
Si è conclusa questa mattina all’alba, con l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare, un’inchiesta atta a smantellare un clan criminale dedito allo sfruttamento della prostituzione nella piana d’Albenga.
Tabula Rasa, questo il nome dell’inchiesta e della relativa operazione, ha portato all’arresto di 17 persone - italiani, rumeni ed albanesi - con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi da guerra e il già citato sfruttamento della prostituzione.
Gli arresti sono stati eseguiti dai comandi provinciali di Savona, Genova, Torino e Imperia al termine di due anni di indagini iniziate nel 2008 dopo l’omicidio di una giovane prostituta.
Da quanto è emerso fin’ora, pare che le prostitute fossero costrette ad obbedire, come succede spesso in questi casi, con minacce e violenze. Il ruolo dell’aguzzino era ricoperto dalla donna del capo dell’organizzazione.

Guai in vista per l’ex cestista dell’NBA Alvin Cyrrale Robertson, classe 1962, arrestato con l’accusa di pedofilia e violenza sessuale.
Robertson avrebbe partecipato al rapimento e allo stupro di gruppo di una 14enne residente a San Antonio: la giovane, secondo l’accusa, sarebbe stata costretta ad esibirsi in uno strip club e ad avere rapporti sessuali con clienti del locale.
Una volta riuscita a fuggire, la giovane denunciò il fatto e ben 7 persone furono arrestate. Robertson, invece, era risultato latitante.
L’arresto è avvenuto ieri a Bentonville, nell’Arkansas. L’ex giocatore è stato ufficialmente incriminato per violenza sessuale su minorenne, traffico di minorenne finalizzato ad attività sessuali e per avere costretto la minore a rapporti sessuali con i clienti dello strip club.
Via | Philadelphia Inquirer

Andres Ronald Avedano, colombiano di 25 anni, è stato arrestato a Trieste nel corso di un’indagine su un caso di violenze sessuale ai danni di una ragazzina minorenne che si prostituiva in cambio di ricariche telefoniche e piccole somme di denaro.
Si tratta della terza persona arrestata in relazione al caso: il primo, un cittadino italiano di 65 anni, era finito in manette lo scorso novembre, mentre a dicembre era stato arrestato un 45enne, sempre italiano, anche lui accusato di violenza sessuale ai danni della stessa minorenne.
L’arresto dei due pedofili italiani non era servito da deterrente per il cittadino colombiano, che era rimasto in contatto con la 13enne: qualche giorno fa gli agenti di Trieste, che stavano monitorando la ragazzina, hanno intercettato una foto piuttosto esplicita inviata dalla 13enne al colombiano.

Tre persone sono finite in manette in provincia di Bari in relazione ad alcuni episodi di violenza sessuale ai danni di minorenni.
Un ragazzino di 13 anni è stato costretto dai propri genitori, di 40 e 44 anni, a prostituirsi: i due lo accompagnavano da un contadino di 55 anni che, in cambio di somme che andavano dai 5 ai 10 euro, abusava sessualmente di lui.
L’arresto è scattato al termine di oltre un mese di indagini scattate grazie alla segnalazione di alcuni vicini di casa del pedofilo, che si sono insospettiti dal via vai.
Il pedofilo, che avrebbe abusato anche di altri due minorenni, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
Continua a leggere: Bari: facevano prostituire il figlio di 13 anni in cambio di pochi euro

Si torna a parlare di Piero Marrazzo, l’ex presidente della Regione Lazio, e dello scandalo che lo ha visto coinvolti nei mesi scorsi.
A fine dicembre vi avevamo parlato di Paloma, la transessuale interrogata per oltre 12 ore che aveva rivelato dettagli che avrebbero potuto aggravare la posizione di Marrazzo.
Nei giorni scorsi, in gran segreto, l’ex presidente della Regione Lazio è stato sentito dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli proprio in relazione a quelle dichiarazioni.
Marrazzo, stando a quanto si è appreso, avrebbe ammesso di aver conosciuto Paloma e di aver consumato cocaina con lei, ma ha negato di aver utilizzato il denaro della Regione, come insinuato da Paloma.

Dopo quello del rapinatore muto, un altro arresto è stato messo a segno, questa volta a Bollate, nel Milanese: in manette è finito un 25enne pregiudicato che da tempo era solito aggredire e rapinare giovani prostitute.
Anche lui aveva un proprio modus operandi: avvicina le ragazze presenti sulla statale Varesina, consumava il rapporto sessuale e dava inizio all’aggressione, con calci e pugni, che terminava sempre con una rapina.
Tre le vittime accertate, ma secondo gli inquirenti il numero potrebbe salire. L’ultima, una ragazza romena di 22 anni, subito dopo esser stata picchiata e derubata, è riuscita a contattare le autorità con un secondo cellulare che il rapinatore non aveva visto.
Il giovane è stato arrestato nel giro di qualche ora. Ora sono in corso le indagini per individuare altri possibili colpi messi a segno dal giovane.
Via | TgCom

Nuovi dettagli sul caso della transessuale Giovanna, al secolo Carlos Eduardo Fernandes, trovata morta il 26 dicembre in un canneto ad Ostia Antica.
La vittima, 31 anni, in passato aveva avuto problemi con la legge connessi alla sua attività e mentre si attendono i risultati dell’autopsia è già stata fatta una prima ricostruzione del delitto.
Ne parla Il Giornale:
Dopo il drammatico epilogo in zona Castelporziano, al «Dazio», il killer avrebbe messo il corpo nella busta di plastica e, nascondendolo nel bagagliaio di un Suv o di un fuoristrada, l’avrebbe portato nell’area «Saline» di Ostia Antica percorrendo l’intera via del Collettore Primario. Da qui altri 800 metri lungo il viottolo che costeggia il canneto sull’argine del fiume per poi sbarazzarsene dandolo «in pasto» a topi e nutrie che vivono nel territorio della Bonifica. Sicuro che nessuno per settimane l’avrebbe scoperto, tanto da lasciarlo con i pochi abiti che aveva nel momento dell’uccisione.

Si torna a parlare del caso Marrazzo, di cui ci siamo occupati più volte nel corso degli ultimi mesi.
Mentre si continua ad indagare sulla morte della trans Brenda e del pusher Gianguarino Cafasso, ieri sono spuntate le dichiarazioni della trans Paloma, che potrebbero complicare la situazione dell’ex Governatore della Regione Lazio.
Ho visto Marrazzo diverse volte, spesso a casa sua. Una o anche due volte nel suo ufficio alla Regione Lazio. Con Piero spesso facevamo uso di droga e, quando c’era da pagare me o lo spacciatore, lui prendeva uno dei volumi di quell’enorme scaffale e tirava fuori banconote da cento, duecento o anche cinquecento euro. Io mi sono sempre stupita di tutta quella disponibilità di denaro e sono sempre stata convinta che quei soldi fossero della Regione.
Paloma ha raccontato questi ed altri dettagli al procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, al pm Rodolfo Sabelli e ai carabinieri del Ros in un interrogatorio di 12 ore.

Nuovi sviluppi sul caso Marrazzo: la transessuale Michelle, presunta protagonista di un secondo video insieme a Brenda e l’ex Governatore della Regione Lazio, è stata arrestata a Parigi, dove si trovava da qualche mese, prima dello scoppio dello scandalo.
Di Michelle si erano perse le tracce, tanto che ad un certo momento si era anche ipotizzato che fosse stata fatta fuori. Qualche giorno fa il settimanale Oggi era riuscito a scovarla e ad intervistarla, mentre ieri, giorno del suo arresto, avrebbe dovuto concedere un’altra intervista al programma televisivo “La Vita In Diretta“.
Gli agenti, però, l’hanno intercettata ed arrestata prima che si incontrasse con la giornalista Antonella del Prino: la motivazione ufficiale dell’arresto è “immigrazione clandestina“.
Novità anche sulla morte della transessuale Brenda: pare sempre più certo che sia stata uccisa, resta solo da capire chi è stato. A questo proposito nelle prossime ore verranno effettuati dei test del DNA su quattro transessuali vicini a Brenda.

Una nuova e raccapricciante storia di abusi sessuali ha portato all’arresto, nelle ultime ore, di due persone in provincia di Taranto: una donna di 38 anni e il suo suocero, di 82 anni. La vittima, invece, è una ragazzina di 14 anni.
La 38enne, da qualche tempo, aveva iniziato a vendere sua figlia all’anziano pedofilo che, con 50 euro ad incontro, era libero di violentare la 14enne nel proprio garage.
A far partire l’indagine che ha poi portato all’arresto dei due è stato il padre della ragazza e marito della 38enne: lo scorso novembre l’uomo aveva notato che suo padre passava le sue giornate chiuso in casa insieme alla 14enne e sua madre e in più era riuscito a vedere che il suo genitore riusciva a spendere la pensione nel giro di pochi giorni.
Ha segnalato tutto alle autorità e in poco tempo la verità è venuta a galla: l’82enne è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e al momento sta sta scontando gli arresti domiciliari in una casa di riposo - nella sua abitazione sono state trovate numerose confezioni di Viagra - mentre la madre della 14enne è stata rinchiusa nel carcere di Taranto con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Via | CronacaQui