
I militari della Guardia di Finanza da stamattina sono impegnati nell’operazione denominata Narciso. Cinquantatré le perquisizioni domiciliari eseguite in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e Campania a carico di persone indagate ma non destinatarie di ordinanze di custodia a differenza del professor Mario Dini.
L’uomo, primario del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Azienda universitaria ospedaliera Careggi di Firenze, nonché direttore della Scuola di specializzazione di Chirurgia plastica ricostruttiva estetica, è stato arrestato e posto ai domiciliari su ordine del gip di Firenze Paola Belsito. L’indagine è stata coordinata dai sostituti procuratori Luca Turco e Giuseppina Mione.
Oltre al primario del Careggi Mario Dini nell’inchiesta sarebbero coinvolti altri medici e informatori scientifici di una società specializzata nella produzione di protesi. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati sono peculato, corruzione, concussione, falsità ideologica in atti pubblici e abuso d’ufficio.
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È stato fermato stamattina ad Imperia il costruttore Francesco Caltagirone Bellavista, 74 anni. L’ipotesi di reato a carico dell’imprenditore romano che guida il gruppo Acqua Pia Antica Marcia, tra le più antiche e importanti realtà italiane del settore immobiliare, sarebbe di truffa aggravata.
L’inchiesta riguarda la costruzione del porto turistico di Imperia i cui lavori sono stati affidati al gruppo di Caltagirone Bellavista. Il fermo è stato eseguito al Comune di Imperia da personale della polizia postale e della GdF.
Caltagirone Bellavista poco dopo le 10 avrebbe dovuto incontrarsi con il sindaco Paolo Strescino (Pdl) per il rinnovo delle concessioni relative al porto di Imperia di cui lo stesso imprenditore è azionista. La misura cautelare è stata emessa dal Gip del capoluogo ligure.
Secondo l’Ansa un’altra misura restrittiva è stata notificata a Carlo Conti, ex direttore Porto di Imperia Spa - società partecipata al 33% dal Comune di Imperia -, per l’accusa di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato.
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Otto persone - tra cui imprenditori, funzionari e dirigenti del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche della Campania e Molise - sono state arrestate stamattina dai carabinieri del Noe di Napoli. L’accusa è corruzione aggravata, l’inchiesta riguarda l’appalto per la realizzazione della sede del polo tecnologico del Centro Nazionale Ricerche di Napoli, a Fuorigrotta. Qualche dettaglio in più sull’inchiesta si legge sul Mattino:
Le indagini nascono da un’inchiesta sull’appalto per la discarica di Chiaiano. Centrale è la figura di uno degli arrestati, Carlo Romano, il quale aveva la funzione di fare da mediatore tra un gruppo di imprenditori e funzionari e dirigenti del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise. Per l’appalto relativo al Polo tecnologico di Fuorigrotta, il mediatore avrebbe ricevuto un compenso di 20 mila euro, cinquemila dei quali sono stati sequestrati dai carabinieri. Nell’ambito dell’inchiesta, inoltre, gli investigatori hanno scoperto che un gruppo di dirigenti del Provveditorato tramava per spodestare il Provveditore alle Opere Pubbliche, Giovanni Guglielmi, e sostituirlo con uno degli arrestati.
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Lino Brentan, amministratore delegato della Società delle Autostrade di Venezia e Padova, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Venezia questa mattina.
Sarebbe accusato di corruzione e atti contro i doveri d’ufficio in relazione a procedure d’appalto in un’inchiesta su un presunto giro di tangenti. Un’indagine, quella coordinata dal pm Stefano Ancilotto e dal procuratore capo di Venezia Luigi Delpino, partita alcuni mesi fa.
Nel mirino della Procura erano finiti “i vertici” del settore edilizia della Provincia di Venezia che sarebbero riusciti ad assegnare la maggior parte dei lavori pubblici da realizzare sul territorio a un gruppo di imprenditori loro legati, senza gare d’appalto pubbliche.
Continua a leggere: Arrestato Lino Brentan, Ad Autostrada Venezia-Padova

Tangenti per scalare posizioni nelle liste di attesa della procreazione medicalmente assistita. Con questa accusa è stato arrestato dalla GdF il primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) Carlo Cetera.
Il medico, cui sono stati concessi i domiciliari, avrebbe indotto delle coppie che speravano di avere un figlio a pagare una “mazzetta” (dai 2.000 ai 2.500 euro) per ogni tentativo di procreazione assistita.
Dietro il pagamento della tangente, secondo le indagini delle Fiamme Gialle di Belluno, il primario avrebbe provveduto a ridurre di parecchio i tempi di attesa di una lista pubblica che normalmente sono di due anni.

È accusato di corruzione, millantato credito, falsità materiale e intralcio alla giustizia il vigile urbano arrestato ieri a Roma dalla Polfer. C.M., di 49 anni, secondo le indagini stracciava le multe a taxisti e noleggiatori anche abusivi dietro un compenso in denaro che prometteva di restituire.
Il vigile, indagato da diversi mesi in stato di libertà, non è l’unico del GIT (gruppo Intervento Traffico) ad essere finito nel mirino della Polfer, l’inchiesta riguarda anche la concessione delle licenze di noleggio. Ad aprile, si legge sul Messaggero, dopo una perquisizione in alcuni uffici della Prefettura di Roma, otto persone erano state iscritte nel registro degli indagati.
L’arresto dell’agente della municipale si è reso necessario per il pericolo di inquinamento delle prove. Il vigile infatti, sebbene già indagato e trasferito cautelativamente ad altro incarico ad ottobre, avrebbe tentato di depistare le indagini contattando alcuni protagonisti della vicenda per ammorbidire la loro posizione.
Continua a leggere: Roma: in manette vigile urbano accusato di cancellare le multe ai tassisti

Nuova ondata di arresti ai danni del clan camorristico dei Casalesi, un’operazione coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha permesso di scardinare una complessa rete di politici e personaggi noti del mondo bancario vicini ai gruppi Schiavone e Bidognetti.
Sono oltre 50 le persone finite in manette tra Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, tutte accusate a vario titolo di associazione camorristica, riciclaggio, corruzione e falso.
Tra i destinatari c’è anche Nicola Cosentino, ex sottosegretario del governo Berlusconi, accusato di concorso in falso, violazione della normativa bancaria e reimpiego di capitali. La richiesta d’arresto per il politico è in corso di notifica in queste ore alla presidenza della Camera dei deputati.
Continua a leggere: Camorra, blitz contro i Casalesi: oltre 50 arresti in tutta Italia

Due liberi professionisti e tre dipendenti del comune di Palermo sono stati arrestati stamattina dalla Squadra mobile con l’accusa di essere coinvolti in un giro di tangenti versate per il rilascio di autorizzazioni a imprenditori e commercianti. Ai cinque indagati sono stati concessi i domiciliari. L’accusa per loro è di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, corruzione e falsità ideologica. Spiega Live Sicilia:
L’indagine, avviata nel 2009, ha preso spunto dalla dichiarazioni di un gestore di giostre che aveva denunciato le richieste di denaro da parte di un geometra in servizio presso il Comune. L’attività investigativa, basate anche su intercettazioni telefoniche e ambientali, ha fatto emergere le condotte illecite dei tre dipendenti pubblici che gestivano l’istruttoria per il rilascio di autorizzazioni e licenze su aree pubbliche per attività commerciali e dei due professionisti incaricati di redigere i relativi progetti.
I nomi degli arrestati non sono ancora noti, per le 10:30 è prevista una conferenza stampa presso il Tribunale di Palermo. Per ora si sa che le “mazzette” sarebbero state pagate nei settori dei servizi alle imprese, urbanistica ed edilizia. Le ordinanze sono state emesse da Gip di Palermo Ferdinando Sestito su richiesta del Pm Ennio Petrigni che ha coordinato l’indagine con il procuratore aggiunto Leonardo Agueci.
Via | Live Sicilia

Quattro persone sono state arrestate stamattina a Parma in un’operazione della Guardia di finanza denominata Easy Money. Sono accusate di corruzione e tentata concussione. Tra i destinatari del provvedimento emesso dalla locale procura c’è anche Paolo Bernini, assessore alle Politiche per l’infanzia e alla Scuola.
Gli altri arrestati sarebbero un collaboratore di Bernini e due imprenditori. Bernini, in quota Pdl, nel 2002 era stato nominato consigliere al dicastrero dei trasporti, allora retto da Pietro Lunardi, con delega ai rapporti con gli Enti locali.
Già nei mesi scorsi a Parma l’inchiesta Green Money si era abbattuta sull’amministrazione comunale portando all’arresto del comandante dei vigili urbani Giovanni Maria Jacobazzi e di alcuni funzionari e dirigenti.
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Undici persone sono state arrestate a Parma con le accuse di corruzione e peculato. Tra loro il comandante della polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi e altri due dirigenti del Comune, Emanuele Moruzzi, direttore dell’area Benessere e Sostenibilità, e Carlo Iacovini, a capo dell’area marketing.
In manette anche sei imprenditori e un funzionario dell’Iren. Le indagini sugli appalti per il verde pubblico e per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria erano partite un anno fa ed erano sfociate nella prima tranche dell’operazione Green Money.
Quattro persone, tra cui un funzionario di Enia e tre imprenditori, erano state arrestate con l’accusa di corruzione, secondo l’accusa avrebbero pagato tangenti. L’inchiesta, coordinata dal pm Paola Dal Monte, in questi mesi è andata avanti.