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Crimini ambientali

Traffico di rifiuti speciali: 14 arresti. Coinvolto clan di camorra

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Crimini ambientali


Quattordici arresti e undici obblighi di dimora, beni per 8 milioni di euro sequestrati: sono i numeri dell’operazione eseguita stamattina dai carabinieri di Castello di Cisterna contro un presunto traffico illecito di rifiuti speciali.

Dalle indagini, condotte dei militari dell’Arma di Nola e coordinate dalla Dda di Napoli, sarebbe emerso che gli arrestati indirizzavano parte dei proventi del traffico illecito di rifiuti a un clan di camorra attivo nel Nolano e nel Vesuviano.

I reati a vario titolo contestati sono associazione per delinquere, realizzazione di discariche non autorizzate e gestione illecita di rifiuti speciali, frode in pubbliche forniture, truffa, intestazione fittizia di beni e altro; tutti reati aggravati dall’aver favorito un clan di camorra.

Foto | Flickr

Calabria, inchiesta gestione rifiuti: 5 arresti. Tra gli indagati l'assessore regionale Francesco Pugliano

pubblicato da Renato Marino in: Crimini ambientali


Cinque arresti, un assessore regionale indagato, undici persone in tutto coinvolte. Si tratta della nuova inchiesta avviata nell’estate dalla procura della Repubblica di Catanzaro sulla gestione dei rifiuti in Calabria. Nel mirino degli inquirenti imprenditori, avvocati e funzionari pubblici.

E tra gli indagati spicca il nome dell’attuale assessore regionale all’ambiente della Regione Calabria Francesco Pugliano, già sub commissario dell’Ufficio emergenziale. Il giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Abgail Mellace, su richiesta della Procura ha emesso l’ordinanza da cui si risulta anche un provvedimento di sequestro beni per 2,9 milioni di euro.

L’inchiesta parte dai due filoni venuti alla luce tra lo scorso mese di agosto e quello di settembre, quando furono rilevate prima una imponente evasione fiscale che sarebbe stata messa in piedi dai vertici della «Enertech», la società che gestisce la discarica di Alli di Catanzaro, quindi la seconda inchiesta che portò al sequestro dello stesso impianto per inquinamento da percolato.

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Catanzaro, presunta frode sui rifiuti: indagati assessore regionale Francesco Pugliano e commissario Graziano Melandri

pubblicato da Renato Marino in: Politici Crimini ambientali


Maxi sequestro di beni da parte della Guardia di Finanza di Catanzaro e indagati eccellenti nell’ambito di un’inchiesta su una presunta frode fiscale nel settore della gestione dei rifiuti. Le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli a beni riconducibili a imprenditori del settore per circa 90 milioni di euro.

Contestualmente hanno notificato un avviso di garanzia all’attuale assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano e al commissario per l’emergenza ambientale in Calabria Graziano Melandri, ex generale della Guardia di Finanza in pensione.

Indagati anche un funzionario dell’ufficio del commissario, Domenico Rechichi, e tre imprenditori. Si tratta del 64enne Stefano Gavioli, di Treviso; Loris Zerbin, 50 anni, di Campolongo Maggiore (Venezia) e Giovanni Faggiano, 52 anni, di Brindisi.

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Vibo Valentia: GdF scopre traffico e deposito di rifiuti tossici

pubblicato da Renato Marino in: Crimini ambientali


La Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha scoperto e smantellato una organizzazione accusata di trasportare e smaltire illecitamente rifiuti industriali e tossici tra Calabria, Puglia e Sicilia.

Tra i 18 destinatari dell’avviso di conclusione indagini ci sono anche due dipendenti della provincia di Vibo Valentia. Secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle a San Calogero (VV) sono state interrate 135mila tonnellate di rifiuti tossici. Scrive Tele Reggio Calabria:

I due tecnici della Provincia sono accusati di avere rilasciato autorizzazioni non conformi nei confronti della società sotto inchiesta, la “Fornace Tranquilla Srl”, il cui titolare, Giuseppe Romeo, arrestato nel novembre 2009, secondo l’accusa aveva attestato falsamente, insieme ad altri componenti l’organizzazione, il recupero mai avvenuto dei rifiuti pericolosi che, di volta in volta, venivano inviati a San Calogero e interrati a ridosso di coltivazioni ad agrumi.

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Boscoreale: 34 arresti clan Aquino e Gionta. In manette anche Francesco Casillo

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Crimini ambientali


Operazione anticamorra nel Napoletano dove i carabinieri questa mattina hanno arrestato 34 persone ritenute affiliate ai clan Gionta di Torre Annunziata e Aquino-Annunziata di Boscoreale. Le accuse sono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi e tentativo di indurre a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria, aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini partite a marzo 2009 sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e hanno mostrato che l’organizzazione gestiva una piazza di spaccio nel rione Piano Napoli di Boscoreale che riforniva i consumatori della provincia di Napoli e delle regioni vicine.

Nel corso dell’operazione sono stati posti sotto sequestro preventivo beni mobili, immobili e società riconducibili ad alcuni degli arrestati per un valore complessivo di due milioni di euro.In manette è finito anche il presunto boss del cartello criminale Francesco Casillo, 37 anni.

L’uomo è stato arrestato nella sua villa di lusso con piscina. Davanti alla sua dimora quadrifamiliare una piscina ai cui bordi anche lettini prendisole con creme abbronzanti a disposizione degli ospiti Ai lati anche delle palme, un bar e barbecue per pranzi all’aperto. Sullo sfondo una statua di Gesù.

Via | Video Comunicazioni

Camorra: 4 arresti per estorsione a imprenditore di Cancello Arnone

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Crimini ambientali


Quattro persone sono state arrestate stamattina dai carabinieri di Casal di Principe (Caserta) nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Dda partenopea. Si tratta del titolare di un’impresa di calcestruzzo e tre presunti appartenenti al clan dei Casalesi.

Tutti e quattro sono accusati di un’estorsione ai danni di un imprenditore edile di Cancello Arnone che sarebbe stato obbligato a pagare una fornitura di cemento armato per la costruzione di un’abitazione privata. Un pagamento non dovuto perché il materiale era scadente, non in regola con le caratteristiche prescritte per le aree ad alto rischio sismico.

“In Campania la camorra impone materiale scadente e rifornisce multinazionali che costruiscono parcheggi e imprese impegnate nella costruzione di case abusive sulla collina di Camaldoli” si legge nel rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente (qui il rapporto 2011).

L’anno scorso ad aprile 14 persone furono arrestate su richiesta della Dda di Caltanissetta tra Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo per la produzione di calcestruzzo depotenziato utilizzato per costruire strade a scorrimento veloce, gallerie, ospedali.

Foto | Flickr

Traffico di rifiuti tossici in Lombardia: tra i 10 arrestati c'è anche Salvatore Accarino

pubblicato da Daniele Particelli in: Crimini ambientali Bande e delinquenti

rifiutitossici

Dopo i 20 arresti effettuati pochi giorni a Napoli per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla falsificazione dei formulari per lo smaltimento, una nuova operazione nello stesso ambito è stata condotta nelle ultime ore in Lombardia.

I carabinieri del Gruppo tutela ambiente ha eseguito dieci provvedimenti restrittivi ai danni di altrettante persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e riciclaggio.

L’organizzazione operava prevalentemente nella zona di Fagnano Olona, in provincia di Varese, in un sito in cui era previsto il solo ricovero di mezzi.

Loro invece lo utilizzavano come base di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi.

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Smaltimento illegale di rifiuti: tra i 20 arrestati c'è anche Cicciotto Cartofer

pubblicato da Daniele Particelli in: Crimini ambientali Bande e delinquenti

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Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla falsificazione dei formulari per lo smaltimento: è questo il reato contestato dalla Procura di Napoli a venti persone, quasi tutti imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

I venti indagati - alcuni si trovano in carcere, altri agli arresti domiciliari - avevano creato un sistema per smaltire più velocemente ed illegalmente le carcasse delle automobili.

Mescolavano le lamiere delle auto insieme a pezzi di elettrodomestici, poi spedivano tutto ad alcuni stabilimenti del nord Italia, dove il materiale veniva lavorato “arrecando grave danno all’ambiente“.

Tra gli imprenditori raggiunti dal provvedimento c’è anche tale Cicciotto Cartofer, titolare dell’azienda Cartofer di Arzano, che per anni è stato protagonista di spot nelle tv locali per promuovere la semplicità con cui la sua azienda si occupava di rottamazione e smaltimento.

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Rifiuti: operazione Acciao sporco, 166 indagati, il ruolo dell'impresa Palmieri Francesco di Lamezia Terme

pubblicato da Renato Marino in: Crimini ambientali


Sono 166 le persone indagate nell’ambito dell’operazione “Acciaio sporco”, condotta dai carabinieri del Noe e del Comando provinciale di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme.

Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di una ben rodata organizzazione dedita alla gestione illecita di rottami ferrosi nel comprensorio lametino e il ruolo chiave, come riporta Strilli, dell’impresa “Palmieri Francesco”…

semplicemente autorizzata alla “raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”. Intorno all’impresa, gestita da Francesco Palmieri, sarebbe emersa l’esistenza di una fitta rete di conferitori di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta di 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 soggetti privati. Si sarebbe trattato di un rete ramificata a livello regionale.

Palmieri riveste anche la carica di amministratore unico della societa’ “Ecofuturo s.r.l.”, anch’essa con sede in Lamezia Terme (CZ) ed operante nel campo del commercio all’ingrosso di rottami ferrosi, utilizzata, di fatto, unicamente come ditta trasportatrice della materia prima seconda (M.P.S.) illecitamente prodotta - secondo le indagini - dalla “Palmieri Francesco”.

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Trovato relitto di nave con rifiuti tossici al largo di Cetraro, un'altra "nave a perdere"

pubblicato da Renato Marino in: Ndrangheta Crimini ambientali Criminalità organizzata


Un’altra “nave a perdere”, dopo la Jolly Rosso e le altre, zeppa di rifiuti tossici nella acque calabresi. Parliamo del grosso mercantile, lungo 110-120 metri, trovato sul fondo marino a venti miglia da Cetraro, sulla costa tirrenica cosentina. A segnalare l’esatta posizione del relitto, che sarebbe lì dal ‘92, era stato un collaboratore di giustizia, Francesco Fonti. Ieri la conferma.

Secondo il “pentito” la nave (“Cunsky”) è stata affondata con a bordo 120 bidoni di rifiuti tossici, forse radioattivi. Una carica esplosiva piazzata a prua e la nave è scomparsa sotto 500 metri d’acqua. Le ricerche sono state condotte dalla motonave “Coopernaut Franca” e dall’Arpacal con l’ausilio di un robot marino messo a disposizione dalla Regione Calabria.

Le prime foto e immagini del relitto sembrano avvalorare le dichiarazioni di Fonti, che avrebbe parlato anche di altre due “navi a perdere” affondate nelle acque calabresi. Le indagini sono condotte dalla Procura della Repubblica di Paola.

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