Argentina: arrestato il serial killer Marcelo Antelo. Sei vittime in onore di San La Muerte

pubblicato da Daniele Particelli

Marcelo Antelo

Marcelo Antelo, 22 anni, è stato arrestato nei giorni scorsi a Buenos Aires con l’accusa di aver ucciso sei persone nel corso degli ultimi quattro mesi.

L’arresto è avvenuto il 28 agosto, ma la stampa locale ne ha dato notizia soltanto oggi: il 22enne, conosciuto anche come “Marcelito“, avrebbe agito per tener fede ad un giuramento fatto a San La Muerte, un santo pagano molto venerato nelle comunità povere dell’Argentina e del Paraguay, soprattutto tra i detenuti e i membri di gang.

In cambio di protezione e prosperità, Marcelo avrebbe promesso al santo un omicidio a settimana e, fino al momento del suo arresto, c’era quasi riuscito.

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Colognola: 40enne marocchino picchia ed accoltella la fidanzata incinta

pubblicato da Daniele Particelli

Ospedali Riuniti Bergamo

Sono ancora in corso le ricerche dell’uomo che sabato sera a Colognola ha accoltellato la fidanzata 25enne Nicoletta Gaspani dopo averla picchiata con calci e pugni.

La giovane, incinta di tre mesi, aveva conosciuto l’uomo, un 40enne marocchino, solo pochi mesi prima: dopo una breve frequentazione, l’inattesa gravidanza che in questi ultimi giorni aveva provocato non poche discussioni tra i due.

Sabato sera, come riporta oggi L’Eco di Bergamo, la situazione è precipitata:

Secondo una prima ricostruzione dei fatti - ma gli inquirenti sono ancora al lavoro - i due fidanzati si trovavano all’interno dell’abitazione di lui, al quinto piano di un condominio di Colognola. […] Improvvisamente è scoppiata una furibonda lite e il marocchino si sarebbe scagliato contro la giovane di Capriate, colpendola con calci e pugni, causandole lividi e tumefazioni al volto. Infine, le avrebbe sferrato una coltellata all’addome. Lei ha raccontato di aver tentato la fuga, ma l’uomo glielo avrebbe impedito chiudendo la porta a chiave.

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Messico: arrestato il narcotrafficante Edgar Valdez Villarreal, capo del cartello dei Beltran Leyva

pubblicato da Daniele Particelli

Un nuovo passo in avanti nella lotta contro il narcotraffico è stato compiuto ieri, in Messico, con l’arresto del boss Edgar Valdez “La Barbie” Villarreal, da pochi mesi leader del cartello dei Beltran Leyva.

Il 37enne, con un passato da sicario, è stato arrestato a Città Del Messico grazie ad un lavoro di intelligence iniziato nel giugno del 2009.

Villarreal è uno dei tanti protagonisti delle drug wars messicane e, secondo il Presidente Felipe Calderon, era anche “uno dei criminali più ricercati in Messico e all’estero“.

Negli Stati Uniti era ricercato per traffico di cocaina e sulla sua testa era stata posta una taglia di 2 milioni di dollari.

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Messico drug wars: continuano le indagini sul massacro dei 72 immigrati nello stato di Tamaulipas

pubblicato da Daniele Particelli

Sono ancora in corso a San Fernando, nello stato messicano di Tamaulipas, le analisi per l’identificazione dei 72 cadaveri rinvenuti pochi giorni fa in una fossa comune situata in un ranch dei narcos.

Finora gli investigatori sono riusciti ad identificare 15 persone e la verità sul loro massacro è iniziata ad emergere.

Stando ad una prima ipotesi le 72 vittime - 58 uomini e di 14 donne - erano immigrati originari di Ecuador, El Salvador, Brasile e Honduras.

Volevano lasciare il Messico per raggiungere gli Stati Uniti. Sul loro cammino hanno incontrato i Los Zetas, gruppo paramilitare tra i più violenti nel panorama delle drug wars, che hanno preteso da loro dei soldi per poter varcare il confine.

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Serial Killer: Albert Hamilton Fish, il vampiro di Brooklyn

pubblicato da Daniele Particelli


E’ difficile trovare, nella storia dei serial killer, un personaggio più malato e perverso di Albert Hamilton Fish, meglio noto come il Vampiro di Brooklyn, l’Uomo grigio o il Lupo mannaro di Wysteria.

Pedofilo, assassino, cannibale, torturatore, stupratore. Questo e molto altro è stato Albert Fish, nato a Washington nel 1870 e giustiziato sulla sedia elettrica il 16 gennaio 1936 nel carcere di massima sicurezza di Sing Sing ad Ossining, nello stato di New York.

Molti membri della sua famiglia soffrivano di disturbi mentali e per questo motivo il giovane Albert passò diversi anni della sua infanzia in un orfanotrofio, dove fu spesso maltrattato e dove scoprì di provare piacere nel dolore fisico.

Quando aveva 12 anni, Fish amava trascorrere le giornate nei bagni pubblici, dove poteva ammirare uomini svestiti. Alcuni di questo occasionalmente acconsentivano ad avere rapporti sessuali con lui e fu in questo periodo che il giovane Albert iniziò a praticare l’urofilia e la coprofagia.

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Messico drug wars: scoperta fossa comune a San Fernando, almeno 72 i cadaveri

pubblicato da Daniele Particelli

militari_messico

Una nuova fossa comune, contenente numerose vittime delle drug wars messicane, è stata scoperta dai militari nei pressi di una fattoria di San Fernando, nello stato di Tamaulipas.

Il macabro ritrovamento è stato casuale: i militari sono intervenuti contro un gruppo di narcos - che era stato segnalato in quella fattoria - e dopo un conflitto a fuoco nel quale hanno perso la vita un agente e tra narcotrafficanti, è iniziata l’ispezione del luogo.

I cadaveri di 58 uomini e di 14 donne erano stati scaricati in una fossa, a pochi passi dal ranch.

Stando a quanto dichiarato dai militari che hanno condotto l’operazione, nella fosse sarebbero stati gettati i rivali del gruppo di narcos e le persone sequestrate in queste ultime settimane.

Via | CNN

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Milano: arrestato Pasquale Pagana, evaso mercoledì dal carcere di Bollate

pubblicato da Daniele Particelli

Pasquale Pagana

E’ già tornato dietro le sbarre il 35enne Pasquale Pagana, evaso mercoledì mattina dalla caserma della Polizia penitenziaria del carcere di Bollate, dove era impiegato come addetto alle pulizie insieme al coetaneo Pasquale Romeno.

Approfittando della poca sorveglianza - il carcere di Bollate è una struttura a custodia attenuata riservata ai detenuti modello - i due detenuti sono fuggiti.

Hanno fermato una macchina, costretto la giovane autista e scendere ed hanno guidato fino a viale Zara. Lì si sono separati.

Pagana, cocainomane e rapinatore, avrebbe terminato di scontare la sua pena da lì a pochi mesi, ma, come ha scritto una lettera indirizzata alla direttrice del carcere, Lucia Castellano, non poteva aspettare.

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Drug wars e informazione in Messico: arrestati 5 affiliati al cartello di Sinaloa, responsabili del rapimento di alcuni giornalisti

pubblicato da Daniele Particelli

messicodrugwars01

Solo pochi giorni fa il Washington Post si era occupato delle drug wars messicane e dell’informazione, sempre più controllata dai narcos che si contendono in dominio sul territorio.

Gli agguati e le aggressioni non vengono segnalati ai cittadini, che restano all’oscuro dei pericoli che corrono. Questo perchè, ne parlavamo qui, i narcos riescono a corrompere giornalisti ed editori, a volte con denaro e prostitute, altre volte ricorrendo a terrorismo e rapimenti.

Ieri le autorità messicane sono riuscite ad arrestare cinque persone ritenute responsabili del rapimento di alcuni giornalisti, poi rilasciati.

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USA: fermato il presunto serial killer Elias Abuelazam, cinque omicidi in tre mesi

pubblicato da Daniele Particelli

Elias Abuelazam

Diciotto colpi in tre mesi: cinque persone uccise e tredici ferite, in modo più o meno grave, tra Ohio, Virginia e Michigan.

L’autore, secondo le autorità statunitensi, sarebbe il 33enne israeliano Elias Abuelazam, fermato ieri all’aeroporto di Atlanta, mentre era in procinto di imbarcarsi su un volo diretto a Tel Aviv.

La maggior parte delle aggressioni sono avvenute a Flint, in Michigan, dove si pensa che Abuelazam risiedesse.

Il 24 maggio scorso l’assassino, a notte fonda, ha avvicinato un passante con la scusa di chiedergli un’informazione. A quel punto, mentre la vittima lo stava aiutando, il killer ha estratto un coltello e l’ha colpita, con la chiara intenzione di uccidere.

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Treviso: Franco Battaggia evade dai domiciliari. Ha scontato 22 anni di carcere per omicidio, traffico di droga e armi

pubblicato da Daniele Particelli

Franco Battaggia

Bancarotta fraudolenta, traffico di droga, traffico di armi, furto, ricettazione, racket e omicidio: per questi reati, commessi a partire dagli anni ‘70, Franco Battaggia aveva già scontato 22 anni di carcere da tempo si trovava agli arresti domiciliari a Preganziol, in provincia di Treviso.

Il tribunale gli aveva anche concesso di continuare la sua attività di commerciante del pesce, da lui avviata negli anni ‘80 e successivamente passata in mano alla figlia Roberta e al fratello Renzo quando, nel 1988, Battaggia uccise il nomade milanese Vincenzo Ciarelli.

Battaggia, insieme a Giovanni Penzo, Roberto Vianello e Franco Dalla Valle, freddò Ciarelli con due colpi di pistola, poi lo incaprettò e lo immerse in una vasca.

Mentre i tre aiutati vengono condannati a sei anni ed otto mesi di carcere, Battaggia fugge in Ecuador e riesce a far perdere le sue tracce per qualche anno, fino a quando viene catturato dall’Interpol e chiuso in carcere in Svizzera.

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