sabato 13 febbraio 2010

'Ndrangheta, Platì: arrestato latitante Saverio Trimboli, tra i 100 più pericolosi d’Italia

pubblicato da Renato Marino in: Ndrangheta Latitanti


Era tra i cento latitanti più pericolosi d’Italia Saverio Trimboli, 36 anni, ritenuto esponente di rilievo dell’omonima cosca di Platì, comune di 4.000 abitanti in provincia di Reggio Calabria. Trimboli era latitante da 16 annni, da quando nei suoi confronti venne spiccato dal gip del Tribunale di Torino un ordine di cattura per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria lo hanno arrestato nella notte nel centro di Platì. L’uomo si nascondeva in un’abitazione, tra via Mittica e via Roma, nella quale erano stati ricavati due bunker, di 30 e 25 metri quadrati. Al momento dell’irruzione dei militari dell’Arma Trimboli era proprio in uno dei bunker.

Nel corso della perquisizione sono stati trovati 30 scanner, 20 radio portatili, strumenti idonei a rinvenire microspie e 10.000 euro. L’abitazione è di proprietà di un soggetto emigrato da decenni in Australia.

Continua a leggere: 'Ndrangheta, Platì: arrestato latitante Saverio Trimboli, tra i 100 più pericolosi d’Italia

venerdì 12 febbraio 2010

'Ndrangheta: arrestati Sebastiano e Giuseppe Nirta, altri due esecutori materiali della strage di Duisburg

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Boss Stragi Criminalità organizzata

strage di Duisburg

Si può considerare conclusa la ricerca degli esecutori materiali della strage di Duisburg, compiuta nel Ferragosto del 2007 davanti al ristorante “da Bruno”.

Sei persone, ritenute affiliate alla cosca Pelle-Vottari, furono uccise in un agguato ideato da Giovanni Strangio (qui il suo profilo), classe 1979, per vendicarsi dell’assassinio della cugina, Maria Strangio, uccisa a San Luca il giorno di Natale dell’anno precedente.

Strangio fu arrestato nel marzo scorso ad Amsterdam, mentre ieri una nuova ondata di arresti ha messo la parola fine alla ricerche degli altri responsabili della strage.

Dieci persone, tutte affiliate al clan della ‘ndrangheta Nirta-Strangio - da anni in lotta con i Pelle-Vottari in quella che è nota come la faida di San Luca - sono state arrestate nel corso di un’operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria.

Continua a leggere: 'Ndrangheta: arrestati Sebastiano e Giuseppe Nirta, altri due esecutori materiali della strage di Duisburg

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

domenica 07 febbraio 2010

'Ndrangheta: scomparsa a Milano l'ex collaboratrice di giustizia Lea Garofalo, si teme per il peggio

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Casi insoluti Bande e delinquenti Criminalità organizzata

Petilia Policastro

E’ giallo sulla scomparsa della 36enne Lea Garofalo, ex collaboratrice di giustizia di cui non si hanno più notizie da circa due mesi. La donna in passato aveva fornito informzioni utili sulle cosche della ‘ndrangheta di Petilia Policastro, in provincia di Crotone.

La donna aveva anche rivelato particolari sull’omicidio di suo fratello, ucciso in un agguato nel 2005, e su quello di Antonio Comberiati, fatto fuori nel 1995.

Dopo che aveva deciso di collaborare con la giustizia, era già stata vittima di un tentativo di sequestro ed omicidio. Era lo scorso maggio e il mandante è risultato essere il 37enne Massimo Sabatino, che al momento si trova in carcere per altri motivi.

Lea aveva chiuso col suo passato nel 2008, quando si era trasferita a Campobasso insieme alla figlia. Ma la ‘ndrangheta - è questo il timore degli inquirenti - potrebbe averla trovata di nuovo e questa volta potrebbe essere successo il peggio.

Continua a leggere: 'Ndrangheta: scomparsa a Milano l'ex collaboratrice di giustizia Lea Garofalo, si teme per il peggio

mercoledì 03 febbraio 2010

Immigrazione clandestina a Reggio Calabria: in manette 67 affiliati alla 'ndrangheta

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Bande e delinquenti Criminalità organizzata

immigrati_clandestini

Nuovo blitz anti ‘ndrangheta, questa volta non per il traffico di droga, ma per quello dei clandestini.

Due le cosche coinvolte, quella dei Cordì di Locri e quella degli Iamonte di Melito Porto Salvo. Gli affiliati, attraverso una serie di contratti di assunzione fittizi, permettevano agli immigrati di chiedere il visto d’ingresso per il nostro Paese.

La squadra mobile di Reggio Calabria ha eseguito 67 ordinanze di custodia cautelare in carcere: 32 destinate ad italiani, le altre 35 a cittadini indiani.

L’accusa mossa nei confronti del clan degli Iamonte è di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre al clan dei Cordì si è aggiunta l’aggravante delle modalità mafiose.

Continua a leggere: Immigrazione clandestina a Reggio Calabria: in manette 67 affiliati alla 'ndrangheta

venerdì 22 gennaio 2010

‘Ndrangheta: arrestato a Grotteria latitante Francesco Muià, cosca Ursino

pubblicato da Renato Marino in: Ndrangheta Latitanti


Fine della latitanza per Francesco Muià, 34 anni, ricercato dal 2006 per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri l’hanno scovato in contrada Farri Superiore nel Comune di Grotteria (Reggio Calabria) in un casolare di proprietà dei coniugi Sergio Iergolino, già noto alle forze dell’ordine, e Susanna Macrì, arrestati insieme alla figlia 19enne.

Nel covo i carabinieri di Locri, Roccella e dello Squadrone Cacciatori “Calabria”, hanno trovato una carabina, munizioni, un computer portatile e telefoni cellulari. Muià, considerato appartenente alla ‘ndrina Ursino di Marina di Gioiosa Jonica, legata alla cosca Aquino di Roccella, era sfuggito all’arresto nel 2006, nell’ambito dell’operazione Mito 3 coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.

In quell’operazione vennero sequestrate circa 10 tonnellate di cocaina provenienti dalla Colombia. I carabinieri del Ros avevano documentato un traffico di droga che dal Sud America arrivava in Europa, attraverso Spagna Olanda e Albania, per essere poi distribuita a clan di camorra e ‘ndrangheta.

Continua a leggere: ‘Ndrangheta: arrestato a Grotteria latitante Francesco Muià, cosca Ursino

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

domenica 17 gennaio 2010

Catanzaro: ucciso il commerciante Pietro Chiefari, era stato coinvolto in un'operazione contro la 'ndrangheta

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Omicidi-Suicidi Criminalità organizzata

Davoli Marina

La ‘ndrangheta è tornata a colpire: questa volta la vittima si chiama Pietro Chiefari, commerciante 53enne ucciso a Davoli Marina, nel Catanzarese.

Chiefari, che gestiva un negozio di frutta, ieri sera è stato avvicinato da alcuni sconosciuti che l’hanno crivellato di colpi, uccidendolo all’istante.

Stando a quanto hanno reso noto le forze dell’ordine, Chiefari era stato recentemente coinvolto nell’operazione Mithos, che aveva permesso di individuare alcuni esponenti delle cosche Gallace-Novella, la cui influenza arriva fino al litorale laziale.

Via | L’Unione Sarda

mercoledì 13 gennaio 2010

'Ndrangheta: operazione Nuovo Potere, 27 arresti a Reggio Calabria contro cosche Zavettieri, Pangallo-Maesano-Favasuli

pubblicato da Renato Marino in: Ndrangheta

manetta arresti clan Sono ventisette gli arresti effettuati questa mattina nel reggino a carico di altrettante persone accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, traffico di armi e droga.

I destinatari dei provvedimenti cautelari farebbero parte delle cosche Zavettieri e Pangallo-Maesano-Favasuli attive nei territori di Roccaforte del Greco e Roghudi. Precedentemente i due gruppi si erano resi protagonisti di una faida che aveva provocato 50 morti. La cosiddetta faida di Roghudi terminata…

nel 1998 grazie alla mediazione del potente boss MORABITO Giuseppe da Africo -RC- detto “Tiradritto”, circostanza emersa in termini investigativi nell’ambito della vicenda giudiziaria scaturita in seguito all’operazione “Armonia”.

Questo pezzo d’archivio di Repubblica rende bene l’idea di cosa fu la faida di Roghudi…

Continua a leggere: 'Ndrangheta: operazione Nuovo Potere, 27 arresti a Reggio Calabria contro cosche Zavettieri, Pangallo-Maesano-Favasuli

martedì 12 gennaio 2010

Rosarno: 17 ordinanze alle ndrine, la storia del Clan Bellocco

pubblicato da gabriele ferraresi in: Ndrangheta

calabria rosarno belloccoDi Rosarno, e della rivolta dei braccianti agricoli, lavoratori stagionali sfruttati come schiavi, potete leggere qualcosa su polisblog. Qui ci occupiamo non tanto della sommossa, ma di chi, da quelle parti, comanda davvero. Non certo qualche migliaio di sfruttati, ma la ‘ndrangheta. Nel dettaglio, a Rosarno, il clan Bellocco.

Stamane, dalle 7, è partita una operazione proprio sul territorio di Rosarno - siamo nella piana di Gioia Tauro, per capirci - che ha portato alla consegna di 17 ordinanze di custodia cautelare. il reato contestato? Associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma vediamo di frugare un po’ nella storia del clan Bellocco, veri burattinai, nell’ombra ma neanche troppo, della zona.

Partiamo da un leader carismatico del clan: Umberto Bellocco, e dobbiamo tornare molti anni indietro. Al 1977, e alla strage di Rosarno, un massacro in cui tutta la violenza arcaica e l’arretratezza della “cultura” della ‘ndrangheta si fondono insieme. Risultato finale? Un massacro con donne e bambini…

Continua a leggere: Rosarno: 17 ordinanze alle ndrine, la storia del Clan Bellocco

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

giovedì 07 gennaio 2010

Tribunale Reggio Calabria: falso allarme bomba

pubblicato da gabriele ferraresi in: Ndrangheta

bombe falso allarma reggio

Per fortuna erano solo residui di botti di capodanno: ma stamattina al tribunale di Reggio Calabria sembrava che ci fossero altre due bombe. Dopo il messaggio artigianale delle ‘ndrine della domenica passata, era un’ipotesi realistica. Gli artificieri e gli investigatori hanno dichiarato che sarebbe solo un petardo, quello ritrovato stamane.

Meglio così: ma è il clima che si è formato, la cappa di paura che c’è, a portare alla psicosi che ti fa scambiare, magari per eccesso di prudenza, un botto di capodanno per una bomba. E l’aria che tira in Calabria, tra la longa manus del “supremo” Pasquale Condello e tutti gli altri clan che tacciono e acconsentono, non è affatto buona.

martedì 05 gennaio 2010

Bomba Procura Reggio Calabria: la longa manus della famiglia Condello?

pubblicato da gabriele ferraresi in: Ndrangheta

bomba tribunale reggio calabriaDomenica mattina, alle 5, esplode una bomba alla Procura di Reggio Calabria: un ordigno rudimentale, un messaggio mandato dalle ndrine al nuovo procuratore generale Salvatore di Landro, insediatosi da circa un mese. Con di Landro, le cosche temono un inasprimento della confisca dei beni, e con la bomba, spiegano di non apprezzare particolarmente la svolta:

«I criminali sono portati a pensare che nel processo d’appello le cose si sistemano, quando questo non avviene, quando anche qui si rendono conto che prendono bastonate, qualcuno può avere la tentazione di reagire. Si fanno i giochi nel merito, dopo c’è solo il giudizio di legittimità della Cassazione. Per dimensioni, caratteristiche e per la professionalità degli attentatori sulla matrice mafiosa non credo ci possano essere dubbi (…) su entrambi i fronti (processi in appello e confisca dei beni, ndr) ho impostato il lavoro con il massimo del rigore e del controllo. Qualcuno si era illuso che tenessimo un profilo più basso»

In precedenza, nel capoluogo calabrese, non è che si fosse intervenuti con particolare solerzia: almeno a quanto spiega Roberto Saviano in un lungo articolo pubblicato oggi su Repubblica

Continua a leggere: Bomba Procura Reggio Calabria: la longa manus della famiglia Condello?

Network Blogo