
Di pervertiti più o meno pericolosi se ne incontrano più spesso di quanto si pensi a bordo degli autobus, soprattutto nelle grandi città dove, nelle ore di punta, può capitare di vedere chi approfitta del caos per palpare qualche fondoschiena o peggio ancora.
Il 79enne arrestato nel quartiere Borgo Po di Torino era uno di quelle recidivi: si strusciava contro le ragazzine e si toccava davanti a loro.
Ha agito indisurbato per diversi mesi - dal novembre scorso - fino a quando una delle vittime, una ragazzina di 14 anni, ha confessato quello che era costretta a subire quasi ogni giorno mentre si recava a scuola.
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Massacrata di botte dal marito e scaricata in una scarpata. E’ quanto è successo ieri ad una ragazza nomade di 26 anni, deceduta questa mattina all’alba all’ospedale Sacco di Milano.
Nel pomeriggio di ieri, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, la giovane, residente nel campo nomadi situato nelle aree del cavalcavia Bacula e di via della Pecetta, è stata picchiata marito, un nomade di 32 anni.
Lei in un primo momento è riuscita a fuggire, ma il 32enne è riuscito a raggiungerla e, dopo averla picchiata ulteriormente, l’ha lanciata dal cavalcavia, facendole fare un volo di circa 2 metri.

Si è concluso ieri a Tel Aviv, Israele, il processo al pedofilo Nachman Stal, che era accusato di aver sodomizzato un ragazzino di 14 anni.
L’episodio risale al 2000, quando Stal fece salire il giovane a bordo della sua automobile e, una volta raggiungo un luogo appartato, lo violentò.
Subito dopo gli diede circa 50 dollari e si fece promettere che non avrebbe parlato con nessuno dell’episodio. Così non fu e Stal fu incriminato.
Mentre era in attesa del processo riuscì a fuggire in Belgio e vi restò fino al 2005. Quando tornò in Israele scoprì che le accuse erano ancora valide e fuggì in Inghilterra.
Durante la notte il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e le Squadre Mobili di Trapani e Palermo hanno eseguito 18 arresti a Trapani che rientrano all’interno della più vasta operazione “Golem II”, naturale prosecuzione della principale Operazione Golem messa in piedi per fare terra bruciata attorno al superboss Matteo Messina Denaro. Tutti gli arresti fanno infatti parte della rete di fiancheggiatori e persone vicine, vicinissime al boss.
Il blitz ha infatti coinvolto anche i familiari di Messina Denaro, portando all’arresto del fratello Salvatore Messina Denaro ed alle perquisizione nelle case della madre Lorenza dove vive anche la compagna del boss, Francesca Alagna. Abitazione in cui, ovviamente, non c’era traccia del boss. Anche se la sua presenza era facilmente percepibile grazie alle decine di foto affisse ai muri come la reliquia di un santo. Protettore. Una “figura mitizzata” quella di Messina Denaro come lo definisce il pm Paolo Guido
Tutti gli arrestati, tra cui imprenditori, professionisti e commercianti, devono rispondere dei reati di favoreggiamento, associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti e trasferimento fraudolento di società e valori e sono:
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Sale ancora il numero dei morti a causa delle già ampiamente affrontate drug wars messicane: in sole 24 ore sono state uccise 24 persone, di cui tredici nella città di Acapulco, nel sud del Messico.
In un unico giorno due persone sono state decapitate nei pressi di alcuni nightclub, mentre un terzo è stato ucciso a fucilate nella periferia della città.
Poco fuori da Acapulco cinque agenti di polizia sono rimasti uccisi in un’agguato, mentre in uno scontro a fuoco avvenuto nella cittadina di Ajuchitlán del Progreso i militari hanno ucciso dieci nacrotrafficanti, presumibilmente del gruppo de La Familia, che opera in quella zona.
Nello stato del Chiapas, un membro dei Los Zetas è rimasto ucciso dallo scoppio di una granada che stava tenendo in mano, pochi istanti prima di lanciarla contro l’ufficiale di polizia Tuxtla Gutierrez.
Via | Times

L’agguato si è consumato poco prima delle 18.00. Gennaro Chierchia, 54 anni, considerato affiliato al clan camorristico dei D’Alessandro è stato ucciso ieri sera in una pasticceria nel centro di Gragnano (Napoli). Sul caso indagano i carabinieri di Castellamare di Stabia. Da Stabia Channel:
L’uomo, già noto alle forse dell’ordine, si trovava all’interno della pasticceria Zampino di Via Castellammare a Gragnano quando è stato raggiunto da una raffica di colpi che gli hanno tolto la vita non lasciandogli scampo. Chierchi, 54 anni, è ritenuto dagli inquirenti una figura di spicco del clan dei D’Alessandro, operante proprio nell’area stabiese. (…) Noto con il soprannome di “pecorone”, l’uomo era un abitudinario di locali chic ed amante della bella vita.
Su Metropolis web si legge qualche particolare in più:
A quell’ora la strada era affollata da numerosi passanti. Ma secondo quanto ricostruito fino a questo momento dagli inquirenti, il 54enne era l’unico cliente presente all’interno dell’esercizio commerciale quando è scattato il raid. Chierchia è ritenuto dagli inquirenti uno degli esponenti di spicco della camorra locale, per anni referente del clan stabiese dei D’Alessandro di cui era uno dei capizona dell’area dei Monti Lattari. Amante della bella vita e del lusso, era solito in passato girare in auto di grossa cilindrata e frequentare ambienti chic soprattutto della dolce vita romana. Fece scalpore la sua relazione con una nota attrice italiana.
Gli incidenti sul lavoro sono purtroppo molto frequenti e quello che è accaduto ieri a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, in un primo momento era stato catalogato come tale.
L’operaio romeno 32enne George Corbu stava lavorando sul tetto del centro commerciale Jambo ed è caduto da un’altezza di 7 metri.
A nulla sono serviti i soccorsi: l’uomo è deceduto durante il trasporto all’ospedale Moscati di Aversa.
Gravemente ferito anche un suo collega e connazionale, Dubinga Florin, 28 anni, che si è poi scoperto essere l’autore del delitto.

Sembra che si possa già considerare concluso il giallo del cadavere decapitato trovato ieri mattina in una baracca sulla spiaggia di Tor San Lorenzo, sul litorale romano.
Nel corso della giornata di ieri le autorità sono riuscite ad identificare la vittima, il 46enne indiano Hoshiar Singh, e ad identificare il suo assassino, il connazionale Gurjant Singh, 36 anni.
I due, che condividevano lo stesso cognome ma non avevano legami di parentela, erano arrivati in Italia da tempo e si erano spostati per tutto il paese lavorando come braccianti agricoli e manovali.
Da qualche settimana si erano stabiliti in una baracca di Tor San Lorenzo e proprio lì, venerdì sera, è avvenuto il brutale omicidio
Il video che vedete qui sopra risale a circa un anno fa, ma è sempre attuale per far comprendere quanti soldi girano tra i narcotrafficanti messicani, di cui ci stiamo occupando spesso in queste settimane.
La scoperta è stata fatta nell’abitazione di una famiglia messicana, evidentemente usata come magazzino da qualche cartello della droga.
Ben 25 milioni di dollari che, a detta del giornalista, sono poi stati utilizzati dal Governo. A questo proposito alcuni utenti di LiveLeak si domandano: “visto il potere di questi narcotrafficanti, quanti di questi soldi sono poi tornati nelle loro mani?“.
Via | LiveLeak

Nuovi dettagli sul caso dello stupratore inglese Peter Chapman, il 33enne condannato pochi giorni fa a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo averla adescata su Facebook.
Chapman era già stato condannato in passato per aver stuprato e minacciato con un coltello due prostitute: dopo appena quattro anni di carcere era stato rilasciato.
Dopo la testimonianza di una donna che arrivata molto vicina al matrimonio con Chapman, la stampa britannica ha raccolto alcune dichiarazioni di una delle due donne violentate nel 1996 dall’uomo.
Lei aveva 17 anni al momento dello stupro e 21 quando il aguzzino fu rilasciato.