
Brega Massone è un criminale seriale, è Lucifero. Ha commesso il più terrificante dei peccati, quello di tradire coloro che si fidavano di lui, cioè i pazienti.
A parlare è l’avvocato Enrico Pennasilico, che ieri, nel corso della nuova udienza del processo a Pierpaolo Brega Massone e ad altre otto persone ex impiegate nella “clinica degli orrori” Santa Rita di Milano, ha rivelato le richieste di risarcimento chieste dall’Ordine dei Medici.
Un maxi risarcimento: ben tre milioni di euro chiesti a Brega Massone, ex primario della clinica, un milione a Fabio Presicci e 500 mila euro all’assistente Marco Pansera.
Agli altri sei imputati l’Ordine ha chiesto dai 100 mila ai 150 mila euro a testa.

Si torna a parlare della clinica Santa Rita di Milano, meglio conosciuta come “la clinica degli orrori” dopo lo scandalo sugli interventi chirurgici inutili effettuati con lo scopo di ottenere rimborsi dal sistema sanitario nazionale.
Ieri si è tenuta a Milano la terza udienza del processo che vede imputate nove persone, tra le quali l’ex primario della clinica Pier Paolo Brega Massone - accusato di 83 casi di lesioni gravi e gravissime, di truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale e falso - il braccio destro di Massone, Pietro Fabio Presicci e il chirurgo toracico Marco Pansera.
Per Massone la pubblica accusa ha chiesto una condanna a 21 anni di reclusione, 14 per Presicci - accusato di 63 casi di lesione aggravata - e 8 per Marco Pansera.
Tre anni e quattro mesi, invece, è la pena richiesta per Mario Baldini, che all’epoca dei fatti era responsabile dell’equipe di Neurochirurgia. Per gli altri imputati la richiesta è stata di pene comprese tra i due e i tre anni.

Dopo mesi di silenzio si torna a parlare della clinica Santa Rita, meglio conosciuta come “la clinica degli orrori” dopo lo scandalo dei presunti interventi chirurgici inutili effettuati con lo scopo di ottenere rimborsi dal sistema sanitario nazionale.
Della vicenda ci siamo ampiamente occupati dei mesi scorsi e se ben ricordate uno dei nomi più citati nell’ambito di quell’inchiesta era quello di Pier Paolo Brega Massone, ex primario del reparto di chirurgia toracica, sotto processo - attualmente messo a rischio dal disegno di legge sul processo breve - per truffa aggravata e lesioni gravissime ed indagato per omicidio in relazione a 4 decessi avvenuti nella clinica.
Qualche settimana fa il gip Micaela Curami aveva disposto la scarcerazione del chirurgo, ma nelle ultime ore quel provvedimento è stato annullato dal tribunale del Riesame: ora toccherà alla Cassazione decidere se far tornare in carcere Massone o meno.
Via | AffariItaliani

Clinica degli orrori: si torna a parlare della clinica Santa Rita. Nuove ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip Micaela Curami sono state notificate direttamente in carcere a Paolo Brega Massone, al suo aiuto Fabio Presicci. Le accuse sono le consuete: truffa ai danni del sistema sanitario nazionale e lesioni. La terza ordinanza è stata invece notificata a Marco Pansera, membro dell’equipe di chirurgia toracica. Della S. Rita avevamo parlato in passato, rileggete il quote qui sotto:
Scarponi: beh certo, mica lo buttera’ via….sei matto… Stefania:io.. ascolti, ascolti una cosa, io ho detto solo a Filippi…L’ho chiamato per sensibilizzarlo e per dire ’state attenti quando aprite una cosa’ perche’ costa 455 euro piu’ iva. Scarponi: senti…io se vuoi sotto la mia responsabilita’ lo reimpianto subito in qualsiasi malato…subito lo reimpianto
Stefania: ecco…magari subito quando capita la misura giusta.
Scarponi: ‘esatto pero’ te lo reimpianto subito alla prima frattura pertrocanterica …. poi per il futuro….
Stefania: ho capito ma se Battista non lo sterilizza?
Scarponi: no per il futuro….perche’ si deve opporre scusi eh. E’ come una pinza chirurgica.. .
Stefania:no, non e’ la stessa cosa perche’ questo e’ un impianto che rimane sul paziente e l’etichetta va messa in cartella clinica.
Scarponi: ecco, ma se il malato di novanta anni, novantacinque anni ha una brevissima aspettativa di vita eh….
Stefania:io ho fatto lo stesso discorso tra di me
Scarponi: eh eh
Stefania: ho detto se un paziente e’ molto anziano tutto sommato si potrebbe anche.
Scarponi: eh, novantenni ne abbiamo ogni giorno eh
Stefania: uhm, va beh eh….
Tratto dalla intercettazioni pubblicate quando scoppiò lo scandalo nel giugno scorso.
Foto | Flickr
Ah, le meraviglie dell’italica penisola. Proprio pochi giorni fa vi avevamo aggiornato sull’inchiesta-scandalo della clinica Santa Rita ponendo l’attenzione sulla situazione processuale degli imputati. Richieste di patteggiamento accolte per alcuni di essi, rinvio a processo con rito ordinario per Brega Massone, Merlano e Sampietro.
Ma alle vittime, quelle rimaste in vita, chi ci pensa? E soprattutto, riceveranno almeno un adeguato risarcimento per i danni subiti da interventi chirurgici lesionanti e non necessari? La risposta nel titolo, no. Per il diritto penale, nel momento in cui vengono accolti patteggiamenti e sconti di pena per gli imputati non è possibile per le vittime ottenere giustizia, neanche dal lato risarcimentale.
L’unica scappatoia è la giustizia civile: le vittime potrebbero ancora costituirsi parte civile contro Brega Massone e gli altri che andranno a processo il 2 dicembre. Ma l’Italia riserba sempre grandi sorprese: l’ex primario di chirurgia toracica Paolo Brega Massone della Clinica Santa Rita risulta nullatenente. Ripetiamo assieme: il primario è nullatenente.
Come fa a risarcirti uno che è nullatenente? Poverino, già me lo vedo a far l’elemosina per strada con i cartoni a fargli da materasso. Aiutiamolo.
Via | Il Giornale

Ricorderete sicuramente lo scandalo del Santa Rita, la clinica privata milanese dove si effettuavano operazioni chirurgiche non necessarie al fine di ottenere rimborsi dal sistema sanitario nazionale. La stessa clinica dove si usavano pazienti come cavie e dove lavoravano persone senza scrupoli come Pier Paolo Brega Massone.
Si è tenuta oggi un’udienza davanti al gup Vincenzo Tutinelli che ha accettato le richieste di patteggiamento effettuate dall’ex proprietario della clinica Francesco Paolo Pipitone, 4 anni e 4 mesi di reclusione per truffa aggravata, e dai medici Renato Scarponi e Maria Pia Pedesini: condannati ad 1 anno e 9 mesi il primo e 1 anno e 7 mesi di reclusione la seconda per truffa al sistema sanitario nazionale e falso.
Non è andata meglio all’ex primario Pier Paolo Brega Massone e agli ex direttori sanitari Gianluca Merlano e Adriano Sampietro, che si sono visti respingere la richiesta di patteggiamento e che verranno processati con rito immediato dal prossimo 2 dicembre a Milano.
Continua a leggere: Santa Rita: patteggiamenti e processo per gli indagati alla clinica degli orrori
Nuovi dettagli sulla clinica Santa Rita di Milano, di cui vi abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi.
Questa volta le rivelazioni sulla clinica degli orrori provengono da Gianluca Merlano, 38 anni, ex vicedirettore della struttura, che ha fatto la sua deposizione davanti ai pm Tiziana Siciliano e Grazia Pradella.
Il verbale, di ben 150 pagine, risale al 18 giugno scorso ed ampi stralci sono stati pubblicati oggi dal Giornale: Merlano era stato arrestato insieme ad altre 13 persone, ma ha deciso di collaborare con gli inquirenti ed ha quindi ottenuto la scarcerazione.
“Il Notaio stava facendo una lavata di testa incredibile alla dottoressa Galasso, urlava come un pazzo, tanto che io all’inizio dissi: che vengo a fare qua? Finita questa riunione mi fecero parlare col Notaio che nel frattempo si era ricomposto, fumava la pipa e ti fumava in faccia. A lui non gliene fregava niente delle competenze che avevo. Mi ha detto: se lei viene qui a fare il vicedirettore sanitario deve ricordarsi sempre chi le passa lo stipendio. Era il padre-padrone. A questo punto lo dissi al Notaio che avevo capito bene il messaggio. Poi francamente, nel mio intimo, non aderivo”.
Continua a leggere: Santa Rita: nuovi dettagli dalla clinica degli orrori

Vi eravate già dimenticati della clinica degli orrori? Della S. Rita? Di Brega Massone? Ecco che la vicenda torna a riempire le prima pagine. Paolo Brega Massone, ci cui ci eravamo già occupati diffusamente in passato, uno dei medici che secondo la magistratura avrebbe operato pazienti utilizzandoli come cavie e sottoponendoli ad interventi ed esami superflui, ha chiesto di ottenere il rito abbreviato nel processo che lo vede implicato per gli scandali della Clinica Santa Rita. Questo, in quanto lui, non ha nulla di cui pentirsi:
Ho salvato molte vite umane. Ho alleviato le sofferenze di tante persone. Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che sono un mostro e mi hanno rinchiuso in questo carcere. Non è giusto. Ho fatto un migliaio di interventi alla Santa Rita. Li rifarei tutti, uno per uno. Perché andavano fatti nell’interesse supremo del paziente e non, come dice chi mi accusa, del bilancio della Santa Rita
Foto | Brikmantra, Flickr
Uno studio presentato qualche tempo fa ad un convegno medico svoltosi all’Istituto Tumori di Milano, riporta dei dati sconcertanti: 30-35.000 morti all’anno in Italia per malasanità. Una media di 90 casi al giorno. Una cifra a dir poco preoccupante se si pensa che al novembre del 2007 i casi di decesso per AIDS dall’inizio dell’epidemia sono “solo” 35.300 con una media di circa 2.100 decessi annui.
Ma mentre per i virus la ricerca riesce a compiere qualche passo in avanti, non vi è alcuna speranza che decresca il flagello della malasanità. Del resto il problema appare del tutto ignorato ufficialmente ed un osservatorio sul fenomeno non è stato ancora inserito nei programmi del Ministero che ritiene invece prioritari solo la prevenzione e la ricerca che, nonostante l’indiscussa valenza, appaiono più sentite dalle holding farmaceutiche che dalla popolazione. Del resto non sarebbe poi così impossibile arginare il fenomeno. Sarebbe sufficiente già tenere sotto controllo alcuni indicatori di un cattivo funzionamento delle strutture, come suggerisce il deputato Arturo Iannaccone:
“Il sistema del pagamento a prestazione, che fa riferimento ad un dato esclusivamente economicistico, va rivisto perché non tutela il paziente e non fa risparmiare la pubblica amministrazione, come si è visto per il bilancio in rosso di troppe regioni. Non si puo’ valutare l’efficienza di una struttura solo in base al fatturato e non in base ad altri parametri quali l’efficacia della terapia, la percentuale di complicanze, il tasso di mortalita’ che alla Santa Rita era ben dieci volte superiore rispetto alla media dei nosocomi milanesi. Occorrono organi di controllo che siano composti da esperti indipendenti di cui facciano parte primari e medici base, specialisti, rappresentanti delle associazioni degli ammalati e infermieri. E’ assolutamente necessario - ha concluso - che ai medici di base arrivino informazioni continue sui pazienti che sono ricoverati”.
In sostanza del Caso Santa Rita, come di molti altri, ce ne saremmo potuti accorgere anche un po’ prima e senza dover attendere che le vittime e loro familiari si armino di coraggio per sporgere denuncia.
Aveva detto: “Li rifarei tutti”, riferendosi agli interventi degni del dottor Mengele che ha compiuto. E ancora non cambia versione, il dottor Pier Paolo Brega Massone, che dal carcere addirittura si tratteggia quasi come un martire. La Provincia Pavese riporta le sue ultime dichiarazioni, sintetizzabili in: “temo per la mia vita“.
E il suo legale aggiunge:
Sin dal primo momento, il dottor Brega Massone ha detto che, al di là delle imputazioni, una cosa sola gli importava: che non fosse messa in dubbio la sua attenzione al destino dei pazienti. Al mio cliente sono contestati cinque omicidi aggravati dalla crudeltà. Cinque persone morte per interventi chirurgici che secondo l’accusa non erano necessari e che sarebbero stati eseguiti per intascare i rimborsi della Regione. Nessuno, però, scrive che per ciascuno dei cinque interventi, il mio cliente avrebbe guadagnato 18 euro. Cioè il 9 per cento del Drg da 1.800 euro diviso tra i componenti dell’equipe.
Parole commoventi, veramente. Ma così non paiono averla pensata coloro che hanno presentato denuncia: finora si tratta di 100 esposti alla Guardia di Finanza di Milano. E mi sa ce ne saranno ancora altri.