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Criminalità organizzata

Sacra Corona Unita, operazione antidroga: in manette 29 persone vicine al clan Tornese

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico Criminalità organizzata

tribunale di lecce

Associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti: questa il motivo dell’ordinanza ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce e notificata in queste ore a 29 persone vicine al clan dei fratelli Tornese, uno dei più noti della Sacra Corona Unita.

L’operazione, scattata nella notte tra Lecce, Arnesano, Carmiano, Porto Cesareo e Nardò, rappresenta l’epilogo di un’indagine iniziata poco più di tre anni fa che ha permesso di accertare il modus operandi del clan, dedito al traffico di cocaina, hashish e marijuana. Ne parla Lecce Prima:

Convinzione degli inquirenti è che, partendo dal comune alle porte di Lecce, il sodalizio smantellato nell’operazione delle ultime ore, si sia ramificato non sono nell’hinterland leccese ma anche a Brindisi e fino a Brescia. Non solo sostanze stupefacenti al centro delle attività criminali del gruppo: le indagini hanno infatti appurato che il sodalizio - che aveva a disposizione il proprio arsenale - era inserito nell’organizzazione della Sacra corona unita, con particolari legami con il clan più rappresentativo, quello dei fratelli Mario e Angelo Tornese, già in carcere.

Al momento sono stati eseguiti già 28 provvedimenti, molti dei quali sono stati notificati in carcere. A questi vanno aggiunti i dodici arresti in flagranza di reato effettuati nel corso di questi ultimi tre anni di indagine

Via | Qui Brescia

'Ndrangheta e narcotraffico nel bresciano: dieci persone in manette

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Droga e Narcotraffico Criminalità organizzata

QuesturaBrescia

Dieci persone sono finite in manette in queste ultime ore nel bresciano nel corso di un’operazione finalizzata a smantellare un gruppo di narcotrafficanti vicini a clan ‘ndranghetisti della provincia di Reggio Calabria.

Il gruppo, che tra i suoi membri aveva personaggi di spicco legati alle famiglie Morabito e Papalia, era impegnato in una vasta attività di traffico internazionale di droga - prevalentemente cocaina - proveniente dal Sudamerica e destinata ad essere commerciata in Italia.

All’operazione, che ha portato all’arresto, tra gli altri, del pregiudicato Pino Mazzaferro, hanno preso parte circa 50 poliziotti della squadra Mobile di Brescia, in collaborazione con gli agenti del reparto prevenzione crimine Lombardia.

Via | Il Giornale Di Brescia

'Ndrangheta, evaso il boss Antonio Pelle: era ricoverato in ospedale da cinque giorni

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Boss Evasioni Criminalità organizzata

AntonioPelle

E’ ritenuto uno degli esponenti di spicco della cosca Pelle-Vottari di San Luca e stava scontando una condanna a 10 anni di carcere per coltivazione di canapa indiana e a 13 anni per associazione per delinquere di stampo mafioso e favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta denominata Fahida.

Antonio Pelle, 49enne conosciuto anche come “Vancheddu” o “la mamma“, dall’aprile scorso stava scontando la sua condanna ai domiciliari che gli erano stati concessi per motivi di salute.

Cinque giorni fa, però, aveva avuto un malore ed era stato ricoverato nell’ospedale di Locri. Da lì, ieri pomeriggio, è riuscito ad evadere, approfittando del fatto che, per motivi ancora da accertare, non era piantonato dagli agenti.

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'Ndrangheta, in manette il boss Francesco Pesce, latitante dal maggio 2010

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Francesco Pesce

E’ finita ieri, dopo oltre un anno, la latitanza del boss Francesco Pesce, 32enne presunto reggente dell’omonima ‘Ndrina di Rosarno.

L’uomo, latitante dal maggio 2010, è stato fermato proprio a Rosarno, nascosto in un bunker - 40 metri quadri con cucina, bagno e camera da letto, collegamento internet, aria condizionata e impianto di videosorveglianza - interrato nel cortile dell’azienda agricola Demol Sud.

Fondamentale per il suo arresto è stata la collaborazione della cugina Antonietta, che ha aiutato gli inquirenti a ricostruire le attività della cosca e il nuovo ruolo del giovane.

Francesco, accusato di associazioni mafiosa e di diversi delitti, è il figlio del boss ergastolano Antonino “Testuni” Pesce, detenuto ormai dagli anni ‘80.

Camorra, colpo al clan Belforte: sequestrate case e ville del valore di oltre 110 milioni di euro

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Criminalità organizzata

sequestri clan belforte

Un maxi sequestro è stato messo a segno in queste ore da parte della Dia di Napoli, su disposizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), ai danni di Salvatore Belforte, boss dell’omonimo clan attivo nel Casertano, nei territori di Marcianise e San Nicola la Strada.

La Dia ha conficato beni del valore complessivo di 110 milioni di euro, acquistati dal clan Belforte ed attribuiti, per eludere la normativa antimafia, all’imprenditore prestanome Salvatore Tartaglione e ai suoi familiari.

In totale la Dia di Napoli ha confiscato oltre 60 immobili: interi stabili con decine di appartamenti, 8 appezzamenti di terreno, 8 società e una megavilla da oltre 4mila metri quadrati in località Vaccheria.

UPDATE: Salvatore Tartaglione è stato assolto al termine del processo di primo grado che lo ha visto imputato con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. I beni sequestrati ad agosto gli sono stati restituiti.

Via | Il Mattino

'Ndrangheta, traffico internazionale di cocaina: in manette 12 persone affiliate alla cosca Mancuso

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Droga e Narcotraffico Criminalità organizzata

arresti Mancuso

Ancora un colpo per la cosca della ‘ndrangheta Mancuso di Vibo Valentia: dopo gli arresti dello scorso 29 luglio, altre 12 persone ritenute vicine alla cosca sono finite in manette in queste ore nel corso dell’operazione denominata Due Torri Connection.

L’indagine, durata più di un anno, ha permesso di scoprire un vasto traffico internazionale di cocaina: la droga proveniva dall’Ecuador e dalla Colombia ed arrivava in Italia a bordo di aerei privati e motonavi.

La base logistica dell’organizzazione era una villa a Bentivoglio, in provincia di Bologna: lì Francesco Vintrici, 39enne di San Calogero che operava per conto della cosca, organizzava summit con narcos spagnoli e colombiani per concludere le trattative.

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Messico: nel 2010 omicidi aumentati del 23 percento rispetto all'anno precedente

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico Omicidi-Suicidi Criminalità organizzata


Sono appena state rese note le statistiche relative agli omicidi avvenuti nel corso del 2010 in Messico, da anni ormai dilaniato dalla guerra che le varie bande di narcotrafficanti stanno combattendo per la supremazia del territorio.

E i dati non sono affatto confortanti. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (INEGI), nel 2010 gli omicidi sono aumentati del 23 percento rispetto al 2009.

Ben 24.374 omicidi (nel 2009 erano stati 19.803), di cui solo 15 mila sono stati attribuiti al crimine organizzato. Gli altri, conferma l’INEGI, sono frutto del crimine di strada, il cui aumento era già stato confermato dallo studioso Ricardo Ainslie.

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Maxi operazione contro la camorra: in manette 36 persone

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico Camorra Criminalità organizzata

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E’ scattata stanotte, ed è ancora in corso, una maxi operazione dei carabinieri di Torre Del Greco contro la camorra: due diverse indagini che hanno portato all’arresto di 36 persone affiliate a cinque diversi clan.

Venti persone, affiliate ai clan Sarno, Cuccaro e De Luca Bossa, attivi tra Ponticelli, Barra e Cercola, sono accusate a vario titolo di di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, violazione alla Legge sulle armi, estorsione e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.

Gli altri sedici, affiliati ai clan Rinaldi-Reale e D’Amico-Mazzarella, devono rispondere all’accusa di omicidio, violazione alla Legge sulle armi, estorsione e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.

Via | Il Nolano

'Ndrangheta, processo Fehida: 8 ergastoli per la faida tra le cosche di San Luca

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Stragi Criminalità organizzata Inchieste e processi

strage di Duisburg

Con la sentenza emessa oggi dalla Corte d’assise di Locri è stato messo un punto fermo sulla faida di San Luca. Sono state accolte le nostre motivazioni; le prove e gli elementi che abbiamo raccolto hanno retto durante la fase dibattimentale. Non è stato un processo semplice ma siamo riusciti a fare piena luce su quanto è accaduto. Con la nostra indagine si è acclarato che la ‘ndrangheta è presente in modo forte in Europa ed anche nel resto del mondo. Le cosche sono capaci di gestire potere, anche quello economico. Ma tutto questo, per noi, non era una novità.

Queste le parole pronunciate dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, subito dopo la lettura del dispositivo di sentenza per il processo Fehida, di cui ci siamo occupati anche questa mattina.

Otto le condanne all’ergastolo per tre diversi agguati: la strage di Duisburg del 15 agosto 2007 in cui persero la vita sei persone, l’omicidio di Maria Strangio, uccisa il 25 dicembre 2006, e quello di Bruno Pizzata, freddato nel gennaio 2007.

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'Ndrangheta, processo Fehida: oggi sentenza d'appello per la strage di Duisburg

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GiovanniStrangio

Dovrebbe essere emessa oggi, verso mezzogiorno, la sentenza del processo d’appello per la faida di San Luca, la guerra tra la cosca dei Pelle-Vottari e quella dei Nirta-Strangio che ha avuto il suo apice nel ferragosto 2007 a Duisburg, in Germania, con la strage in cui persero la vita sei persone.

Quattordici le persone imputate nel processo Fehida (che prende il nome dalla maxi operazione scattata il 30 agosto 2007), tutti esponenti delle cosche di San Luca. Tra questi ci sono Giovanni Strangio, unico imputato per la strage, Francesco ‘Ciccio Pakistan’ Pelle, Francesco ‘Ciccio u Frunzu’ Vottari e Sebastiano ‘il professore’ Vottari, accusati invece dell’omicidio di Maria Strangio, moglie di Giovanni Luca Nirta, uccisa nel natale 2006.

Per loro è stata chiesta una condanna all’ergastolo con isolamento di sei mesi.

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