
Francesco Muccari, 35 anni, operaio, è stato ucciso questa mattina a Isca sullo Ionio (Catanzaro). Secondo una prima ricostruzione dell’agguato l’uomo è stato freddato con numerosi colpi di fucile e pistola. Scrive Calabria Notizie:
La vittima era nota alle forze dell’ordine come legata ad ambienti della criminalita’. Nella stessa zona, cinque giorni fa, e’ stato ucciso, in un agguato, un boscaiolo di 67 anni ritenuto vicino ad ambienti criminali della zona dove opera la cosca Novella-Gallace.
E Melito on line si chiede, in proposito, se non si tratti di un anello della faida tra le cosche che operano nell’area:
Sarà la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ad occuparsi delle indagini sull’omicidio di Domenico Chiefari, di 67 anni, il boscaiolo ucciso questa mattina a Guardavalle; ritenuto dagli inquirenti “non estraneo all’ambiente criminale della zona”, su cui domina il clan Gallace-Novella di Guardavalle.
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La situazione in Messico, ve lo abbiamo anticipato più volte nelle ultime settimane, è sempre più drammatica. Si è appena concluso un weekend caratterizzato da più di cento morti, tra i quali un dipendente del consolato statunitense di Ciudad Juarez e sua moglie.
Quarantacinque omicidi nello stato di Guerrero, nel Messico del Sud, dove opera il cartello de La Famiglia, mentre nello stato di Chihuahua, al confine con gli Stati Uniti, sono rimaste uccise ben 36 persone.
E non stiamo parlando solo della guerra tra il Cartello del Golfo e i Los Zetas - che per il momento si sta combattendo nello stato di Tamaulipas, nel Messico dell’est - ma anche degli scontri, sempre più frequenti, tra i diversi cartelli della droga e le autorità.
E’ finita questa mattina la latitanza del boss Pasquale Manfredi, 33enne ritenuto al vertice della ‘ndrina Nicosia-Manfredi di Isola di Capo Rizzuto, comune in provincia di Crotone.
Manfredi, inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi, è accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, reati estorsivi, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra.
Due gli omicidi che gli sono contestati, quello di Carmine Arena, ucciso nel 2004 con bazooka e kalashnikov mentre si trovava a bordo della propria autovettura, e quello di Pasquale Tipaldi, 50enne ucciso nel dicembre del 2005 a fucilate.
L’uomo, latitante dal 4 dicembre dello scorso anno, è considerato “il più pericoloso pregiudicato della provincia crotonese, sospettato di aver eseguito numerosi altri omicidi, sui quali la locale Squadra Mobile sta svolgendo approfondite e meticolose indagini“.
Massacrata di botte dal marito e scaricata in una scarpata. E’ quanto è successo ieri ad una ragazza nomade di 26 anni, deceduta questa mattina all’alba all’ospedale Sacco di Milano.
Nel pomeriggio di ieri, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, la giovane, residente nel campo nomadi situato nelle aree del cavalcavia Bacula e di via della Pecetta, è stata picchiata marito, un nomade di 32 anni.
Lei in un primo momento è riuscita a fuggire, ma il 32enne è riuscito a raggiungerla e, dopo averla picchiata ulteriormente, l’ha lanciata dal cavalcavia, facendole fare un volo di circa 2 metri.

Sale ancora il numero dei morti a causa delle già ampiamente affrontate drug wars messicane: in sole 24 ore sono state uccise 24 persone, di cui tredici nella città di Acapulco, nel sud del Messico.
In un unico giorno due persone sono state decapitate nei pressi di alcuni nightclub, mentre un terzo è stato ucciso a fucilate nella periferia della città.
Poco fuori da Acapulco cinque agenti di polizia sono rimasti uccisi in un’agguato, mentre in uno scontro a fuoco avvenuto nella cittadina di Ajuchitlán del Progreso i militari hanno ucciso dieci nacrotrafficanti, presumibilmente del gruppo de La Familia, che opera in quella zona.
Nello stato del Chiapas, un membro dei Los Zetas è rimasto ucciso dallo scoppio di una granada che stava tenendo in mano, pochi istanti prima di lanciarla contro l’ufficiale di polizia Tuxtla Gutierrez.
Via | Times

L’agguato si è consumato poco prima delle 18.00. Gennaro Chierchia, 54 anni, considerato affiliato al clan camorristico dei D’Alessandro è stato ucciso ieri sera in una pasticceria nel centro di Gragnano (Napoli). Sul caso indagano i carabinieri di Castellamare di Stabia. Da Stabia Channel:
L’uomo, già noto alle forse dell’ordine, si trovava all’interno della pasticceria Zampino di Via Castellammare a Gragnano quando è stato raggiunto da una raffica di colpi che gli hanno tolto la vita non lasciandogli scampo. Chierchi, 54 anni, è ritenuto dagli inquirenti una figura di spicco del clan dei D’Alessandro, operante proprio nell’area stabiese. (…) Noto con il soprannome di “pecorone”, l’uomo era un abitudinario di locali chic ed amante della bella vita.
Su Metropolis web si legge qualche particolare in più:
A quell’ora la strada era affollata da numerosi passanti. Ma secondo quanto ricostruito fino a questo momento dagli inquirenti, il 54enne era l’unico cliente presente all’interno dell’esercizio commerciale quando è scattato il raid. Chierchia è ritenuto dagli inquirenti uno degli esponenti di spicco della camorra locale, per anni referente del clan stabiese dei D’Alessandro di cui era uno dei capizona dell’area dei Monti Lattari. Amante della bella vita e del lusso, era solito in passato girare in auto di grossa cilindrata e frequentare ambienti chic soprattutto della dolce vita romana. Fece scalpore la sua relazione con una nota attrice italiana.
Gli incidenti sul lavoro sono purtroppo molto frequenti e quello che è accaduto ieri a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, in un primo momento era stato catalogato come tale.
L’operaio romeno 32enne George Corbu stava lavorando sul tetto del centro commerciale Jambo ed è caduto da un’altezza di 7 metri.
A nulla sono serviti i soccorsi: l’uomo è deceduto durante il trasporto all’ospedale Moscati di Aversa.
Gravemente ferito anche un suo collega e connazionale, Dubinga Florin, 28 anni, che si è poi scoperto essere l’autore del delitto.

Sembra che si possa già considerare concluso il giallo del cadavere decapitato trovato ieri mattina in una baracca sulla spiaggia di Tor San Lorenzo, sul litorale romano.
Nel corso della giornata di ieri le autorità sono riuscite ad identificare la vittima, il 46enne indiano Hoshiar Singh, e ad identificare il suo assassino, il connazionale Gurjant Singh, 36 anni.
I due, che condividevano lo stesso cognome ma non avevano legami di parentela, erano arrivati in Italia da tempo e si erano spostati per tutto il paese lavorando come braccianti agricoli e manovali.
Da qualche settimana si erano stabiliti in una baracca di Tor San Lorenzo e proprio lì, venerdì sera, è avvenuto il brutale omicidio

Nuovi dettagli sul caso dello stupratore inglese Peter Chapman, il 33enne condannato pochi giorni fa a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo averla adescata su Facebook.
Chapman era già stato condannato in passato per aver stuprato e minacciato con un coltello due prostitute: dopo appena quattro anni di carcere era stato rilasciato.
Dopo la testimonianza di una donna che arrivata molto vicina al matrimonio con Chapman, la stampa britannica ha raccolto alcune dichiarazioni di una delle due donne violentate nel 1996 dall’uomo.
Lei aveva 17 anni al momento dello stupro e 21 quando il aguzzino fu rilasciato.

Sette narcotrafficanti, tra cui tre presunti membri dei Los Zetas, sono stati arrestati ieri nella zona industriale di Monterrey al termine di uno scontro a fuoco con le autorità.
Si tratta di una delle prime ondate di arresto dallo scoppio della guerra tra i Los Zetas e i narcotrafficanti del Cartello del Golfo. I militari, prima dello scontro, sono riusciti ad evacuare tre scuole, parte di un ospedale ed alcuni residenti della zona.
Nello scontro, che come riportano fonti locali è durato circa tre ore, è morto un presunto membro dei Los Zetas, mentre tre persone sono rimaste ferite.
Al momento i detenuti si trovano in una base militare in Messico in attesa degli interrogatori. Parallelamente, a San Nicolás, l’esercito ha arrestato il capo della polizia ed un suo assistente, entrambi sospettati di aver collaborato coi narcotrafficanti.
Via | UniVision