanno tamponato il mezzo con un Daily Iveco.
Le guardie, tre, sono state legate e le loro teste sono state coperte con un sacco di iuta. Uno dei banditi è salito sul blindato e dopo averlo cosparso di liquido infiammabile ha appiccato il fuoco. Le guardie sono riuscite a scendere dal mezzo mentre il gruppo fuggiva a bordo di un’auto di grossa cilindrata.
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