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Casi insoluti

Emanuela Orlandi: a luglio i risultati degli esami trovati a Sant'Apollinare

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

SantApollinare

Sono attesi tra la fine di giugno e i primi di luglio i risultati degli esami che gli esperti della polizia scientifica stanno effettuando sulle ossa rinvenute nell’ossario della basilica romana di Sant’Apollinare dopo la riapertura della tomba di Enrico “Renatino” De Pedis, lo storico capo della banda della Magliana che, si ipotizza, possa esser stato coinvolto nella sparizione di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana di 15 anni di cui si sono perse le tracce il 22 giugno del 1983.

La tomba del boss, ne parlavamo giorni fa, è stata riaperta lunedì: all’interno, come era facile immaginare, c’era il corpo di De Pedis in buono stato di conservazione. La sua identità è stata subito accertata e nel corso dei prossimi giorni la salma dovrebbe essere cremata o sepolta al Verano, nella tomba della famiglia della vedova Carla Di Giovanni.

Accantonato questo punto, ora ci si sta concentrando sulle duecento cassette piene di ossa recuperate nei sotterranei della basilica, ossa in parte risalenti all’epoca pre-napoleonica. Il lavoro degli esperti consisterà dapprima nella separazione delle ossa antiche da quelle più recenti, poi si potrà procedere all’identificazione delle ossa appartenenti a donne e infine a quelle compatibili con la struttura di una 15enne.

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Brescia, omicidio: l'agricoltore Franco Bertola ucciso con una roncola

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

OmicidioAdro

E’ ufficiale: Franco Bertola, agricoltore di 63 anni trovato morto lunedì mattina nel suo capanno degli attrezzi ad Adro, Brescia, è stato ucciso. In un primo momento si era pensato ad un tragico incidente, ma le analisi degli inquirenti hanno fugato ogni dubbio.

Bertola sarebbe stato ucciso con una roncola, colpito con violenza alla gola e alla nuca. Poi, secondo una prima ipotesi, il killer avrebbe infierito sul corpo con una motosega, mozzando un avambraccio forse nel tentativo di depistare le indagini ed inscenare un incidente sul lavoro.

La Procura ha già aperto un fascicolo contro ignoti, mentre gli inquirenti scavano nella vita dell’uomo alla ricerca di contrasti che potrebbero esser sfociati nell’omicidio: da ieri sono già state interrogate quindici persone - tra amici, parenti e conoscenti - e il podere di via Valli è stato posto sotto sequestro per permettere i nuovi sopralluoghi.

L’autopsia sul cadavere di Bertola è in programma per oggi.

Via | Brescia Oggi
Foto | Il Giorno

USA, nuova teoria sul serial killer Zodiac: è ancora vivo ed abita in California

pubblicato da Daniele Particelli in: Serial Killer Casi insoluti Letture

ZodiacKiller

Un libro appena pubblicato negli Stati Uniti riaccende i riflettori sul mistero dello Zodiac Killer, l’assassino seriale attivo in California tra il dicembre del 1968 e l’ottobre dell’anno successivo, mai identificato dalle forze dell’ordine.

Sette vittime accertate - nelle sue lettere ne rivendicava almeno 37 - e nessun sospetto circa la sua identità: nel corso degli anni si sono fatte avanti centinaia e centinaia di persone che sostenevano di conoscere Zodiac, ma la verità non è mai emersa. Ora arriva Lyndon Lafferty, autore di The Zodiac Killer Cover-Up nonché agente di polizia in California.

Lafferty, che per oltre 40 anni si è occupato di indagare sul misterioso assassino, sostiene di conoscere l’identità di Zodiac e che questi sia ancora in vita: si tratterebbe di un anziano di 91 anni residente nella contea di Solano, in California. L’autore non rivela l’identità - usa diversi alias per descriverlo - ma sostiene di essere arrivato molto vicino ad arrestarlo, nei primi anni ‘70: quel tentativo fallì perché le indagini furono ostacolate da alcuni personaggi potenti.

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Pisa: scomparso da oltre un mese lo studente universitario Michele Radicchi

pubblicato da Renato Marino in: Casi insoluti

Michele Radicchi, studente universitario di 29 anni, iscritto alla Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa, è scomparso da ormai 5 settimane. Il giovane, originario di Firenze, l’8 aprile scorso non ha fatto rientro nell’appartamento che divideva con due amici.

Una grande passione per la bicicletta e una laurea già conseguita presso lo stesso ateneo (in Informatica umanistica), Radicchi aveva detto a un amico che la mattina di Pasqua sarebbe andato da Pisa a Firenze per un raduno ciclistico.

Da allora sembra come sparito nel nulla. È alto 1.75, ha occhi e capelli castani e una cicatrice di 12 centimetri sul braccio sinistro.

Come riporta il sito della trasmissione Chi l’ha visto, che si occupa del caso, i genitori sono molto preoccupati anche perché Radicchi non ha portato con sé i farmaci necessari alla sua terapia quotidiana.

Foto | Chi l’ha visto

Omicidio Serena Mollicone, la svolta è vicina: isolati due DNA maschili

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

SerenaMollicone

Sembra sempre più vicina la soluzione dell’omicidio di Serena Mollicone, la 18enne di Arce, in provincia di Frosinone, trovata morta nel giugno 2001 in un bosco di Anitrella: nel corso dell’incidente probatorio disposto dal gip di Cassino Valerio Lanna sono emersi dei particolari che fanno ben sperare.

Sono stati individuati, scrive il Corriere di Roma, due profili misti di DNA maschili - uno da una goccia di sangue sul cardigan della vittima, l’altro da gocce di sudore rinvenute sui pantaloni - e un’impronta digitale completa, scoperta dagli inquirenti sul nastro adesivo utilizzato per legare le caviglie di Serena.

Questi tre elementi saranno ora confrontati con il DNA e le impronte delle sei persone indagate per quel delitto: l’ex fidanzato di Serena, Michele Fioretti, la madre Rosina Partigianoni, l’ex maresciallo dei carabinieri di Arce Franco Mottola, la moglie Maria, il figlio Marco e il militare Francesco Suprano.

Le tracce verranno anche comparate col DNA del brigadiere Santino Tuzi, che si tolse la vita il 9 aprile del 2008 perchè, lo sospetta l’accusa, conosceva la verità sulla morte di Serena.

Foto | SerenaMollicone

Emanuela Orlandi: tra domani e dopodomani la riapertura della tomba di Enrico De Pedis

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti

SantApollinare

E’ ormai questione di ore: tra oggi e domani - non ci sono ancora conferme ufficiali - verrà riesumata la salma di Enrico “Renatino” De Pedis, storico capo della banda della Magliana, e la tomba verrà analizzata e ispezionata come stabilito dalla Procura di Roma che da anni sta lavorando sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la 15enne cittadina vaticana di cui si sono perse le tracce il 22 giugno del 1983.

La sua scomparsa, grazie anche alla testimone Sabrina Minardi, ex fidanzata di De Pedis, è stata collegata alla Banda della Magliana e la riapertura del sepolcro dello storico boss dovrebbe far chiarezza proprio su questo aspetto. O almeno è quello che sperano gli inquirenti.

Alle rivelazioni della Minardi si aggiunge una misteriosa telefonata giunta nel 2005 alla trasmissione di RaiTre “Chi L’Ha Visto?“: un uomo, poi identificato, aveva sollecitato un’ispezione della tomba del boss, sostenendo che solo così gli inquirenti avrebbero trovato le risposte sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

La soluzione del mistero, insomma, potrebbe davvero arrivare tra poche ore, dopo oltre 20 anni. La salma, dopo la riapertura della tomba situata nella basilica romana di Sant’Appollinare verrà poi traslata nel cimitero di Prima Porta, alle porte della Capitale.

Via | Il Mattino
Foto | ©TMNews

Foggia, omicidio: Angelo Placentino ucciso a colpi di pistola

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

ViaTorremaggiore_Foggia

Angelo Placentino, 62 anni, è stato ucciso la notte scorsa a Foggia, freddato a colpi di pistola nella sua abitazione in via Torremaggiore, nel rione Candelaro.

La vittima, già nota alle forze dell’ordine, era agli arresti domiciliari. Il killer, intorno alle 2, ha svegliato Placentino suonando il campanello della sua abitazione e quando l’uomo ha aperto la porta l’ha freddato con un colpo di pistola al cuore.

Le indagini, coordinate dai carabinieri del reparto operativo e della compagnia di Foggia, si stanno concentrando sul passato della vittima: Placentino era stato arrestato nel marzo dello scorso anno insieme al figlio Valentino, perché accusato di aver sparato alcuni colpi di fucile contro l’abitazione di Claudio Rendine, vicino di casa del figlio, con cui i due avevano avuto dissapori in passato. Ne parla Il Paese Nuovo:

Padre e figlio avrebbero sparato perche’ ritenevano il vicino di casa autore di altri gesti intimidatori messi a segno nei loro confronti. Il 22 gennaio 2011 qualcuno aveva sparato colpi di pistola contro il garage di Placentino che il 26 febbraio aveva trovato davanti all’uscio di casa la testa di un suino e un proiettile inesploso: poche ore dopo altri colpi di pistola erano stati sparati contro l’abitazione dei due.

Via | Foggia Today

Pescara, Domenico Rigante ucciso in un agguato: forse scambiato per suo fratello

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

Rigante Domenico

Domenico Rigante, 24enne ultras del Pescara, è stato ucciso ieri sera nella sua abitazione di via Polacchi, freddato con un colpo di pistola poco dopo le 22. Le indagini, affidate alla Squadra Mobile di Pescara, stanno seguendo la pista dello scambio di persona: la vera intenzione dei killer sarebbe stata quella di uccidere il fratello di Rigante, Antonio.

Si sarebbe trattato di una vera e propria spedizione punitiva messa in atto da un gruppo di rom, tuttora ricercati, il cui destinatario sarebbe stato proprio Antonio Rigante, con cui il gruppo avrebbe avuto dissapori in passato. Ne parla Il Pescara:

un gruppo di rom che da tempo era in forte contrasto con parte dei tifosi del Pescara, ha raggiunto via Polacchi a caccia di Antonio Rigante, fratello della vittima, il vero destinatario della spedizione punitiva. Antonio però è riuscito a fuggire tanto che i rom hanno sparato alcuni colpi andati a vuoto, mentre Domenico si è barricato in casa, dove è stato raggiunto dal gruppetto e dopo una colluttazione, ferito a morte ad un fianco con un colpo di pistola.

Il giovane, trasportato in ospedale, è deceduto poco dopo la mezzanotte. Le indagini sono ancora in corso.

Foto | Il Pescara

Villapiana, duplice omicidio in villa: Vincenzo Genovese e la figlia Rosa uccisi a fucilate

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

Ambulanza_Carabinieri

Tragedia in famiglia, ancora avvolta nel mistero, ieri sera a Villapiana, in provincia di Cosenza. Vincenzo Genovese, 67 anni, e la figlia Rosa, 26 anni, sono stati uccisi a colpi di fucile in circostanze ancora tutte da chiarire.

Nella sparatoria è rimasta coinvolta anche Domenica Ruggiano, 54 anni, moglie e madre delle due vittime: lei, ferita all’addome e ad una gamba, è al momento ricoverata in ospedale a Rossano e non sarebbe in pericolo di vita. Lei, all’arrivo dei soccorsi, sarebbe anche stata in grado di fornire una prima e sommaria descrizione della dinamica. Ne parla CN24:

ha raccontato agli investigatori che attorno alle 11 del mattino aveva sentito dei colpi dopo avere accompagnato il marito nel patio di casa poiché asmatico. Inoltre avrebbe sentito anche le grida d’aiuto della figlia, che la implorava di aiutarla. Quando sarebbe uscita, il misterioso uomo avrebbe aperto il fuoco anche contro di lei, ferendola solo leggermente. A quel punto, a dire della Ruggiano, lei sarebbe tornata in casa, sdraiandosi sul letto e rimanendo li’, ferita, rischiando di morire dissanguata

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Via Poma, delitto Cesaroni: Raniero Busco assolto in appello

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Inchieste e processi

RanieroBusco2010

Non fu Raniero Busco ad uccidere Simonetta Cesaroni: lo hanno stabilito oggi i giudici della prima sezione della Corte d’assise di appello di Roma, assolvendo l’imputato per non aver commesso in fatto.

Si è concluso così, dopo meno di tre ore di camera di consiglio, il processo d’appello iniziato lo scorso novembre: il pm, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado, 24 anni di carcere inflitti a Busco, che si è sempre dichiarato innocente, il 26 gennaio dello scorso anno (qui le motivazioni della sentenza).

I giudici, invece, hanno deciso di accogliere la tesi della difesa e, complici i risultati della superperizia disposta a novembre, ed hanno assolto l’imputato con formula piena, senza ritenere esistente alcun dubbio circa la colpevolezza di Busco, ex fidanzato di Simonetta, uccisa con 29 coltellate il 7 agosto del 1990, nell’ufficio in cui lavorava in via Poma a Roma.

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