sabato 13 marzo 2010

Camorra: arrestato a Torre del Greco latitante Sebastiano Tutti, tra i 100 più pericolosi

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Latitanti


Fine della latitanza per Sebastiano Tutti, arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Napoli in un appartamento a Torre del Greco questa mattina verso le 8.30. Al momento dell’irruzione l’uomo, alla macchia dal 2007 e tra i cento latitanti più pericolosi d’Italia, era solo e stava dormendo.

Tutti è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione camorristica e traffico internazionale di stupefacenti. Più precisamente è considerato il capo di un gruppo criminale che da circa un anno avrebbe assunto il controllo della zona vesuviana.

Per gli investigatori il latitante cambiava spesso rifugio. Il panorama criminale a Torre del Greco è in mutamento, tra faide, arresti e processi in corso. Da Metropolis web:

Racket ai commercianti, a processo la cupola della camorra a Torre del Greco: i fedelissimi del clan Falanga e gli scissionisti del rione Sangennariello dovranno comparire a metà aprile davanti ai giudici della prima sezione penale di Torre Annunziata.

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martedì 09 marzo 2010

Mafia, Catania: arrestato a san Cristoforo Sebastiano Lo Giudice, ritenuto boss Carateddi

pubblicato da Renato Marino in: Latitanti Boss Mafia


Altro colpo alle cosche catanesi. Gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato ieri pomeriggio il latitante Sebastiano Lo Giudice, 33 anni, ritenuto “ai vertici” della cosca dei Carateddi, legata al clan Cappello. Nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.

L’uomo è stato sorpreso insieme ad altre 5 persone, arrestate per favoreggiamento aggravato, in una stalla nel quartiere S. Cristoforo, tra il Cortile delle Carrozze e quello di Porto Motta. Secondo gli investigatori al momento dell’irruzione era in corso un summit mafioso.

Le indagini, condotte dalla Mobile della Questura di Catania, sono state coordinate dal procuratore D’Agata e dai sostituti della Direzione distrettuale antimafia etnea Pacifico e Testa. Nel blitz sono stati sequestrati dieci chilogrammi di marijuana, nascosti in un cortile, e una pistola calibro 9×21. Sicilia Informazioni scrive:

Lo Giudice era ricercato dal 24 ottobre del 2009 quando sfuggì all’operazione Revenge contro la cosca Cappello. Nei suoi confronti era pendente un ordine di carcerazione per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. Secondo la Procura di Catania avrebbe potuto avere un ruolo importante nella faida mafiosa esplosa a metà del 2008 a Catania. Secondo la squadra mobile di Catania, alla mire espansionistiche di Lo Giudice sarebbero infatti da attribuire le tensioni che si sono innescate prima con la cosca Sciuto-Tigna e poi con Cosa nostra, capeggiata dalle storiche ‘famiglie’ Santapaola e Laudani.

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venerdì 05 marzo 2010

Canada: pericoloso pedofilo in fuga tra Ottawa e Toronto, le autorità lanciano l'allarme

pubblicato da Daniele Particelli in: Latitanti Personaggi Violenza Sessuale Foto e video

Eldon James Hardy

L’uomo che vedete in foto si chiama Eldon James Hardy, ha 64 anni ed è considerato un pericoloso pedofilo, autore di almeno 20 aggressioni a partire del 1972.

Ha trascorso gran parte della sua vita in strutture psichiatriche di massima sicurezza e qualche giorno fa, per la seconda volta, è riuscito a fuggire mentre si trovava ricoverato nel Royal Ottawa Hospital.

Le autorità locali si sono messe subito sulle sue tracce, ma al momento le ricerche non hanno avuto successo. Hardy potrebbe aver lasciato Ottawa ed essere arrivato a Toronto, a circa 450 chilometri di distanza.

La polizia di Ottawa ha reso noto che si tratta di una persone estremamente pericolosa ed ha invitato la popolazione a denunciare qualunque avvistamento.

Via | OttawaCitizen

sabato 20 febbraio 2010

Mafia: arrestato il latitante Saverio Loconsolo a Santo Domingo

pubblicato da Renato Marino in: Latitanti Mafia


Si nascondeva a Santo Domingo Saverio Loconsolo, 31 anni, tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia. L’arresto è avvenuto su una spiaggia della capitale della Repubblica Dominicana: Loconsolo stava prendendo il sole. L’operazione è stata condotta dallo Sco della Polizia in collaborazione con la Squadra Mobile di Potenza e l’Interpol.

Il mandato di cattura internazionale per Loconsolo - considerato associato al clan Cassotta di Melfi e ricercato per associazione mafiosa, estorsione e usura - era stato emesso nell’aprile del 2009 dalla Procura di Potenza. Alla cattura si è arrivati dopo un serie di pedinamenti di soggetti vicini al ricercato. Il clan Cassotta di Melfi si contende il territorio con l’altro clan storico del Vulture-Melfese, i Delli Gatti. Da Il Quotidiano della Basilicata (18/08/2009):

Serre è una contrada immersa nel verde, a pochi chilometri da Melfi. Lì la famiglia Delli Gatti, quella dei «maroscia», come la chiamano a Melfi, ha un’abitazione di campagna. C’è chi ricorda che quando Rocco era ancora vivo si riuniva lì con i suoi compari tutti gli anni il giorno di ferragosto. Quando Rocco maroscia era ancora il boss che vantava conoscenze cutoliane e nel Vulture era il più rispettato.

Quando, tolto di mezzo il primogenito Ofelio Antonio, gli altri fratelli della famiglia Cassotta erano ancora considerati dei ragazzini. Quando i soldi a Melfi arrivavano in quantità, grazie al boom dell’area industriale. In quella casa, forse, venivano decise le strategie del clan. Dalla quota di pizzo da imporre alle imprese che stavano costruendo lo stabilimento della Fiat nel 1990 alle rapine, al traffico di droga e di armi, al controllo degli appalti pubblici, a qualche omicidio. Perché il clan Delli Gatti, sostengono i magistrati della procura antimafia di Potenza, è in guerra con la famiglia Cassotta.

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Chi è Pasquale Giovanni Vargas, l'erede di Bidognetti arrestato a Giugliano?

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Latitanti Boss Criminalità organizzata

Un nuovo colpo è stato inferto nelle ultime ore al clan camorristico dei Casalesi: il boss Pasquale Giovanni Vargas, inserito nella lista dei cento latitanti ricercati più pericolosi, è stato arrestato a Giugliano, al confine tra Napoli e Caserta.

Vargas, 43 anni, è considerato il braccio destro del boss Francesco Bidognetti e suo erede: nell’ambito del processo Spartacus, che si è definitivamente concluso qualche settimana fa, è stato condannato a 12 anni di carcere.

Lui, considerato un killer ed un estorsore, operava prevalentemente tra Castel Volturno, Mondragone e Casal di Principe e, secondo quanto reso noto dalle autorità, faceva da ponte tra il latitante Michele Zagaria e le altre frange del clan.

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giovedì 18 febbraio 2010

Droga: arrestato in Spagna il latitante Pietro Matranga

pubblicato da Renato Marino in: Droga e Narcotraffico Latitanti Mafia


Era alla macchia da meno di quattro mesi Pietro Matranga, 58 anni, originario di Piana degli Albanesi (Palermo) ma da quasi quarant’anni trapiantato a Milano. L’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce il 27 ottobre scorso quando non era rientrato nel carcere di Bollate dopo un permesso premio concessogli. Quello stesso giorno dagli arresti domiciliari era evaso anche il fratello maggiore Gioacchino, “Il re della coca”, poi arrestato la sera di san Silvestro a Milano e ora recluso nel carcere di Lodi dove sta scontando 22 anni di carcere.

Pietro Matranga, nei 70’ esponente di rilievo del traffico internazionale di droga, è stato catturato ieri alle 11.15 a Roda de Barà, in Spagna, come comunicato dalla questura di Milano che ha condotto l’indagine in collaborazione con il NIC della polizia penitenziaria e le autorità spagnole. Ora lo attende una pena residua a undici anni di carcere, sempre per reati in materia di stupefacenti. E la Spagna ritorna anche in occasione del suo precedente arresto. Correva il 2000. Dall’Archivio di Repubblica:

Quando il tenente dei carabinieri di Ventimiglia ha visto la lista delle persone controllate mentre andavano avanti e indietro dalla frontiera, lui che a Milano ha lavorato in passato, è sobbalzato sulla sedia. Nell’elenco c’era anche il milanese d’adozione Pietro Matranga, narcotrafficante di spessore internazionale, fratello di quel Gioacchino diventato famoso anche perché nei rutilanti anni ‘80 aveva addentellati con i socialisti che contavano e partecipava a cene preelettorali del Garofano.

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sabato 13 febbraio 2010

'Ndrangheta, Platì: arrestato latitante Saverio Trimboli, tra i 100 più pericolosi d’Italia

pubblicato da Renato Marino in: Ndrangheta Latitanti


Era tra i cento latitanti più pericolosi d’Italia Saverio Trimboli, 36 anni, ritenuto esponente di rilievo dell’omonima cosca di Platì, comune di 4.000 abitanti in provincia di Reggio Calabria. Trimboli era latitante da 16 annni, da quando nei suoi confronti venne spiccato dal gip del Tribunale di Torino un ordine di cattura per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria lo hanno arrestato nella notte nel centro di Platì. L’uomo si nascondeva in un’abitazione, tra via Mittica e via Roma, nella quale erano stati ricavati due bunker, di 30 e 25 metri quadrati. Al momento dell’irruzione dei militari dell’Arma Trimboli era proprio in uno dei bunker.

Nel corso della perquisizione sono stati trovati 30 scanner, 20 radio portatili, strumenti idonei a rinvenire microspie e 10.000 euro. L’abitazione è di proprietà di un soggetto emigrato da decenni in Australia.

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giovedì 11 febbraio 2010

Mafia: arrestato a Montegranaro nelle Marche il latitante Pietro Pernagallo

pubblicato da Renato Marino in: Latitanti Mafia


Il latitante Pietro Pernagallo, originario di Grammichele (Catania) e appartenente alla famiglia nissena di Cosa nostra, è stato arrestato ieri a Montegranaro in un’operazione coordinata dalla Dda di Ancona ed eseguita dalle squadre mobili di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno. A suo carico pendeva un ordine di cattura emesso in seguito a una sentenza di secondo grado pronunciata dalla Corte d’appello di Caltanissetta.

Pernagallo è ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio di Salvatore Saitta, all’epoca rappresentante dalla famiglia mafiosa di Enna, avvenuto nel giugno 1992 nell’ambito di un regolamento di conti tra le cosche locali. Il ricercato, che viveva a Montegranaro insieme alla moglie, è stato sorpreso allora di pranzo nel ristorante “Arcobaleno Maxim” di cui era comproprietario insieme ad altre persone originarie del Sud Italia.

Pernagallo finora era riuscito a sfuggire alla cattura anche grazie alla carta d’identità contraffatta del fratello, incensurato, alla quale aveva apposto la propria foto. Alla cattura si è arrivati in seguito ad una complessa attività d’intercettazione su soggetti a lui vicini. Una trentina di poliziotti hanno fatto irruzione nel ristorante bloccando subito il ricercato che non ha opposto resistenza.

Mandante dell’omicidio Saitta è considerato il boss ergastolano Piddu Madonia…

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venerdì 22 gennaio 2010

‘Ndrangheta: arrestato a Grotteria latitante Francesco Muià, cosca Ursino

pubblicato da Renato Marino in: Ndrangheta Latitanti


Fine della latitanza per Francesco Muià, 34 anni, ricercato dal 2006 per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri l’hanno scovato in contrada Farri Superiore nel Comune di Grotteria (Reggio Calabria) in un casolare di proprietà dei coniugi Sergio Iergolino, già noto alle forze dell’ordine, e Susanna Macrì, arrestati insieme alla figlia 19enne.

Nel covo i carabinieri di Locri, Roccella e dello Squadrone Cacciatori “Calabria”, hanno trovato una carabina, munizioni, un computer portatile e telefoni cellulari. Muià, considerato appartenente alla ‘ndrina Ursino di Marina di Gioiosa Jonica, legata alla cosca Aquino di Roccella, era sfuggito all’arresto nel 2006, nell’ambito dell’operazione Mito 3 coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.

In quell’operazione vennero sequestrate circa 10 tonnellate di cocaina provenienti dalla Colombia. I carabinieri del Ros avevano documentato un traffico di droga che dal Sud America arrivava in Europa, attraverso Spagna Olanda e Albania, per essere poi distribuita a clan di camorra e ‘ndrangheta.

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sabato 16 gennaio 2010

Maxi processo Spartacus: la Cassazione conferma i 16 ergastoli

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Latitanti Boss Omicidi-Suicidi Inchieste e processi

processo-spartacus

La Cassazione, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, ha respinto i 24 ricorsi presentati dagli imputati del processo Spartacus, di cui ci siamo occupati più volte in passato.

Confermate quindi tutte le condanne, inclusi i 16 ergastoli ad altrettanti boss del clan camorristico dei Casalesi, tra cui Francesco “Sandokan” Schiavone, Francesco Bidognetti, Michele Zagaria e Antonio Iovine.

Si chiude così una delle pagine più cruente nella storia del crimine italiana, come confermato dallo scrittore Roberto Saviano:

Le condanne definitive al clan dei casalesi dimostrano che la camorra non è imbattibile. Spero che questo sia solo l’inizio e non la fine di una battaglia necessaria. Bisogna ricordare che i reati per i quali la Corte ha confermato le condanne emesse dai giudici del merito risalgono al 1996, quindi si è fatta giustizia per il passato ma per il presente e per il futuro la strada è ancora lunga. Tuttavia, è anche su questa pronuncia definitiva che dovrà costruirsi l’azione di contrasto alle mafie, che solo attraverso il diritto potranno essere sconfitte. Ora, però, il pensiero deve andare a tutti i morti ammazzati innocenti e agli africani che si ribellano ai poteri criminali in una terra dove in troppi abbassano la testa. A loro deve essere dedicata questa vittoria dello Stato. Una vittoria importante, un nuovo inizio sperando che su questi argomenti i media tengano sempre accesi i riflettori.

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