Traffico di rifiuti tossici in Lombardia: tra i 10 arrestati c'è anche Salvatore Accarino

pubblicato da Daniele Particelli

rifiutitossici

Dopo i 20 arresti effettuati pochi giorni a Napoli per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla falsificazione dei formulari per lo smaltimento, una nuova operazione nello stesso ambito è stata condotta nelle ultime ore in Lombardia.

I carabinieri del Gruppo tutela ambiente ha eseguito dieci provvedimenti restrittivi ai danni di altrettante persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e riciclaggio.

L’organizzazione operava prevalentemente nella zona di Fagnano Olona, in provincia di Varese, in un sito in cui era previsto il solo ricovero di mezzi.

Loro invece lo utilizzavano come base di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi.

Continua a leggere: Traffico di rifiuti tossici in Lombardia: tra i 10 arrestati c'è anche Salvatore Accarino

condividi condividi 0 commenti martedì 19 gennaio 2010

Smaltimento illegale di rifiuti: tra i 20 arrestati c'è anche Cicciotto Cartofer

pubblicato da Daniele Particelli

rifiuti_campania

Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla falsificazione dei formulari per lo smaltimento: è questo il reato contestato dalla Procura di Napoli a venti persone, quasi tutti imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

I venti indagati - alcuni si trovano in carcere, altri agli arresti domiciliari - avevano creato un sistema per smaltire più velocemente ed illegalmente le carcasse delle automobili.

Mescolavano le lamiere delle auto insieme a pezzi di elettrodomestici, poi spedivano tutto ad alcuni stabilimenti del nord Italia, dove il materiale veniva lavorato “arrecando grave danno all’ambiente“.

Tra gli imprenditori raggiunti dal provvedimento c’è anche tale Cicciotto Cartofer, titolare dell’azienda Cartofer di Arzano, che per anni è stato protagonista di spot nelle tv locali per promuovere la semplicità con cui la sua azienda si occupava di rottamazione e smaltimento.

Continua a leggere: Smaltimento illegale di rifiuti: tra i 20 arrestati c'è anche Cicciotto Cartofer

condividi condividi 0 commenti mercoledì 13 gennaio 2010
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Rifiuti: operazione Acciao sporco, 166 indagati, il ruolo dell'impresa Palmieri Francesco di Lamezia Terme

pubblicato da Renato Marino


Sono 166 le persone indagate nell’ambito dell’operazione “Acciaio sporco”, condotta dai carabinieri del Noe e del Comando provinciale di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme.

Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di una ben rodata organizzazione dedita alla gestione illecita di rottami ferrosi nel comprensorio lametino e il ruolo chiave, come riporta Strilli, dell’impresa “Palmieri Francesco”…

semplicemente autorizzata alla “raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”. Intorno all’impresa, gestita da Francesco Palmieri, sarebbe emersa l’esistenza di una fitta rete di conferitori di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta di 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 soggetti privati. Si sarebbe trattato di un rete ramificata a livello regionale.

Palmieri riveste anche la carica di amministratore unico della societa’ “Ecofuturo s.r.l.”, anch’essa con sede in Lamezia Terme (CZ) ed operante nel campo del commercio all’ingrosso di rottami ferrosi, utilizzata, di fatto, unicamente come ditta trasportatrice della materia prima seconda (M.P.S.) illecitamente prodotta - secondo le indagini - dalla “Palmieri Francesco”.

Continua a leggere: Rifiuti: operazione Acciao sporco, 166 indagati, il ruolo dell'impresa Palmieri Francesco di Lamezia Terme

condividi condividi 0 commenti giovedì 07 gennaio 2010

Trovato relitto di nave con rifiuti tossici al largo di Cetraro, un'altra "nave a perdere"

pubblicato da Renato Marino


Un’altra “nave a perdere”, dopo la Jolly Rosso e le altre, zeppa di rifiuti tossici nella acque calabresi. Parliamo del grosso mercantile, lungo 110-120 metri, trovato sul fondo marino a venti miglia da Cetraro, sulla costa tirrenica cosentina. A segnalare l’esatta posizione del relitto, che sarebbe lì dal ‘92, era stato un collaboratore di giustizia, Francesco Fonti. Ieri la conferma.

Secondo il “pentito” la nave (“Cunsky”) è stata affondata con a bordo 120 bidoni di rifiuti tossici, forse radioattivi. Una carica esplosiva piazzata a prua e la nave è scomparsa sotto 500 metri d’acqua. Le ricerche sono state condotte dalla motonave “Coopernaut Franca” e dall’Arpacal con l’ausilio di un robot marino messo a disposizione dalla Regione Calabria.

Le prime foto e immagini del relitto sembrano avvalorare le dichiarazioni di Fonti, che avrebbe parlato anche di altre due “navi a perdere” affondate nelle acque calabresi. Le indagini sono condotte dalla Procura della Repubblica di Paola.

Continua a leggere: Trovato relitto di nave con rifiuti tossici al largo di Cetraro, un'altra "nave a perdere"

condividi condividi 4 commenti domenica 13 settembre 2009

Gela: cittadini pieni di arsenico

pubblicato da Vito Parisi


Di solito si liquidano con “allarmismo ingiustificato” le dichiarazioni o le allerte lanciate dai diversi gruppi ecologisti che di volta in volta segnalano i possibili problemi di un’area soggetta ad inquinamento.

Sfortunatamente per gli abitanti di Gela questo allarmismo trova riscontro in una ricerca portata avanti dal CNR che ha analizzato 262 persone (uomini e donne) riscontrando un dato allarmante: il 20% presenta nel sangue tracce di arsenico, rame, piombo, cadmio e mercurio.

Nell’area, nota per essere una delle più inquinate al mondo, le persone affette da queste caratteristiche non sono operai specializzati che potrebbero avere un contatto diretto con i materiali tossici. Al contrario parliamo di casalinghe ed impiegati con un livello di arsenico nel sangue 1600% superiore al limite!

Continua a leggere: Gela: cittadini pieni di arsenico

condividi condividi 1 commento lunedì 03 agosto 2009
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Mafia: DIA Messina sequestra beni mafiosi per 50 milioni di euro agli imprenditori Pellegrino, ritenuti vicini clan Spartà

pubblicato da Renato Marino


Beni sequestrati per oltre 50 milioni di euro. È il duro colpo inferto dalla DIA di Messina a due fratelli imprenditori, Nicola e Domenico Pellegrino, 47 e 39 anni, considerati elementi di spicco di un’ organizzazione criminale affiliata al clan mafioso di Giacomo Spartà, ritenuto egemone nel racket delle estorsioni nella zona sud di Messina.

Per gli inquirenti la società dei fratelli Pellegrino, la Messina Calcestruzzi, ha gestito in regime di, quasi, monopolio le forniture di calcestruzzo nel messinese. Le indagini hanno anche accertato la scadente qualità del conglomerato fornito e utilizzato per costruire edifici pubblici e privati.

I provvedimenti di sequestro riguardano le quote sociali di cinque società, 39 immobili, 40 automezzi, 2 impianti di produzione del calcestruzzo, rapporti bancari e polizze assicurative. Comprensibile la soddisfazione del procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte.

Continua a leggere: Mafia: DIA Messina sequestra beni mafiosi per 50 milioni di euro agli imprenditori Pellegrino, ritenuti vicini clan Spartà

condividi condividi 1 commento giovedì 25 giugno 2009

Centrale di Cerano: 10 arresti per associazione a delinquere e disastro ambientale. Tra questi alcuni funzionari ENEL

pubblicato da Fabio Mascagna

Centrale termoelettrica di CeranoLa Procura della Repubblica di Reggio Calabria assieme al nucleo investigativo provinciale della Polizia Ambientale e Forestale di Reggio Calabria hanno portato oggi a 10 arresti per un’indagine iniziata nel 2005 relativa allo smaltimento di rifiuti tossici nella centrale a carbone di Cerano (Brindisi). Gli arrestati, di cui 4 in carcere e 6 agli arresti domiciliari sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi e disastro ambientale. Tra questi compaiono alcuni dirigenti ENEL del posto.

La Federico II di Cerano è la più grande centrale termoelettrica d’Italia a carbone e, a quanto scoperto dalle indagini, i rifiuti tossici di smaltimento venivano occultati occultati in una cava di argilla nel comune di Motta S. Giovanni (Reggio Calabria) adiacente un’industria di laterizi. In un’area, peraltro, sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico. Tramite certificazioni false gli scarti passavano come “non pericolosi” e buttati nella cava per poter essere recuperati in seguito per la creazione (fittizia) di mattoni. Mattoni tossici, quindi.

Sono tonnellate gli scarti tossici ritrovati nelle cave, a due passi dal mare e dai terreni agricoli: sono state stimate circa 100mila tonnellate di rifiuti smaltiti dal gruppo criminale soltanto nel periodo 2006/2007. Il profitto? Oltre 6milioni e 400mila euro l’anno, mica male. Nel frattempo si torna a parlare di un’ipotesi nucleare in Puglia, che con questi presupposti non lascia per niente ben sperare.

Fonte | SudNews

condividi condividi 0 commenti mercoledì 13 maggio 2009

4000 tonnellate di cibo scaduto sequestrate a Salerno

pubblicato da Giuseppe Pastore

Quattromila tonnellate di cibo scaduto ma in via di rietichettatura. Perché tanto ben di Dio era un peccato buttarlo, no? Ma i Nas di Salerno non l’hanno pensata così e hanno sequestrato tutto, all’interno di un deposito a Battipaglia (SA). La legge dice che alimenti detenuti in cattivo stato di conservazione, in locali abusivi e privi dei necessari requisiti igienico sanitari, non si devono commercializzare. E se la data di scadenza è stata superata da tempo non è lecito cancellarla con solventi chimici ed asportare le precedenti etichette con immersioni all’interno di vasche d’acqua.

Alla Corex, azienda che opera nel settore esportazione di alimenti Made in Italy con decine di clienti in tutto il mondo, però sono scesi dalle nuvole. Fortuna per gli noi che gli alimenti erano destinati prevalentemente al mercato nordamericano e a quello asiatico, ma chissà quante delle cose che compriamo subiscono trattamenti simili. Non ci voglio pensare, che mi sento già male…

condividi condividi 2 commenti sabato 21 febbraio 2009
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Zoomafia: così la 'ndrangheta sfrutta i combattimenti tra animali

pubblicato da Giuseppe Pastore

“Settore della mafia che gestisce attività illegali legate al traffico o allo sfruttamento degli animali”, questo dice il vocabolario riguardo alla zoomafia. E soprattutto in Calabria è un fenomeno che diventa sempre più vasto. Secondo l’Eurispes, il mercato illegale delle scommesse illecite raccoglie circa 6.500 milioni di euro contro i 2.200 provenienti dalle scommesse legali. E i reati vanno dai combattimenti illegali tra cani e le corse di cavalli dopati, fino alla diffusione di malattie infettive, attraverso la commercializzazione di carni e derivati, provenienti da animali malati.

Ciro Troiano, autore del rapporto “Zoomafia 2008”, afferma che “l’introito complessivo della zoomafia si aggirerebbe intorno ai tre miliardi di euro”. I combattimenti tra cani da soli fruttano 300 milioni di euro annui.

A farla da padrone anche le corse di cavalli: a Reggio Calabria i manovratori di questa attività erano tutti riconducibili al clan Labate: allevavano i propri cavalli e organizzavano corse clandestine, che si svolgevano nella zone del Gebbione, Saracinello, Pellaro e San Leo. Sottoponevano gli animali a maltrattamenti e alla somministrazione di sostanze antipiretiche, analgesiche e anti-infiammatorie; sostanze che agiscono sul sistema respiratorio; sostanze che agiscono sul sistema emolinfatico e sulla circolazione sanguigna. I proventi delle scommesse clandestine venivano riciclati “in modo da acquisire società, beni immobili ed attività commerciali, poi gestite in modo occulto per mezzo di prestanome”.

Continua a leggere: Zoomafia: così la 'ndrangheta sfrutta i combattimenti tra animali

condividi condividi 0 commenti mercoledì 21 gennaio 2009

I Carabinieri del NOE attaccano il business delle cremazioni

pubblicato da Luigi Perri


Il business del “caro estinto” pare non si esaurisca nella guerra tra imprese di onoranze funebri che tentano di accaparrarsi il maggior numero di clienti (e pensare che almeno quello non dovrebbe essere un settore in crisi), ma si estende anche alla gestione delle cremazioni. Quello che sta emergendo negli ultimi tempi è un quadro inquietante. Già nel mese di agosto a Massa Carrara tredici persone finiscono in manette per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso, ai reati contro la pubblica amministrazione e contro la pietà dei defunti. I Carabinieri, infatti,…

Continua a leggere: I Carabinieri del NOE attaccano il business delle cremazioni

condividi condividi 0 commenti venerdì 17 ottobre 2008
Network Blogo