
E’ ancora giallo in Puglia, ad Avetrana, sulla scomparsa della 15enne Sarah Scazzi, di cui si sono perse le tracce lo scorso 26 agosto.
Era uscita di casa per andare al mare ed è scomparsa. Nel giro di poche ore è stato dato l’allarme e sono partire le ricerche, che al momento si stanno concentrando sui diari della giovane e sui contatti da lei tenuti su Facebook.
Fondamentali, secondo gli inquirenti, sono proprio i diari, nei quali la giovane era solita trascrivere le proprie emozioni e segreti, le prime cotte e gli amori non corrisposti.
E mentre proseguono le analisi di quelle pagine, le ricerche si sono estese a tutta la Puglia.
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Il pedofilo Raymond Hewlett, un tempo sospettato di essere coinvolto nella sparizione di Madeleine McCann, la bambina di 3 anni di cui si sono perse le tracce a Praia da Luz nel maggio del 2007, è tornato a parlare della vicenda.
Di Hewlett ci siamo occupati spesso nei mesi scorsi: il pedofilo, malato terminale, aveva dichiarato di aver informazioni sulla scomparsa della bambina, ma aveva chiesto un lauto compenso per rivelare quelle notizie.
La sua pista, però, si era rivelata un buco nell’acqua ed era stata accantonata.
Lo scorso aprile Hewlett è morto e, prima di spirare, ha deciso di rivelare quello che sapeva sulla vicenda: ha scritto una lettera al figlio Wayne, col quale non aveva rapporti da tempo, con la confessione.

Un 30enne incensurato è stato trovato morto questa mattina a Termini Imerese, Palermo, nell’androne di un palazzo. L’uomo aveva il torace squarciato da tre colpi di pistola. A scoprire il corpo è stata una donna che era andata a gettare l’immondizia. La polizia starebbe indagando nella sfera privata della vittima che lavorava in un bar a Bagheria e abitava poco distante dal luogo in cui è stato trovato assassinato.
Via | Live Sicilia

Si è costituito l’uomo che il 28 agosto scorso ha ucciso a colpi di pistola la 33enne Anna Perrucci, freddata in via Brindisi a Cerignola, nel Foggiano.
La donna, ne abbiamo parlato giorni fa, si trovava insieme alla figlia di un anno e mezzo e al marito. Era appena scesa da casa della suocera quando il 50enne Cosimo Cucchiarale li ha avvicinati ed ha aperto il fuoco.
Sette colpi, due dei quali hanno raggiunto la donna al cuore e all’altezza del collo, provocandone la morte in pochi minuti. Ferita, non gravemente, la bambina.
Ora, a distanza di pochi giorni, l’assassino ha deciso di costituirsi: Cucchiarale, parente acquisito della donna, ha ammesso di aver agito per rancori accumulati negli anni tra la sua famiglia e quella di Anna.
Via | La Cronaca Italiana

Gianfranco Stevanin, conosciuto come il serial killer delle prostitute, vuole farsi frate. Secondo quanto riportato dal quotidiano “Libero” l’uomo, condannato all’ergastolo per aver ucciso e fatto a pezzi sei donne, vuole entrare nel Terzo Ordine di San Francesco, canonicamente autonomo all’interno dei francescani.
Stevanin, al momento recluso nel carcere milanese di Opera, vorrebbe andare in convento e diventare un francescano laico: “sento il bisogno di seguire una strada nuova”, avrebbe detto. Il frate laico può portare avanti la vita pastorale, senza rinunciare ad avere una famiglia e dei figli.
La giornalista di Libero Cristiana Lodi al riguardo ha anche intervistato il francescano padre Clemente Moriggi: “L’errore più grande sarebbe negare l’efferatezza dei crimini commessi. Il passato non si cancella. San Francesco non lo ammetterebbe. La Chiesa è molto prudente ma non trascura che Cristo può cambiare le cose e la personalità degli uomini. Gianfranco Stevanin ha commesso crimini gravi, ma è un uomo e perciò va aiutato a vivere. Però dobbiamo restare guardinghi e capire se questo avviene in modo sincero. E non per una questione di opportunità”.
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Il violento pestaggio che vedete qui sopra è avvenuto lo scorso 18 agosto a Gerusalemme, ma le indagini si sono concluse solo nei giorni scorsi.
Due adolescenti arabi di 13 e 15 anni hanno avvicinato il 60enne Lance Wolf, ebreo americano residente da un paio di anni a Gerusalemme.
Gli hanno chiesto una sigaretta, lui ha rifiutato ed è partito il pestaggio: un colpo netto con un bastone e Wolf è caduto a terra.
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C’è molta attesa a Brisbane, Australia, per la decisione della Corte Suprema circa la scarcerazione del pedofilo 26enne Daniel Philip Sybenga.
Il giovane, che ha finito di scontare la sua condanna a sei anni di carcere per diversi episodi di violenza sessuale avvenuti tra il 2002 e il 2003 ai danni di minori di 12 anni, è stato giudicato ad alto rischio di reiterazione.
Se scarcerato, è quasi sicuro che tornerà a violentare bambini. Secondo gli psichiatri che lo stanno seguendo in carcere, l’unico modo per prevenire ulteriori violenze è continuare con la detenzione.
I genitori del giovane, però, hanno chiesto il suo rilascio: si prenderanno cura di lui e si assicureranno che non torni a colpire.

Marcelo Antelo, 22 anni, è stato arrestato nei giorni scorsi a Buenos Aires con l’accusa di aver ucciso sei persone nel corso degli ultimi quattro mesi.
L’arresto è avvenuto il 28 agosto, ma la stampa locale ne ha dato notizia soltanto oggi: il 22enne, conosciuto anche come “Marcelito“, avrebbe agito per tener fede ad un giuramento fatto a San La Muerte, un santo pagano molto venerato nelle comunità povere dell’Argentina e del Paraguay, soprattutto tra i detenuti e i membri di gang.
In cambio di protezione e prosperità, Marcelo avrebbe promesso al santo un omicidio a settimana e, fino al momento del suo arresto, c’era quasi riuscito.

Ha nascosto il corpo della defunta prozia nel congelatore per continuare a intascare la pensione avendo la delega per riscuoterla. Un uomo di 43 anni è stato arrestato a Catania dalla polizia per abbandono di persona incapace aggravato dalla morte e occultamento di cadavere.
La scoperta del corpo dell’anziana è stata fatta dalla polizia grazie alla segnalazione dei vicini di casa che non la vedevano da tempo. La donna, di 92 anni, sarebbe morta l’anno scorso. Su Live Sicilia si legge che il nipote agli investigatori ha detto di “essere rimasto sconvolto dalla morte” della prozia.
Di “avere avuto paura di dirlo” alla sua anziana madre, di “non sapere a chi chiedere aiuto” e di essere a conoscenza “dell’esistenza di un testamento ma di non averlo trovato”.

E’ stato rintracciato ieri il giovane marocchino che giovedì scorso, a pochi passi dal centro di Torino, ha aggredito una sua connazionale di 19 anni, Hasna Beniliha, con un getto di acido muriatico.
Lui si chiama Abderrahim Soufi, ha 23 anni e, stando ad una prima ricostruzione, ha agito perchè la giovane aveva respinto le sue avances.
Così si è armato della sostanza corrosiva e l’ha pedinata. Dopo pochi giorni di indagini le autorità sono riuscite a rintracciarlo.
Ora Soufi deve rispondere all’accusa di lesioni gravissime con le aggravanti dell’uso di sostanza corrosiva, della probabile perdita di un organo da parte della vittima, dello sfregio permanente e della premeditazione.