Reggio Calabria: anziano trovato morto in casa. Si indaga per omicidio

pubblicato da Vito Parisi

Lascia perplessi il ritrovamento del corpo di Giuseppe Liuzzo nella sua abitazione di Lazzaro di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo, 80enne noto in paese, si trovava solo a casa da alcuni giorni in quanto la moglie aveva accompagnato sia la nuora che il nipote a Genova.

Il corpo giaceva sui tre gradini che separavano la cucina dalla camera da letto. La testa presentava tre profonde ferite sulla fronte e sulla regione temporale che potrebbero essere fatte risalire ad un corpo contundente.

I carabinieri, dopo aver controllato in casa la possibile assenza di qualcosa (che di certo avrebbe spianato la strada all’ipotesi della rapina andata male), restano dubbiosi. Dai primi rilievi l’arma del delitto non sarebbe stata ritrovata ma lascia perplessi gli inquirenti la profondità delle ferite che andrebbero fatte risalire ad un corpo contundente.

Al momento pertanto l’ipotesi di una disgrazia non è del tutto esclusa, anche se gli investigatori propendono per l’omicidio.

condividi condividi 0 commenti domenica 18 aprile 2010

Gerardo Del Sorbo, ucciso e decapitato

pubblicato da Vito Parisi

Sarebbe stata bene in una scena di Tarantino non certo nella realtà quotidiana, eppure all’orrore non vi è mai fine. E’ il caso di Gerardo Del Sorbo, un imprenditore di 44 anni ucciso e decapitato a Boscoreale, un paesino nei pressi di Napoli.

Tutto inizia ieri, quando i Carabinieri vengono allertati da una telefonata anonima che denuncia l’omicidio. Una volta giunti a via Cimitero, dove l’uomo - che in passato aveva avuto dei piccoli guai con la legge - dirigeva una società che produce soluzioni abitative eco-sostenibili, si sono trovati il passo sbarrato da un cancello di ferro e da tre cani da guardia inferociti.

Il corpo è visibile ma i militari si rendono conto di un particolare raccaprocciante: manca la testa. A causa però del cancello e dei cani non possono entrare e pertanto allertano sia i Vigili del Fuoco per forzare il cancello che i veterinari dell’Asl per sedare i cani.

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condividi condividi 0 commenti giovedì 28 gennaio 2010
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Latina: 40enne ucciso a coltellate nel parco

pubblicato da Vito Parisi

Non è ancora chiaro quale possa essere il movente, ma per il momento resta solo il fatto: Nello Dal Re, 40enne di Latina, è stato ucciso sabato sera nel parco Europa.

Stando alle prime ricostruzioni l’uomo, che abitava poco distante, si sarebbe recato al parco per un appuntamento. Dopo aver parcheggiato la propria Fiat Marea è entrato nel parco dove due uomini (si presume stranieri) lo hanno accoltellato.

Un totale di 5 coltellate ha determinato la morte dell’uomo. Al tarace, alla gamba, alla schiena e ad un fianco secondo il medico legale Filippo Milano che lo ha visto.

Alcuni testimoni, interrogati dai Carabinieri, hanno detto di aver notato un uomo che fuggiva lungo le stradine del parco. Al momento si suppone si tratti di un regolamento di conti.

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L'ex top model Karen Mulder arrestata a Parigi per stalking: ha perseguitato la sua chirurga plastica dopo un intervento

pubblicato da Daniele Particelli

Karen Mulder

Un intervento di chirurgia plastica non perfettamente riuscito è bastato a trasformare la top model Karen Mulder, molto celebre negli anni ‘90, in una stalker particolarmente molesta.

La Mulder, ora 39enne, si è sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica che, a suo dire, non ha portato al risultato sperato. Dopo aver chiesto alla chirurga di rimediare alle imprecisioni commesse ed aver ricevuto un rifiuto, l’ex top model ha iniziato a perseguitarla.

Telefonata ad ogni ora del giorno, minacce di morte ed insulti che hanno spinto la vittima a sporgere denuncia alle autorità parigine, che hanno provveduto ad arrestare la Mulder con l’accusa di stalking.

Ma la sua permanenza dietro le sbarre potrebbe finire presto: stando ai principali quotidiani internazionali l’ex top model potrebbe essere rilasciata nei prossimi giorni.

Via | The Examiner

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Ruben De Luca dà voce alle "Donne assassinate"

pubblicato da Giuseppe Pastore

La sintesi di questo libro in un passaggio recita: “Vittime di feroci predatori, perversi serial killer o, in moltissimi casi, dei loro stessi mariti o fidanzati, le donne sono da sempre oggetto di una spietata carneficina.” Quanta verità c’è in queste parole, quanto spesso, anche su questo blog, abbiamo parlato di donne assassinate in circostanze assurde o raccapriccianti. Ruben De Luca, Psicologo Criminologo, Direttore del GORISC (Gruppo Osservatorio di Ricerca, Intervento e Studio sul Crimine) dell’Università di Roma “La Sapienza”, dà voce adesso ad alcune di queste vittime.

Si passa da Marco Mariolini, “il cacciatore di anoressiche”, a Angelo Izzo, “il mostro del Circeo”, da Gianfranco Stevanin, “il mostro di Terrazzo” a Guido Zingerle, la “Belva del Brennero”. Autore di circa 100 pubblicazioni di criminologia e considerato uno dei massimi esperti europei di omicidio seriale (nel 2001, ha creato ESKIDAB, la Banca Dati Europea dei Serial Killer) De Luca si addentra con analisi autorevole nelle menti criminali degli uomini che odiano, violentano e uccidono le donne.

Tra i casi irrisolti citati, anche quello di Chiara Poggi, il cui assassino è ancora impunito. E sebbene sia per forza di cose limitato il numero dei delitti trattati, finalmente si centra l’attenzione su tante brutali violenze, su tante vittime innocenti: idealmente, su tutte.

Via | Thriller Cafè - libri thriller

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Il giudice lo assolve. Poi confessa l'omicidio della moglie.

pubblicato da Vito Parisi

In fatto di sentenza e malagiustizia quella di Denis Occhi è probabilmente una delle più eclatanti. I fatti risalgono al 25 novembre 2004, quando la moglie di Occhi, la 27enne Giada Anteghini, viene colpita con un colpo di accetta alla testa. Ricoverata d’urgenza, la donna muore il 23 gennaio del 2006 senza mai uscire dal coma.

Denis Occhi, muratore ferrarese di 33 anni, viene accusato dell’omicidio. Il motivo: lui stesso confessa il giorno dopo l’aggressione a due carabinieri suoi amici di essere stato lui a colpire la donna. Scattano le indagini, lui però ritratta la sua confessione.

La macchina della giustizia si mette in moto. Nel 2007 Dennis viene condannato a 20 anni con giudizio abbreviato. Un anno dopo, il 27 febbraio 2008, viene assolto dalla Corte di Appello di Bologna per “non aver commesso il fatto” e rimesso in libertà.

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Olanda: uccide il fratello e ne cucina la testa

pubblicato da Vito Parisi

Probabilmente uno dei crimini più efferati ed insensati della storia olandese è quello perperato nel 1997 da Mehmet Yldirim, 52enne. L’uomo, secondo l’accusa, uccise il fratello con un martello alla periferia di Haarlem, di averne fatto a pezzi il corpo e di averlo in parte cucinato.

La vittima, dopo essere stata legata, venne fatta a pezzi nell’arco di una settimana. Alcune sue parti vennero gettate nel water (il pene), altre nella campagna circostante. La testa, dopo essere stata bollita in una pentola a pressione, venne rinvenuta lungo una strada nazionale.

Un crimine assurdo, al quale la magistratura non è ruscita a dare un colpevole fino al 2004, quando scompare la moglie di Mehmet Yldirim. La polizia indaga approfonditamente sulla scomparsa della donna, avvenuta due anni prima, e scopre che l’uomo avrebbe ucciso la moglie che era in procinto di denunciarlo.

Se il secondo omicidio può avere un senso il primo, quello ai danni del fratello, non ha ancora trovato risposta. L’efferatezza degli atti non hanno trovato, da parte dell’accusa, alcuna motivazione. Perchè mai quest’uomo abbia ucciso il fratello resta un mistero.

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India: ucciso per aver scritto ad una ragazza

pubblicato da Vito Parisi

Non c’è una morte intelligente. Nè una morte bella che possa in qualche modo consolare chi resta. Ma una cosa è assolutamente inaccettabile: una morte stupida. Una morte evitabile. Quella non si riesce proprio a farla passare in silenzio.

La morte (omicidio) di un ragazzo 15enne fa raccapricciare. Specie se quel ragazzo non si è ubriacato, non ha preso un’auto e non ha fatto una strage. H solo scritto una lettera ad una sua coetanea.

Questo. Una lettera che gli è valsa il linciaggio sulla pubblica piazza da parte della folla. E’ accaduto in India, dove Manish Kumar è nato. Apparteneva ad una delle caste (ufficialmente abolite, ma de facto ancora molto presenti) più basse, quella dei “Dalit”. Una casta impura, dedita ad attività necessarie ma non certo ben viste (trattamento delle pelli, dei morti..) che non può ambire a qualcosa di meglio.

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Nessuna perizia psichiatrica per il padre di Hina Saleem

pubblicato da Giuseppe Pastore

Non ci sarà perizia psichiatrica per il padre di Hina Saleem, la giovane pakistana uccisa l’11 agosto 2006 a Sarezzo. Le quattro richieste dell’avvocato Paola Savio, nuovo legale di Mohammed Saleem, sono tutte state respinte da parte della Corte d’Appello di Brescia.

«La perizia è da concepire come un approfondimento che può dare conto delle motivazioni che hanno portato al gesto. Quella che per il Gup è una punizione decisa dal padre musulmano, potrebbe essere stato un gesto di disperazione. Quello di un padre che non riusciva a recuperare la figlia».

Queste le parole dell’avvocato difensore. Mi paiono assurde.

Loredana Gemelli, legale di parte civile per Giuseppe Tempini, il fidanzato di Hina, ribatte: “Ha sempre detto che Hina era una cattiva musulmana, e adesso viene a dirci che lui è pazzo”. E il resto della famiglia? Tutti pazzi? Anche i due cognati di Hina, Mahmood Khalid, Mahmood Zahid, sono stati condannati in primo grado a 30 anni di carcere (omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai motivi abbietti e futili), senza scordarci dello zio della vittima, Muhammad Tariq (soppressione di cadavere), condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi.

L’accusa, il pg Aldo Celentano, ha chiesto la conferma delle condanne di primo grado. Un verdetto più clemente non lo voglio neanche immaginare.

Via | Il giorno

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Wayne Forrester, l'assassino di Facebook

pubblicato da Fabio Mascagna

Attenzione a come usate i social network, verrebbe da dire. L’assurda storia che vi raccontiamo proviene da Londra ed ha come protagonista Wayne Forrester, 34 anni, che ha ucciso a coltellate sua moglie rea di aver cambiato il suo profilo su Facebook da “sposato” a “single” dopo la separazione col marito.

Forrester ha ammesso di aver ucciso la moglie Emma - nella foto - accoltellandola ripetutamente alla testa ed al collo in preda ad un raptus di gelosia, sotto gli effetti di alcol e cocaina. La sua giustificazione è stata che la donna lo avrebbe ridicolizzato ed umiliato sul noto network sociale facendolo passare per uno sciocco. Che vedendola a posteriori è anche un complimento. L’uomo è stato condannato a 14 anni di carcere ed il giudice Brian Barker nella sentenza ha affermato che “non vi è possibile scusa o giustificazione” per il terribile atto. E ci mancherebbe.

Un nuovo modo per annunciare una rottura sentimentale, ma alla fine è la più vecchia delle storie. La tecnologia non cambia la natura umana, ma probabilmente la amplifica.

Via | BBC

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