
Sale ancora il numero dei morti a causa delle già ampiamente affrontate drug wars messicane: in sole 24 ore sono state uccise 24 persone, di cui tredici nella città di Acapulco, nel sud del Messico.
In un unico giorno due persone sono state decapitate nei pressi di alcuni nightclub, mentre un terzo è stato ucciso a fucilate nella periferia della città.
Poco fuori da Acapulco cinque agenti di polizia sono rimasti uccisi in un’agguato, mentre in uno scontro a fuoco avvenuto nella cittadina di Ajuchitlán del Progreso i militari hanno ucciso dieci nacrotrafficanti, presumibilmente del gruppo de La Familia, che opera in quella zona.
Nello stato del Chiapas, un membro dei Los Zetas è rimasto ucciso dallo scoppio di una gradana che stava tenendo in mano, pochi istanti prima di lanciarla contro l’ufficiale di polizia Tuxtla Gutierrez.
Via | Times
Il video che vedete qui sopra risale a circa un anno fa, ma è sempre attuale per far comprendere quanti soldi girano tra i narcotrafficanti messicani, di cui ci stiamo occupando spesso in queste settimane.
La scoperta è stata fatta nell’abitazione di una famiglia messicana, evidentemente usata come magazzino da qualche cartello della droga.
Ben 25 milioni di dollari che, a detta del giornalista, sono poi stati utilizzati dal Governo. A questo proposito alcuni utenti di LiveLeak si domandano: “visto il potere di questi narcotrafficanti, quanti di questi soldi sono poi tornati nelle loro mani?“.
Via | LiveLeak

Sette narcotrafficanti, tra cui tre presunti membri dei Los Zetas, sono stati arrestati ieri nella zona industriale di Monterrey al termine di uno scontro a fuoco con le autorità.
Si tratta di una delle prime ondate di arresto dallo scoppio della guerra tra i Los Zetas e i narcotrafficanti del Cartello del Golfo. I militari, prima dello scontro, sono riusciti ad evacuare tre scuole, parte di un ospedale ed alcuni residenti della zona.
Nello scontro, che come riportano fonti locali è durato circa tre ore, è morto un presunto membro dei Los Zetas, mentre tre persone sono rimaste ferite.
Al momento i detenuti si trovano in una base militare in Messico in attesa degli interrogatori. Parallelamente, a San Nicolás, l’esercito ha arrestato il capo della polizia ed un suo assistente, entrambi sospettati di aver collaborato coi narcotrafficanti.
Via | UniVision

Continuano ad arrivare gli aggiornamenti sulla narcoguerra tra il cartello del Golfo e il gruppo paramilitare dei Los Zetas, che da qualche settimane è in corso a Reynosa, nello stato messicano di Tamaulipas.
Vi abbiamo già parlato dei rapimenti di alcuni giornalisti che negli ultimi giorni avevano fornito aggiornamenti in tempo reale sulla guerra in corso, ma ora la situazione sembra peggiorata e i narcotrafficanti stanno pian piano prendendo il controllo della stampa.
E’ in aumento, infatti, il numero di redattori e giornalisti corrotti dai narcos che, con circa 500 dollari al mese, qualche prostituta e casse di alcolici, riescono a far scrivere solo quello che vogliono che sia scritto.
Questi giornalisti, che di solito guadagnano circa 400 dollari al mese, si sono venduti volentieri al Cartello del Golfo e stanno convincendo i loro colleghi a fare altrettanto o comunque a tacere su quanto sta succedendo, a volte arrivando a vere e proprie minacce.

Si torna a parlare del caso Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario vaticano, sparita nel nulla il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni.
A dare una nuova svolta alle indagini sono state le dichiarazioni della superteste Sabrina Minardi, ex compagna del capo della banda della Magliana Enrico “Renatino” De Pedis.
E’ stata lei a fare il nome di Sergio Virtù, 49 anni, indicato come autista di De Pedis e come la persona che quel 22 giugno scortò Emanuela Orlandi a Torvajanica.
Virtù, arrestato per altri reati e attualmente rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, da ieri è indagato da ieri per i reati di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona.
Continua a leggere: Caso Orlandi: indagato Sergio Virtù, presunto autista di Enrico De Pedis

Ci siamo già occupati della guerra in corso a Reynosa, nello stato messicano di Tamaulipas, tra i narcotrafficanti del Cartello del Golfo e il gruppo armato dei Los Zetas.
A diffondere notizie in tempo reale sono i siti internet locali e i narcotrafficanti non hanno impiegato molto a capirlo. Per questo, nelle ultime due settimane, ben 8 giornalisti sono stati rapiti.
A rivelarlo è il sito News Dallas, secondo il quale un giornalista sarebbe stato picchiato a morte, due sarebbero stati rilasciati, ma di otto non si hanno ancora notizie.
La campagna di intimidazione contro i gionalisti è ufficialmente iniziata, come confermato dal giornalista free lance e ricercatore Jorge Luis Sierra.
Continua a leggere: Guerra tra il Cartello del Golfo e i Los Zetas: rapiti 8 giornalisti a Reynosa

Signor Presidente Felipe Calderón, con tutto il rispetto che merita, ci permettiamo di chiederle aiuto per porre fine al CANCRO DEL PAESE, il veleno di combatte con il veleno. Ritiri l’esercito e la marina. CARTELLI DEL MESSICO uniti contro i LOS ZETAS.
E’ questo il contenuto di una decina di cartelli apparsi nelle ultime ore in alcune zona strategiche della città di Guadalajara, nello stato messicano di Jalisco.
Non è la prima volta che i cartelli della droga usano questa insolita forma di comunicazione. Se ben ricordate era già accaduto qualche settimana fa e il messaggio era pressochè lo stesso: “tutti uniti contro le bestie del male, i Los Zetas“.
C’è da aspettarsi, a questo punto, una risposta da parte di Calderon, ma anche - e questa è quasi certa - da parte del gruppo paramilitare dei Los Zetas.
Via | Diario La Estrella

Non solo droga in Messico, ma anche traffico illegale di essere umani. E’ quello che ha recentemente denunciato il quotidiano messicano Excelsior, segnalando che l’organizzazione opera grazie ai finanziamenti della Fundación Nacional Cubano Americana che ha sede proprio negli Stati Uniti.
Il traffico è organizzato da ex funzionari pubblici degli stati messicani dello Yucatán e Quintana Roo con la complicità dell’Instituto Nacional de Migración e della Procuraduría General de la República, ma anche grazie al coinvolgimento dei narcotrafficanti, soprattutto dei Los Zetas.
Il costo è molto alto, si va dai 5 ai 15 mila dollari a persona e molto dipende dalla caratteristiche fisiche dei migranti.
Quelle cifre includono vitto, alloggio, abbigliamento e viaggio, che può durare fino a 30 giorni.
Continua a leggere: Scoperto traffico di cubani negli Stati Uniti attraverso il Messico

Tra le attività dei cartelli della droga messicani, è cosa nota, c’è anche il sequestro di persona, molto utilizzato come forma di finanziamento.
E’ sufficiente rapire una persona, chiedere ed ottenere il riscatto, è il gioco è fatto. I Los Zetas, di cui ci siamo occupati spesso, ne fanno un grande uso e una delle figure chiave in questo senso si chiama Ana Claudia Morante Villanueva.
La donna, nota anche come Carmen del Consuelo Sáenz Manríquez o Karla Aracely Luna Bello, è considerata una stretta collaboratrice dei Los Zetas ed è attualmente ricercata sia in Messico che negli Stati Uniti.

Non sarà certamente questo a metter fine all’impero dei signori della droga messicani, ma è sicuramente un inizio. O no?
Il Governo statunitense ha notevolmente intensificato i controlli sul confine e nel corso degli ultimi 18 mesi sono stati sequestrati beni e denaro per un valore complessivo di 44 milioni di dollari.
La cifra è altissima, se si considera che nei quattri anni precedenti si era arrivati a 43,6 milioni. Ora è sempre più difficile portare denaro illegale, armi o droga al di fuori degli Stati Uniti.
E’ vero che controlli approfonditi sulle automobili dirette in Messico vengono effettuati a campione, ma è anche vero che tutti gli automobilisti sono invitati a rallentare e permettere ai controllori di guardare velocemente all’interno dei veicoli e di fare domande.